Paolo Petroni
A cinquant'anni dalla morte

Il caso Agatha Christie

Il mondo celebra Agatha Christie, la giallista inglese da due miliardi di copie diventata un fenomeno che travalica la letteratura

Secondo l’Index Translationum dell’Unesco, un database che raccoglie le informazioni sulle traduzioni di libri pubblicati, si parla di oltre due miliardi di copie vendute in tutto il mondo in oltre cento lingue dei libri di Agatha Christie, 66 romanzi gialli e 14 raccolte di racconti cui si aggiungono diversi romanzi rosa e alcune opere teatrali, pubblicati con lo pseudonimo di Mary Wastmacott, così da essere considerata lo scrittore più venduto di tutti i tempi, di cui oggi, 12 gennaio, si celebrano i 50 anni dalla morte nel 1976, specie nel suo paese, in Inghilterra, ma, grazie ai sui titoli più celebri come Assassinio sul Nilo, anche in Egitto con speciali crociere sul fiume.

Senza considera che quest’anno sarà il centenario di un avvenimento nella sua vita di cui si è molto parlato: 11 giorni del dicembre 1926 in cui la scrittrice scomparve, abbandonati documenti e pelliccia nell’auto ai bordi di una cava, tanto che si era sempre ipotizzata una grave amnesia temporanea. Lei stessa, nella sua autobiografia, non vi fece cenno e Michael Apted vi costruì sopra un film, Il segreto con Vanessa Redgrave. Solo 25 anni fa un libro di Jared Cade riuscì a scoprire che si era tratto di una messinscena e una fuga volontaria, per punire e risvegliare l’attenzione del suo primo marito, l’asso dell’aviazione inglese Archibald Christie, che la tradiva con una giovane segretaria, e di cui conservò sempre il cognome. Il suo nome da ragazza era Agatha Mary Clarissa Miller.

Il 30 ottobre si aprirà alla British Library di Londa una grande mostra aperta sino al 20 aprile 2027 che indagherà e mostrerà la sua vita e le sue opere dai racconti giovanili sino ai suoi titoli iconici, da Dieci piccoli indiani a Assassinio sull’Orient Express. Al centro dell’esposizione la sua vecchia macchina da scrivere Remington e poi registrazioni in cui la scrittrice parlava di sé e naturalmente manoscritti, lettere, libri, e documenti e foto dei suoi viaggi, dall’Egitto alle Hawaii. Curiosità saranno alcuni suoi appunti di farmacologia che gli servirono per creare i suoi gialli.

A Torquay, cittadina dove nacque il 15 settembre 1890, dal 12 al 20 settembre ci sarà un’edizione speciale dell’International Agatha Christie Festival con incontri, conferenze, spettacoli, compresa la storica messinscena di Trappola per topi, e visite guidate a smentire le sue dichiarazioni di un tempo: “Considero il mio lavoro del tutto privo di importanza. Dieci anni dopo la morte nessuno si ricorderà di me”. Del resto che lei, col suo Poirot e la sua simpatica Msr. Marple (per non parlare del detective Quinn e degli agenti segreti dilettanti Tommy e Tuppence Beresford), non sarebbe caduta nel dimenticatoio fu chiaro subito, se fin dal 1962 l’Unesco la proclamò autore britannico più letto in tutto il mondo (più di Shakespeare). Si aggiunga che le repliche del suo testo teatrale Trappola per topi, che si rappresenta ininterrottamente a Londra dal 1952, oramai si contano in decine di migliaia e gli spettatori in milioni, al St. Martin Theatre, dove lo spettacolo è passato negli anni ’70 dall’Ambassade dove era nato, finendo per ben tre volte sul Guinness World Record e David Raven, uno dei membri di spicco del cast originale, anche lui è nel Guinness come “Attore più duraturo” al mondo con ben 4575 repliche nei panni del Maggiore Metcalf.

Durante la Prima Guerra Mondiale lavorò come infermiera e studia farmacologia. Inizia a scrivere in quel periodo. Intanto, nel 1914, si era sposata con Archibald Christie, e nel 1930, due anni dopo il divorzio, si risposò con l’archeologo Max Mallowan, che seguirà nei suoi viaggi, cui molte sue opere sono ispirate. Quel suo primo romanzo la Christie lo scrisse all’età di 26 anni, nel lontano 1916. Si intitolava Poirot a Styles Court, e dovette attendere diversi anni, fino al 1920, prima di trovare un editore. Subito dopo, con L’assassino di Roger Ackroyd, sovvertì modernamente tutti i canoni classici del giallo unificando nello stesso personaggio il narratore e il colpevole. Mrs. Marple nasce invece nel 1930, un anno dopo il suo secondo matrimonio, con La morte nel villaggio.

Da allora la sua produzione è stata continua dando vita a una carriera tutta d’oro, cominciata con un guadagno decisamente misero, se si considerano le 25 sterline con le quali fu liquidata dal suo primo editore, il quale poi ebbe a pentirsi amaramente di essersela lasciata sfuggire e non aver così partecipato al suo successivo, strabiliante successo. Durante tutta la sua carriera, c’è chi ha calcolato che avesse guadagnato qualcosa come 20 milioni di sterline (oltre 25 milioni di euro al cambio del tempo).

Nominata nel ’71 Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico, la Christie scrisse il suo ultimo romanzo, Le porte di Damasco nel 1973. Due anni più tardi uscì invece Sipario: lo aveva scritto nel 1942, tenendolo però gelosamente nascosto. Il libro segnava infatti la morte di Hercule Poirot, il suo investigatore dai baffi lisci ed il viso tondo. Ma la sua creatrice non gli sopravvisse a lungo e morì tre anni dopo nella sua casa di Wallingford. L’anno successivo, nel 1977, uscì postuma la sua autobiografia. Nel 1972, un sondaggio per stabilire quali fossero i più famosi detective del mondo, vide il suo Poirot secondo solo a Sherlock Holmes, e Miss Marple tredicesima. La Christie era l’unica scrittrice a comparire nella classifica con ben due personaggi.

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