23
gennaio
2022

racconti

Isabella Savoia
Una storia drammatica

Storia di Edoardo

«Azzurro, il mio colore preferito, o forse quello che odio di più, sicuramente quello che più ho visto in assoluto, il colore del fondale della piscina...»

Mi chiamo Edoardo, ho quattordici anni, non mangio le caramelle e ho appena aperto gli occhi dopo due giorni di coma. Un centimetro di sangue mi tiene incrostato al letto dell’ospedale, a fatica riesco a muovere braccia e dita per poter scrivere. Dal momento in cui ho aperto gli occhi, inalato un forte respiro e […]

continua »
Leopoldo Carlesimo
Una storia sulle trasformazioni di Roma

La lavanderia

«Le tre sorelle invecchiarono e anni dopo la lavanderia fu rilevata da una famiglia di cingalesi. La grigia e la rossa sparirono. Ma la bruna, la più giovane, tornò. Era ancora in età da lavoro, lei, e non aveva perso il suo aspetto da monaca»

Da quando abito nel quartiere, c’è sempre stata una lavanderia in Largo Brancaccio. Affaccia sul breve tratto di raccordo che da Colle Oppio biforca su Via Lanza, scendendo verso la Suburra e i Fori. Vent’anni fa era tenuta da tre sorelle. Tre donne mature, tra i quaranta e i cinquanta. La più anziana – capelli […]

continua »
Michela Di Renzo
Una storia inedita

La scacchiera

«Era cominciato tutto tre mesi prima quando la nonna Meri, ovvero la mamma di Fabio, era scivolata in bagno sbattendo la testa contro il lavandino. La signora di ottanta e passa anni aveva taciuto l’accaduto al figlio finché lui non aveva notato sul suo volto due lividi neri intorno agli occhi»

Le note iniziali della toccata e fuga di Bach in Do minore stavano risuonando in tutta la casa. “Signore, ti prego, fa’ che risponda” mormorò Patrizia affondando la testa dentro al cuscino e stringendolo intorno alle orecchie. Ma la musica continuava imperterrita a martellarle i timpani. “Che sia diventato sordo improvvisamente?” pensò alzandosi dal letto. […]

continua »
Attilio Del Giudice
Un racconto inedito

Negozi

«Un bel giorno (si fa per dire) Leopoldo impazzì. L’avvisaglia si ebbe inequivocabilmente quando lui, uomo mite e pacifico, prese a schiaffi un povero vecchietto, che s’era lamentato di una mosca finita nel suo bicchiere di latte»

Tornando a casa ci passo davanti ogni giorno e ho potuto valutare che questo negozio è diventato per i ragazzi borghesi della nostra città il tempio dell’eleganza maschile, quello più frequentato dai figli di papà che possono spendere. Un negozio di culto. E pensare che qui, una volta, c’era una latteria, povera, disadorna, piuttosto triste. […]

continua »
Leopoldo Carlesimo
Una storia inedita

Turno di notte

«Lui si svestì più svelto che poté. Ammucchiò in terra tutta la sua roba (l’unica sedia della stanza era ingombra dei panni di Bea): stivali da lavoro, giacca a vento, tuta, calzamaglia, casco e quando fu nudo la raggiunse sotto la trapunta imbottita...»

Parve tutto tranquillo fino a mezzanotte, quando staccò per la pausa. Non si fermò a mangiare con gli altri. Ritirò al banco il panino che s’era fatto preparare, uscì di mensa e guidò difilato fino alla zona alloggi. Traversò tutto il campo lungo la direttrice principale che dall’area più elevata dei servizi comuni – mensa, […]

continua »
Roberto Cavallini
Addio Alitalia/12

Fumo di Londra

«Il primo incontro piacevole all’aeroporto, al gate dell’Alitalia, fu per la consegna dei bagagli; avevo imballato le bici col pluriball, girato il manubrio lungo l’asse della ruota e del telaio per diminuire l’ingombro, ma avevo lasciato i pedali ancora montati. No, non andava bene in quel modo!»

Sarebbero stati collocati in un futuro inimmaginabile i tempi attuali dell’Inghilterra di Boris Johnson, un personaggio del genere a Downing street era fuori dalla portata anche di una allucinazione dovuta ad una pesante dose di LSD, negli anni ’60 e ‘70. Gli anni dei miei sogni. All’epoca, l’Inghilterra era un posto mitico per me, ancor […]

continua »
Luca Zipoli
Addio Alitalia/11

Le lande del Québec

«Il viaggio durò 10 ore, per coprire la distanza di oltre 7.000 km da Roma a Toronto, e non riuscii a prendere sonno per tutta l’adrenalina che avevo in corpo. Avevo un posto accanto al finestrino, e ricordo la bellezza delle lande incontaminate del Québec, che vidi dall’alto al momento della discesa verso Toronto»

AZ650: portava questo nome il primo volo Alitalia della mia vita. Una sigla apparentemente anonima e che però mi è rimasta impressa nella memoria, perché fu la chiave di accesso a una delle esperienze più importanti della mia vita. Era il 6 luglio 2009, un lunedì, e all’età di 16 anni mi imbarcavo, con grande […]

continua »
Lidia Lombardi
Addio Alitalia/10

Grappa al volo

«Ecco il viaggio più ricco di sorprese che ho fatto ogni anno. Mica il Polo Nord o il Sahara. No, un posto distante in aereo poco più di un’ora da Roma, nel lembo d’Italia a nord-est. Ma c’è il mondo, a Percoto di Udine, là dove la famiglia Nonino celebra dal 1975 la sua grappa superstar»

Per quasi due decenni ho volato Alitalia l’ultimo venerdì di gennaio, all’ora di pranzo. Airbus, volo AZ e un numero appresso, soltanto un’ora e dieci di permanenza a bordo, posto finestrino, chiacchiericcio vivace. Appena il tempo di allacciare le cinture di sicurezza, slacciarle e poi riallacciarle. Con lo sguardo, prima di andare oltre le nuvole, […]

continua »
Gloria Piccioni
Addio Alitalia/9

Colpa della pagella!

«L’unica sufficienza che fu riportata sulla mia pagella era un misero otto in condotta. Per il resto, tutti quattro e cinque. Quale disperazione! Con che coraggio sarei tornata a casa a mostrare quel poco nobile risultato subito prima di ricevere il premio del viaggio in aereo?»

Il tempo della seconda elementare è stato il più inglorioso della mia carriera scolastica. Ero quella che in famiglia si definiva – con un termine che marchiava come un’onta, anche se veniva pronunciato con una certa bonarietà – “una somara”. In verità della mia scuola mi piaceva tutto: l’edificio, una sorta di harrypotteriano Hogwarts, costruito […]

continua »
Marco Vitale
Addio Alitalia/8

Meglio i treni…

«Prima c’erano ancora i treni, finché un giorno un collega venne a dirmi che al prezzo modico di ventinove euro era andato a prendersi un caffè ad Amsterdam ed era rientrato a Milano in giornata. Stentavo a crederci, cosa era successo?»

Se mi aveste chiesto di scrivere sulle venerabili, ad onta di successivi maquillage, Ferrovie dello Stato, invece che sulle ceneri ancora tiepide di Alitalia, vi confesso, cari amici di Succedeoggi, che mi sarei trovato più a mio agio. Ospite parsimonioso in età adulta dei velivoli della compagnia di bandiera sono stato, e continuo ad essere […]

continua »