Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Le dediche di Clerici

Ricordo (molto personale) di Gianni Clerici, uno scrittore raffinato che ha fatto del mondo del tennis un romanzo di Bassani. Il ritratto di un aristocratico visto della redazione del suo giornale (che aveva finito per essere un po' la sua casa...)

Anche per me aveva trovato un soprannome, un vezzeggiativo dei suoi: mi chiamava “Giannino”. Quanti Wimbledon e quanti Roland Garros ho fatto con lui. Io a Roma e lui a Londra, a Parigi, io a Roma e lui a Melbourne, Open d’Australia, io a Roma e lui a New York, Us Open. Ho invidiato molto […]

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Giuseppe Grattacaso
Alla fine del campionato di calcio

Il romanzo del 7%

7% per cento erano le possibilità che i bookmakers attribuivano alla Salernitana di salvarsi. Sembrava impossibile, invece è successo. Storia di un miracolo di quelli che rendono lo sport credibile e non solo una questione di affari e grandi interessi economici

«È una storia di grandi valori, fatta di tanti piccoli avvenimenti significativi, una storia che meriterebbe di essere raccontata». Si esprime così Davide Nicola (nella foto qui accanto), allenatore della Salernitana, il giorno prima della gara casalinga contro l’Udinese, ultima partita di campionato Ha già ricordato il fatidico 7% (esibito peraltro sulla maglietta), che indicava, […]

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Marco Ferrari
Dopo la sconfitta mondiale

Passa lo straniero

La disfatta dell'Italia del calcio ha una motivazione semplice: la preponderanza di giocatori stranieri (più del 60%) nel campionato di Serie A. Ai tempi della Corea, lo stesso problema venne risolto chiudendo le frontiere. Ma stavolta come si potrà fare?

Quando ai Mondiali inglesi del 1966 incappammo nella famosa sconfitta contro la Corea del Nord, la Federazione decide di chiudere le frontiere del pallone per far ripartire il calcio nostrano. L’unica eccezione furono gli oriundi, i famosi “angeli dalla faccia sporca”. Dopo l’amara eliminazione dai Mondiali del Qatar ci si domanda come risollevare una delle […]

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Giuseppe Grattacaso
Quelli che pensano (anche) con i piedi

Tra calcio e tempesta

Ritratto di Walter Sabatini, un uomo che vive di calcio alla sua maniera. «Emily Brontë scrisse che solo gli inquieti sanno quanto sia difficile sopravvivere alla tempesta e sanno però anche quanto sia impossibile farne a meno. In queste parole c’è tutta la mia vita». Ora ci riprova con la Salernitana

Il calcio vero, quello d’altri tempi, è ormai solo un ricordo sbiadito, soffocato come la voce di Ciotti, sibillino come le fughe verbali di Niccolò Carosio. Altri tempi, altra magia, le radioline attaccate all’orecchio, le ali destre con il pallone incollato al piede, tanta tecnica e poca strategia, i corpi smilzi dei centrocampisti, i sogni […]

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Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Nostro calcio malato

Le società fanno finta che il Covid non esista e intanto chiedono soldi allo Stato. Eppure il crac del calcio ha radici lontane, prima della pandemia. Ed è fatto di cattiva gestione, bilanci in rosso e opacità contabili. Ma nessuno vuole cercare soluzioni

La domanda è una sola: vale ancora la pena seguire questo calcio sgangherato, arrogante, improbabile? E dare credito ad una enclave che si considera al di sopra delle leggi e delle norme dello Stato, che non si dà una regolata e che piagnucola risarcimenti senza cambiare mai, un mondo che continua a vantarsi di essere […]

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Gianni Cerasuolo
A un anno dalla morte del mito

Il MaraMinà

«Maradona con me, semplicemente, si confidava, perché sapeva che non l’avrei sfruttato, né avrei travisato le sue parole come hanno fatto in molti»: Gianni Minà parla di Diego. Uomo, ribelle, campione, vittima, genio solitario che adesso dorme abbracciato a un pallone

«Diego mi ha lasciato un messaggio nella segreteria del mio smartphone. L’ho ascoltato troppo tardi. È morto solo, e questo è troppo triste». La ferita è ancora aperta e Gianni Minà, un anno dopo la morte di Diego Armando Maradona, non riesce a dimenticare. «L’ho ascoltato troppo tardi…» ha continuato a ripetermi, quasi avvertisse il […]

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Gianni Cerasuolo
Piedi per aria

Gol al telefono

Inizia il campionato di calcio: siamo qui ancora una volta pronti a guardare, esultare, azzuffarci. Sapendo di assistere ad uno spettacolo che potrebbe essere una farsa, un qualcosa che galleggia tra le peggiori pratiche della politica e della finanza. Sappiamo tutto, ma non stacchiamo la spina

Adesso bisognerà vedere se questo benedetto streaming funzionerà davvero. L’ansia e i dubbi aumentano con il passare delle giornate e l’avvicinarsi dell’ora X, sabato 21 agosto: l’inizio del campionato di calcio, della serie A. Già l’idea di vedere una partita online, al computer o, peggio, sullo smartphone, proprio non mi va a genio. Temo l’imboscata […]

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Gianni Cerasuolo
Piedi per aria

Illusione olimpica?

Non si può giudicare un Paese attraverso uno stadio. Non solo. Ma, insomma, ci vorrà tempo, ci vorranno anni per rendere ordinario tutto quello a cui abbiamo assistito in questi giorni

I Giochi di Tokyo sono in archivio. La vittoria è già un ricordo. Le Olimpiadi più difficili e che non si dovevano fare hanno contenuto il morbo e sono andate avanti come accadeva nella Grecia antica: tutto si doveva sospendere, anche la guerra, ma non i Giochi. Figuriamoci con sponsor e contratti televisivi che premono e pretendono. Bisognerà fare un […]

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Gianni Cerasuolo
Piedi per aria

Dal calcio a Tortu

Lo sport è fatto di sangue (non quello dell’Epo), sudore e lacrime. Quante volte abbiamo sentito in questi giorni la parola sacrificio? Evidentemente, lo sport italiano sta meglio dell’Italia, dove si muore sul lavoro e dove la saggezza conta così poco...

Ora che all’improvviso siamo i più veloci al mondo, pare che Draghi abbia corretto il suo appello del 6 agosto agli italiani: vaccinatevi, seguite le regole e fate sport. Almeno lì si vince e chissà che una corsetta o una marcetta non servano come una sorta di green pass per abbattere questo tempo di allarmi […]

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Paolo Vanacore
In margine agli ori di Tokyo

I campioni soli

L'Italia che vince alle Olimpiadi è decisamente migliore di quella raccontata da certa politica razzista e dalle serie tv. Atleti che sanno soffrire e sanno parlare dei propri problemi e della propria identità con naturalezza. Anche quando è scomoda. Forse, dovremmo imparare da loro...

Non è un caso che in queste olimpiadi i risultati migliori stiano arrivando da discipline individuali, quelle in cui l’atleta è perennemente solo. Che la solitudine sia determinante per il benessere mentale, che le persone abituate a trascorrere del tempo da sole siano risultate essere in media più soddisfatte di sé e della propria vita […]

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