21
luglio
2026

racconti

Paolo Puppa
Una storia al telefono

Congedi

«Il cellulare sul comodino vibra nervoso. Gli ha tolto, come sempre di notte, la suoneria, e adesso quello pretende ascolti attenti. Lo afferra esausto, e subito riconosce la voce: "Fammi parlare, per favore. É tanto che non ci sentiamo”»...

Non ha chiuso occhio tutta la notte. Maria al suo fianco, rumorosa con il tipico respiro di fumatrice, ha continuato imperterrita a ronfare. Sono due mesi che non si toccano. Ma lei sembra soddisfatta lo stesso. Lui nel buio intanto vede Lilli, la giovinetta conosciuta qualche mese fa nel negozio vintage del centro di Padova, […]

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Paolo Puppa
Storia di un incontro

Uccelli

«E adesso, invece, Adolfo gli sta di nuovo davanti, un pezzo di sigaro acceso in bocca che esala un gradevole aroma. Non è possibile, si dice, assurdo. Non può essere, assolutamente non può essere»...

L’inizio è stato in fondo banale, o meglio ancora verosimile. Entrando nel piccolo giardino, di mattina presto per scopare le foglie cadute sulle mattonelle del pavimento, ha scorto subito un grande uccello. Non si trattava di un gabbiano, o di un colombo, ma di un pennuto insolito, alto e imperioso, incapace però di volarsene via, […]

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Paolo Puppa
Storia di piccole passioni

Triangoli

«Poi, di notte, era entrata furtiva nella stanza, sedendosi su una seggiolina vicino alla porta. Chiedeva scusa, supplichevole, ma le era impossibile per il momento fare altro. Lui era così comprensivo e buono e paterno...»

Capì di amarla, non appena s’era accorto di arrossire e di non reggerne lo sguardo se lei gli sorrideva con la solita fiducia filiale. Perché anche lui in passato si considerava una specie di padre sostitutivo per Sara, orfana e moglie povera di Daniele, il cuoco massiccio e baffuto ma dall’aria mansueta. Si era a […]

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Paolo Puppa
Un'educazione forzata

Don Milani laico

«In particolare, il ragazzo si era soffermato sullo strazio di dover dormire in camera con il nonno malato. La casa di costui era una stanza umida a piano terra, dove una tendina chiudeva in modo sommario il gabinetto...»

Si sono conosciuti di fatto il mese scorso. Il ragazzo si era inserito, di sua iniziativa, nei doposcuola pomeridiani che lui ha organizzato al suo liceo, per leggere autori contemporanei, non compresi nel programma scolastico per ragioni di tempo. Il corso di lettura era aperto a chiunque.  Ha cominciato a novembre con Giro di vite […]

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Paolo Puppa
Storia di uno strano seduttore

Il barbiere

«In testa, Nicola aveva conservato per miracolo i suoi riccioli biondi. Il barbiere era orgoglioso, a sessant’anni, della propria capigliatura, tutta vera. Erano rimasti così per qualche minuto, senza scambiarsi una parola, come due ebeti...»

Benedetti i riposi pomeridiani, che ritemprano dall’insonnia notturna! Questo mormora, girandosi sul divano e coprendosi meglio con il plaid ancora caldo. E qui spunta, come avviene da un po’ di tempo, l’immagine del padre, Nicola. Anche il babbo infatti amava la pennichella. Si spogliava, si infilava addirittura il pigiama azzurro e si addormentava per una […]

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Paolo Puppa
Storia di una relazione fugace

La coppia

«Aida ora è nella stanza e si sta infilando biancheria pulita. Inizia a vestirsi e intanto rinnova l’invito ad alzarsi e a fare in fretta. E invece lui continua a girarsi tra le lenzuola sudate...»

Al risveglio, vede Aida alzarsi nuda e avviarsi al bagno. Quella disinvoltura quasi offensiva, quella mancanza di ogni forma di pudore lo feriscono come un insulto, nonostante la notte appena consumata, alla lettera. In fondo, la ragazza non fa che esibire quel medesimo corpo con cui lui si era rotolato a lungo, suonandolo e facendo […]

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Paolo Puppa
Un racconto di solitudine

L’uomo che scriveva lettere

«Si osserva per un attimo nello specchio dell’ingresso. Nel corridoio tutto conferma la sua solitudine di precoce pensionato, smessi presto i panni odiati dell’agente immobiliare»...

Passa ormai la giornata a scrivere lettere, a mandare messaggi ai più disparati destinatari, dal direttore di banca al commercialista, dalle Assicurazioni alla redazione di giornali, dove spesso prova una gioia tumultuosa a vederle pubblicate. Man mano che scrive, lo stile migliora, si fa stringente, puntuto, secco, con sentenze brevi come schiocchi di dita. Punti […]

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Paolo Puppa
Una divagazione famigliare

Zio Seba

«Ora le dà le spalle per tostare le fette di pane e riempirle di aglio e pomodori. Ha modo così di osservare turbata le grandi spalle atletiche di zio Seba (diminutivo di Sebastiano), che paiono voler uscire dalla giacca azzurra del pigiama...»

Si è alzata presto, esausta dopo una notte faticosa. Marco, al suo fianco, sì è invece addormentato, soddisfatto come un bambino. Del resto, poche ore prima le è saltato addosso tre volte, consumando in fretta, al solito, le sue voglie, poco attento ad un’eventuale partecipazione di lei al tripudio. Sì, ha subito stancamente, e poco […]

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Paolo Puppa
Una storia di famiglia

La suocera

«Deve purtroppo aprire l’ombrello, sta piovendo e tanto, anche se mancano pochi metri dal Palazzo municipale. Ma sposa bagnata…Se lo ripete per mortificarsi: lei non è stata invitata alle nozze del figlio»...

Scende dal vaporetto e controlla l’ora. Non è in ritardo, in fondo. Il Municipio è a pochi passi, lo si vede stagliarsi possente nell’aria, davanti al Canal Grande che sembra omaggiarlo lambendogli la fondamenta su cui sorge. L’ansia continua in compenso a divorarla. Conoscerà la sposa, finalmente, anche se l’iniziativa è tutta sua. Se lo […]

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Paolo Puppa
Una storia di solitudine

Il vedovo

«Insomma, è andato avanti per inerzia. Al nipote, molto invasivo e sgradevole, dal volto congestionato e un che di sporco addosso, ha fatto capire che non gradiva nessuno in casa, in quanto ancora del tutto autonomo»...

La colpa più grande, quella di non aver seguito la Carla. Si era immaginato tante volte, se mai fosse successo, di inghiottire interi flaconi, e subito dopo di distendersi sul letto deserto, mani incrociate sul petto. Sul comodino, il bigliettino di congedo dove avrebbe scritto in calligrafia chiara “Vado a cercarla”, oppure “Non la lascio […]

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