Bruno Damini
Omaggio a un maestro

Le parole di Vittorio Franceschi

Un bel libro di poesie e una "serata d'onore” festeggiano i novant'anni di Vittorio Franceschi, attore e maestro di teatro che ha segnato generazioni di spettatori

La raccolta di poesie inedite di Vittorio Franceschi Lo spessore del sale (Minerva, Bologna, 192 pagine, 18 Euro), a cura dell’autore di questo articolo, che ha anche scritto la postfazione biografica, si pregia della prefazione del poeta e critico letterario Alberto Bertoni che, nella sua profonda lettura critica, riconosce in Franceschi non solo il protagonista di una lunga stagione teatrale, bensì un poeta pienamente compiuto e in grado di trasformare l’esperienza di una vita in materia viva di scrittura, da interpretare ad alta voce perché si rivolge ad un lettore che è anche ascoltatore. Nelle sue poesie entrano la guerra e l’infanzia, il tempo che passa e il corpo che invecchia, il dolore privato e quello collettivo, il mito classico e la cronaca, le case, gli animali, le città, i morti, i figli, le madri, in versi liberi, limpidi e inquieti. Quest’opera rappresenta una vera e propria “summa” della scrittura poetica di Franceschi, per la ricchezza dei temi, delle intonazioni, dei paesaggi interiori e storici che il libro rievoca, accreditandolo, sempre secondo Bertoni “tra le voci poetiche più autentiche e svettanti”. La pubblicazione del volume è stata possibile anche grazie alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna 1473.

Prendendo spunto da questa sua recente raccolta di poesie, lo scorso 14 ottobre, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale ha festeggiato Vittorio Franceschi, nel giorno del suo novantesimo compleanno, nella sala grande dell’Arena del Sole, con oltre cinquecento spettatori, in una festosa ed emozionante Serata d’Onore, fra poesia, teatro, musica. Dopo gli interventi dell’assessore alla cultura del Comune di Bologna Daniele Del Pozzo e della direttrice artistica di ERT Elena Di Gioia (assente per malattia la direttrice generale Natalia Di Iorio), sono seguite le testimonianze di Alberto Bertoni, di Claudio Beghelli, scrittore e saggista, studioso dell’opera di Franceschi, e dell’autore di questo articolo, intorno all’anima poetica dell’attore, attraversando quasi settant’anni di esperienza artistica e di vita dedicata al teatro. Il protagonista della serata ha interpretato con forte coinvolgimento emotivo alcune sue poesie, “Il suono del nulla”, “Itaca dello sguardo”, “Lo spessore del sale”, oltre al poemetto “Dimmi dove vai, soldato”, contenuti nel libro. Sono seguiti due brani tratti dal suo vasto repertorio teatrale, il raccontino “La gara di matematica”, tratto da “Monologo in briciole”, testi di Cesare Zavattini a cura di Vittorio Franceschi, e “il monologo di Vanni”. finale della commedia “Il sorriso di Daphne”, suo testo sul delicato e attualissimo tema del fine vita, edito da Ubulibri (Milano, 2007), che debuttò nel novembre 2005 proprio all’Arena del Sole, prodotto da Nuova Scena-Teatro Stabile di Bologna, con la regia del compianto Alessandro D’Alatri al suo esordio in teatro.

A sorpresa, a metà spettacolo, l’arrivo sul palco del sindaco del Comune di Bologna, Matteo Lepore, appena rientrato in città da Bruxelles per un omaggio al festeggiato.

Molto coinvolgente anche la parte musicale con le canzoni tratte da “Il fanciullo allegro”, sempre contenute nel volume, “La partenza”, “Parking”, “Lezioni di nuoto”, “Storie brevi” e “Il fiore inesistente”, musicate da Guido Sodo ed eseguite dal vivo dallo stesso Sodo, chitarra e voce, Maurizio Piancastelli, tromba e melodica e Andrea Taravelli, basso elettrico, con la voce recitante di Franceschi.

Tanti gli applausi a scena aperta e un lungo battimani sul finale con il bis (la poesia “Epilogo”, dal testo teatrale “A corpo morto”, Il melangolo, Genova, 2009), poi Franceschi è stato accolto da un’ovazione al suo ingresso nel foyer dove il pubblico l’aspettava per festeggiarlo, molti con il suo libro in mano già in coda per la dedica. Circa un centinaio le copie vendute, forse un record per un libro di poesie.

Con il novantesimo compleanno si voluto festeggiare la sua lunga storia di interprete, drammaturgo e poeta, celebrando il teatro nella sua funzione civica, non solo di intrattenimento. L’incontro col pubblico sul palcoscenico dell’Arena del Sole è stato per lui anche un atto di ringraziamento “A tutto ciò che il teatro mi ha dato come conoscenza ed esperienza. Un arricchimento che non sono nemmeno sicuro di avere meritato. Ho scritto e interpretato decine di spettacoli, ricevuto importanti premi e riconoscimenti, ma una serata come quella è stata unica e ha generato un’emozione molto, molto particolare”.

Un ulteriore festeggiamento con presentazione del libro di poesie è seguito al Teatro Franco Parenti di Milano e un altro, in forma di serata-spettacolo, si terrà il 14 novembre al Centro Teatrale Bresciano, importanti teatri coi quali Franceschi ha un legame storico.

Sono tutti da festeggiare questi novant’anni e i quasi settanta dedicati al teatro con in mente ancora nuovi progetti, a conferma che Pablo Picasso aveva ragione quando, compiuti novant’anni, dichiarò: “Ci vogliono molti anni per diventare giovani!”.

BUON COMPLEANNO VITTORIO!


Le fotografie sono di Bruno Damini.

Facebooktwitterlinkedin