Al Teatro India di Roma
Le donne di Marivaux
Frosini/Timpano mettono in scena "La Colonia" di Marivaux con gli allievi della scuola del Teatro di Roma: un "contemporaneo” di 250 anni fa che parla di "femminismo"
Circolava mesi fa sulla rete guadagnando successo e like, un frammento di intervista televisiva a Luca Ronconi dove la giornalista gli chiedeva come mai lui si occupasse così frequentemente “di testi antichi e non del contemporaneo che è più interessante”. E lui, con uno dei suoi soprassalti di impazienza alfieriana che ho conosciuto bene, rispondeva: “Non è vero, perché Lei, ad esempio, è contemporanea e non è interessante”. Mi è venuto in mente questo episodio assistendo l’altra sera al Teatro India di Roma a La Colonia di Marivaux messa in scena da Frosini&Timpano nell’ambito di un laboratorio con le attrici e gli attori del Corso di perfezionamento del Teatro di Roma. Ecco, due creatori teatrali usano un testo di tre secoli fa che li ha colpiti particolarmente per la sua profetica modernità e ne fanno lo strumento di un incontro con l’entusiasmo e la sensibilità di un gruppo di giovani: i quali irrompono in scena dal fondale nero rotolando sballottati dalla tempesta, simulata efficacemente dai borborigmi di un presentatore con compiti stranianti. E nelle parole di un classico, cioè di un autore che per definizione non smette mai di essere contemporaneo, trovano le ragioni critiche per quel loro entusiasmo.
E bisognava vederli all’opera, in scena, tutti quei ragazzi (Angelica Accarino, Clara Borghesi, Pietro Bovi, Ilaria Celani, Francesca D’Urso, Emma Ghiurghi, Tommaso Linzalone, Ruben Mulet Porena, Diego Parlanti, Davide Papasidero, Alessandro Pocek, Franceso Providenti e Camilla Ventura) per apprezzare quanto parole che vengono da lontano nel tempo rischiano di essere più “interessanti” (per tornare a Ronconi) di come risuonino nel teatro militante di attualità.
Si parla di parità di genere ne La Colonia ma con il filtro temporale, raccontando una favola utopistica: i naufraghi europei di una nave affondata vogliono costruire sull’isola dove si sono salvati una nuova società; ma gli uomini, prigionieri del loro pregiudizio patriarcale, non vogliono condividere con le donne l’uguaglianza, cercando di confinarle al consueto destino domestico. Si scatena la rivolta femminile. Come finirà? Marivaux, nel tormentato percorso di redazione del testo attraverso due stesure diverse in venti anni di elaborazione, non ha potuto che alzare le braccia in quel 1750, nonostante le donne filosofe esistessero scrivendo saggi e lettere, intrattenendo salotti vivacissimi, talvolta sospettati di sovversione… e fa terminare la vicenda in un fallimento della speranza femminile per un mondo eguale; le donne avvocate o giudici o legislatrici potrebbero anche vincere ma di fronte alla prospettiva di imbracciare le armi per andare in guerra come gli uomini si arrendono e tornano al focolare; nella interpretazione di Frosini&Timpano le ragazze sembrano seppellire con una risata finale gli uomini che credono di averle ricondotte alla ragionevolezza. Dico sembrano perché c’è una sequenza in più, rispettosa del testo originale: tutte le donne smettono di ridere e si immobilizzano guardando il pubblico con una drammatica fissità consegnando al futuro il compito di continuare l’impegno per una palingenesi vera, ancora tutta da inventare.
Lasciatemi terminare con una personale soddisfazione. Questa commedia per quasi trecento anni è rimasta sconosciuta ai più, mai tradotta e mai rappresentata in Italia. Poi qualche anno fa un lodevole progetto accademico scientifico, guidato da Paola Ranzini docente di Storia del Teatro all’Università di Avignone, ha reclutato traduttori volonterosi in Francia e in Italia per dare alle stampe con l’editore Cue Press tutto il teatro di Marivaux: sette volumi, ne sono già apparsi quattro e La Colonia era nel terzo, presentato nel 2023. Da allora questo testo, ha già avuto due rappresentazioni italiane: una alla Pergola di Firenze in quello stesso 2023 e l’altra al Teatro India di Roma la settimana scorsa. D’accordo, Elvira Frosini e Daniele Timpano sono due teatranti che leggono molto e leggono bene: ma non comincia ad assomigliare ad una vera fortuna scenica questa resurrezione de La Colonia dopo tanto silenzio?