Cartolina dall'America
Gilhead, Usa
Gli Stati Uniti somigliano sempre di più a Gilhead, la “stato teocratico" inventato da Margaret Atwood. Lo spettacolo della violenza e della politica contano più dei valori della convivenza
Gilhead è lo stato teocratico del romanzo distopico della scrittrice canadese Margaret Atwood Il racconto dell’ancella in cui una teocrazia totalitaria ha preso il potere negli Stati Uniti dopo un golpe. È un regime totalmente antidemocratico misogino/omofobo che per governare usa mezzi crudeli e antistorici dove le libertà individuali sono state soppresse; ha un’impostazione gerarchicamente classista in cui al vertice della piramide c’è un’élite che gode di vari privilegi mentre alla base esiste una totale condizione di schiavitù, specialmente delle donne. Tale regime per raggiungere i propri obiettivi si serve di una politica di totale asservimento del corpo femminile e delle sue funzioni riproduttive. In questa cosiddetta repubblica si fanno in continuazione esecuzioni pubbliche che vengono chiamate “salvaging” perché’ l’anima dei condannati viene salvata attraverso una punizione corporale e perché questo deve essere di monito al resto della popolazione che spesso, specie le donne nei confronti di altre donne, viene coinvolta materialmente nelle esecuzioni. Da questo romanzo è stata tratta una serie dal titolo omonimo arrivata ormai alla sua sesta stagione.
Al proposito è interessante notare che mentre nel romanzo le esecuzioni pubbliche sono più limitate, nella serie sono invece molto frequenti, certamente per l’impatto visualmente emotivo che esse rivestono. Una cosa che sa bene Pete Hegseth, Segretario della difesa che ha cambiato nome al suo ministero e da ministero della difesa l’ha fatto diventare ministero della guerra (già questo dice molto del livello di aggressività della persona), che propone esecuzioni in streaming. Questa sua scelta mi ha fatto pensare proprio a Gilhead. Devo dire che ci ho pensato spesso in questi ultimi due anni, ma questa volta mi è sembrato quasi un caso da manuale. Pete Hegseth, ex giornalista di Foxnews senza alcuna esperienza militare, si è trovato catapultato in un ruolo che decisamente non gli appartiene e dice e fa cose che a dir poco fanno rabbrividire; l’ultima è quella di un’esecuzione militare in pubblico, trasmessa in streaming.
Ma vediamo chi è il personaggio contro cui si accanisce il ministro della guerra, che non solo di guerre non ha finita una, ma ne ha cominciata una nuova su proposta del suo presidente; quella con l’Iran.
Nidal Hasan è stato condannato per la sparatoria alla base militare di Fort Hood in Texas, e la sua esecuzione è prevista il 3 dicembre nella stessa base. Sarà la prima esecuzione militare USA con plotone d’esecuzione dalla Seconda guerra mondiale, dopo quasi 80 anni. Il condannato è uno psichiatra dell’esercito statunitense, il quale nel 2009 aprì il fuoco uccidendo 13 persone e ferendone altre 32. “Ci assicureremo che le persone possano vederla, che sia pubblica”. Così Pete Hegseth, ha annunciato l’esecuzione “pubblica” del killer della base militare “Le persone devono capire che… ci sono conseguenze molto serie per questo tipo di azioni… Mi piace la mentalità che avevamo durante la Seconda guerra mondiale: vincere è capire che, quando il nemico ti attacca, devi mantenere la tua posizione”, ha detto Hegseth con uno stravolgimento evidente dei propositi che hanno animato quel periodo storico applicati all’oggi. I funzionari del Pentagono hanno precisato giovedì che l’esecuzione sarà trasmessa in diretta e che seguiranno ulteriori dettagli.
Molti militari di alto rango e anche alcuni repubblicani hanno contestato questa scelta sia sul piano morale che politico in quanto allinea gli Stati Uniti con l’Iran e la Corea del nord che non sono certo campioni di democrazia, ma dittature nel vero senso della parola. E ne fa inoltre un paese che ignora la dignità della persona specie in riferimento alla sua privacy esponendo tutto con la scusa della trasparenza. Un elemento che rimanda in senso indiretto al primo emendamento della costituzione in quanto ne viola lo spirito fondamentale.
È interessante notare sul piano sociologico che la fucilazione viene considerata da Hegseth un’immagine di ‘virilità’ perfettamente allineata con la sua cultura “militare della letalità”. Una cosa che l’ONU considera un caso di tortura, ancor più considerando il fatto che il condannato è su una sedia a rotelle e i soldati che dovranno compiere l’esecuzione dovranno contorcersi per mirare in modo giusto. Il solo pensiero fa inorridire! Bisogna inoltre aggiungere che, come è risaputo, in queste situazioni alcuni soldati, senza saper quali, avranno i loro fucili caricati a salve e altri invece con proiettili veri. Questo per diminuire il loro senso di colpa. Già questo ci dice perché questa pratica sia stata considerata una barbarie e sia stata eliminata dai ranghi militari.
Più volte da parte di questa amministrazione si è parlato di esecuzioni pubbliche, visto il concetto estetico di spettacolarizzazione della politica che questo presidente ha, anche se più volte egli stesso ha criticato l’Iran per questo motivo. Ma è ormai risaputo che la coerenza non è uno dei punti forti di Donald Trump. Ancora non è stata presa una decisione finale, ma l’idea gli piace.
Naturalmente questo ulteriore passo in avanti verso l’indebolimento della democrazia va di pari passo con il rafforzamento della censura che si e esplicitato con la recente mancata ammissione alla Casa Bianca di canali progressisti e liberal come CNN o MSnow o riviste come Politico e con il divieto nelle biblioteche pubbliche di autori soprattutto LGBTQ+ che direttamente o indirettamente fanno riferimento, alla sessualità, al corpo e alle identità fluide; tra di essi Oscar Wilde, George Orwell, Maya Angelou, Stephen King, Toni Morrison and naturalmente Margaret Atwood. Va detto che molti bibliotecari, alcuni dei quali hanno perso il posto, hanno resistito e si sono messi di traverso contro organizzazioni ultraconservatrici che volevano bandire, una sorta di rogo simbolico, i libri di questi e altri autori. E hanno fatto riferimento al primo emendamento della Costituzione. Ad essi si richiama anche l’eliminazione della dignità di un corpo a cui l’esecuzione pubblica toglie la libertà di morire in privato. Perché un governo che vuol rendere tutto visibile, tutto trasparente, vuole estetizzare tutto (come hanno fatto le dittature del passato fascismo e nazismo) lo colloca nel regno dell’osceno dove non ci sono le tipiche luci ed ombra di ogni democrazia e dove non eiste piu il pudore e la privacy della persona, dove tutto appartiene allo stato anche il corpo dei cittadini su cui si esercita una coercizione e una censura.
Nella fotografia accanto al titolo, Pete Hegseth, licenza creative commons.