Roberto Mussapi
Every beat of my heart

La luna di Tu Fu

Uno dei massimi poeti dell’età d’oro della dinastia T’ang, il Rinascimento cinese, canta a Selene un canto inquieto, freddo. Perché da quell’astro è scosso, non placato. Diversamente da altri poeti…

Il mio amore per la poesia cinese nasce da Pound, che colpì me giovane poeta non ancora trentenne con la sua riscrittura di splendide liriche in cui l’ideogramma divenne poesia in lingua inglese. Nella sua scia ho cercato di portare in lingua, e di fare poesia italiana, il più grande dei poeti cinesi, Li Po, da lustri nominato più filologicamente Li Bai, ma per me Li Po, quale fu ed è nel mito. La filologia mi aiuta e a volte soccorre, ma con il mito io parlo. Tu Fu è coetaneo e fu amico di Li Po, ed è considerato uno dei massimi di quell’età d’oro della dinastia T’ang (618-905 d.C.), corrispondente in poesia al nostro Rinascimento. E, dopo Li Po, vissuto come lui nel meraviglioso ottavo secolo d.C. uno dei massimi di sempre.
Questa lirica, che brilla in un mondo poetico che non folgorò solo Pound ma anche Montale, mostra una visione complessa, inquietante della luna, immersa in un conflitto con gli elementi, nuvole, rugiada, crisantemi.
È freddamente visionaria, capace di scuotere anziché placare come dalla luna ci si attende. È un momento di alta poesia, ma il lettore comprenderà come nel mio libro Il sogno della luna, dove accanto a Shakespeare, Yeats, Keats e Leopardi brilla il taoista Li Po, il confuciano e immanentistico Tu Fu sia assente. Ma ciò non toglie nulla al suo grande valore di poeta.

 

 

 

 

 

 

 

Luna crescente

Arco sottile lucente che aspira a salire,
Ombra che ruota, declina e non trova riposo,
Lieve si affaccia di là dell’antico confine
Poi nel tramonto si vela e le nuvole spuntano.
L’Alta Fiumana di Stelle non cambia colore
Gelidi e vuoti si guardano i monti al confine,
Mentre davanti alla porta la bianca rugiada
Empie nel buio le palle dei crisantemi.

Tu Fu

Traduzione di Giorgia Valensin

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