Every beat of my heart
Mare primo e ultimo
Derek Walcott, premio Nobel e tra i massimi poeti del secondo Novecento, ha fatto della sua isola caraibica Santa Lucia un’Itaca del nostro tempo. In questi versi, tradotti da Roberto Mussapi, quel che resta a un navigante dopo la tempesta, tra consapevolezza e visioni di stelle…
Derek Walcott è uno dei massimi poeti del secondo Novecento, a mio parere, con Bonnefoy, Luzi, Seamus Heaney. Nel suo breve poema La goletta Flight un uomo rivive, nel mare dei Caraibi, l’esperienza dell’origine, dell’avventura, della perdita, della disillusione, della solitudine. Dal suo Oceano e delle sue isole il grande Derek Walcott, uno dei due Nobel neri, con Wole Soyinka, che hanno ricreato la lingua inglese nel Novecento, ha reso la sua isola Santa Lucia un’Itaca del nostro tempo.
E il suo modesto navigatore, qui, non è forte, astuto, spregiudicato come Ulisse, ma pare comunque un uomo nel mare, nel dramma, nella magia e nel mistero della vita. Così la fine della tempesta non porta consolazione e non ripristina una comunque triste realtà quotidiana, come avviene nel dopotempesta di Leopardi, un puro ritorno a una infelice quiete. Qui la tempesta ha sconquassato la barca e sconquassato la mente: ora l’uomo si interroga, grazie alla forza ventosa e turbinosa della tempesta, sulla sua vita fino a quel momento. E sente, o pensa in quegli istanti visionari e abbattuti insieme, che il mare, il suo primo amico, è e sarà anche l’ultimo.
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Il bompresso, la freccia, il rimpianto, lo slancio del cuore-
il volo a un bersaglio di cui non sapremo mai lo scopo
vana ricerca di quell’isola che risani con il suo porto
e un orizzonte senza colpa, dove l’ombra del mandorlo
non ferisca la sabbia. Ci sono tante isole!
Tante isole quante stelle a notte
sui rami di quell’albero dal quale si sgrollano meteore
come frutti che cadono intorno alla goletta Flight.
Ma le cose devono cadere, come è sempre stato,
Venere da una parte, Marte dall’altra:
cadono, e sono una cosa sola, come questa terra è una
isola di arcipelaghi di stelle.
Il mio primo amore fu il mare. Ora, è il mio ultimo.
Derek Walcott
Da Dopo la tempesta, traduzione di Roberto Mussapi, in La goletta Flight