Every beat of my heart
Comporre voci
La nuova raccolta “Addii alla dominanza del bianco” di Edoardo Callegari è «un libro sapienziale e intenso che entra nella realtà del mito e della sua crisi, interrogandosi sulla sua essenza». Scandaglia l’enigmatico, il misterioso ma lasciando che il mistero permanga, com’è della poesia
Questa poesia è parte di un poema ampio e articolato, cosmologico, Addii alla dominanza del bianco, appena uscito, in cui Edoardo Callegari compone un’opera composita e polifonica di poesia intrisa di pensiero, con rivisitazioni, non citazioni, dal pensiero filosofico antico, dai mistici, dal crogiolo di Bisanzio.
Un libro sapienziale e intenso che entra nella realtà del mito e della sua crisi, interrogandosi sulla sua essenza. Nei suoi versi lucidi Callegari cerca una realtà sotterranea del mito, nelle epoche e nel presente.
Un libro poematico, ma costituito di poesie distinte e autonome, con una connessione quasi alchemica tra le parti, le visioni e le voci. Voci, presenze costanti e mutevoli in versi che cercano la scaturigine prima, della poesia e non solo. Il tema della voce è quindi centrale, in questi versi sull’orlo delle sere estive, incanto, senso di un’avventura silente e originaria: tutto, ogni cosa, alla fine «sarà una sola volta». E l’attimo finale e ultimo, una sorta di pienezza platonica, sarà raggiunto solo se il poeta saprà comporre non la sua ma la voce di un altro, enigmatico, misterioso. Forse, penso, il lettore. La voce di te che mi stai leggendo. Ma, come spesso in poesia, il mistero permane anche alla fine.

L’orlo delle sere estive
è un digiuno confuso d’aria
con la sola dottrina del respiro,
mentre si perde qualità
lunare nella strada verso casa.
Esitano al futuro le venature
di sonno intorno, commosse di noi.
Se ogni cosa alla fine
sarà una sola volta,
se ogni cosa alla fine, se ogni cosa
alla fine sarà una sola volta,
con la vendemmia delle nuvole
assoggettata al peso degli angeli,
vorrei comporre la tua voce.
Edoardo Callegari