Erminia Pellecchia
Nella tradizionale sede di Villa Rufolo

Ravello magica

Presentato il calendario del Ravello Festival: tra sinfonica, jazz e incontri, sarà una vera festa della musica, dal 4 luglio al 5 settembre

Come fondale uno dei panorami più belli del mondo, avvolto dal profumo del mare e dei limoni della Costiera amalfitana e illuminato dai colori dell’alba e del tramonto. Torna il Ravello Festival che per l’edizione 74 promette un’estate indimenticabile con il dialogo intrecciato tra la grande musica e il giardino incantato di villa Rufolo che ispirò Richard Wagner che lo visitò nel maggio del 1880 per il suo Parsifal. Saranno ben ventidue gli appuntamenti tra opera, repertorio sinfonico, barocco e jazz, teatro e musica da camera, organizzati dalla Fondazione Ravello, guidata dal presidente Alessio Vlad, con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti, e in programma dal 4 luglio al 5 settembre nell’antica dimora dei Rufolo, celebrata da Boccaccio.

Il palco del Belvedere sospeso nell’infinito ospiterà alcune delle migliori orchestre e fra i più grandi artisti internazionali, senza dimenticare le realtà musicali del territorio, nell’ambito di ampio progetto – ha sottolineato Vlad nel corso della conferenza stampa alla Stampa Estera di Roma – «che tiene insieme musica, paesaggio e comunità, e che guarda con sempre maggiore attenzione anche al pubblico internazionale e alla relazione con il sistema dell’accoglienza locale».

Tra i protagonisti della rassegna, realizzata con il sostegno principale della Regione Campania, troviamo Daniele Gatti, Jordi Savall, Kent Nagano, John Eliot Gardiner, Simon Rattle, Giovanni Sollima, Jan Lisiecki, Jean-Efflam Bavouzet, Isabelle Faust – insieme a compagini come l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, il Concert des Nations, l’Ensemble Pygmalion, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Gustav Mahler Jugendorchester e The Constellation Choir and Orchestra – senza tralasciare alcune star del jazz come Rick Margitza, Rita Marcotulli e collaborazioni con varie istituzioni musicali campane, per offrire al pubblico l’esperienza unica del Ravello Festival che – ha ribadito l’assessore regionale alla Cultura Ninni Cutaia – «è un presidio culturale stabile e riconoscibile e proietta il sistema culturale campano in una dimensione cosmopolita». Una kermesse, tra l’altro, di nuovo aperta alle contaminazioni tra le arti, e che – ha ricordato il sindaco di Ravello Paolo Vuillemier – rinnova, dopo il grande successo, lo scorso anno, della mostra Donne dell’Antichità di Anselm Kiefer, la collaborazione con la galleria Lia Rumma  che, in esclusiva per gli spazi di Villa Rufolo, presenterà, nel weekend inaugurale, alcune opere di William Kentridge.

Sotteso al Ravello Festival 2026, c’è un percorso unitario, in cui i singoli concerti dialogano tra loro. «Il riferimento a Wagner – ha chiarito Lucio Gregoretti (nella foto accanto) – resta un elemento identitario, ma si inserisce in un disegno più ampio che attraversa il repertorio sinfonico e il teatro musicale. L’obiettivo è offrire un’esperienza di ascolto consapevole, in cui il pubblico possa cogliere relazioni e continuità tra epoche e linguaggi diversi, dal Barocco ai nostri giorni».

Opening il 4 luglio alle 20 con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Daniele Gatti, accostando il Siegfried-Idyll di Richard Wagner alla Sinfonia n. 3 Eroica di Ludwig van Beethoven, in vista del bicentenario dalla morte del compositore nel 2027. Il lavoro wagneriano, pagina intima composta come dono privato, introduce a una delle architetture sinfoniche più decisive dell’Ottocento, in cui Beethoven ridefinisce il rapporto tra forma e narrazione musicale. L’indomani (ore 20) in scena Zappa & Zappa, progetto dell’ensemble Il Pomo d’Oro con il violoncellista Giovanni Sollima, che mette in dialogo due “omonimi” di epoche lontane, il compositore settecentesco Francesco Zappa e il musicista statunitense del secolo scorso Frank Zappa, accostando linguaggi distanti nel tempo ma accomunati da una forte componente sperimentale. Il fine settimana successivo sarà nel segno dell’ibridazione, mescolando l’origine dell’opera e la contemporaneità, il mito, l’architettura urbana e il senso di comunità. Il 10 luglio (ore 19.30) piazza Duomo diventa inedito spazio scenico per Fresco di Luca Francesconi, composizione per cinque orchestre nello spazio affidata a complessi bandistici del territorio: il Premiato Concerto Bandistico Città di Minori (direttore Gioacchino Mansi), lo storico Gran Complesso Bandistico Città di Salerno (direttore Rosario Barbarulo), il Complesso Bandistico Città di Sorrento (direttore Giuseppe Maresca), il Gran Concerto Bandistico Città di Fisciano (direttore Angelo Decarluccio) e l’associazione. Scuola e Banda Musicale Città di Montecorvino Rovella (direttrice Gabriella Fasulo). Insieme all’autore – del quale si festeggeranno i 70 anni – impegnato nella direzione musicale complessiva, ci sarà il regista Manuel Renga, cui è affidato il coordinamento scenico e la performance di strada che concluderà la serata. Due momenti speciali l’11: alle 18 nella chiesa di San Giovanni del Toro ci sarò Risonanze d’Orfeo di Francesconi con l’Ensemble dell’Orchestra Sinfonica di Milano; e alle 20 sul Belvedere, in esclusiva italiana, L’Orfeo di Claudio Monteverdi, diretto da Jordi Savall (in forma di concerto) con Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya; interpreti principali Mauro Borgioni, Elionor Martínez, Sara Mingardo, Marianne Beate Kielland, Salvatore Mario Vitale, Furio Zanasi. Un’occasione imperdibile per ascoltare l’opera fondativa del teatro musicale europeo, affidata a uno dei grandi padri dell’interpretazione del repertorio antico nella nostra epoca. Il 12, invece (Belvedere, ore 20), nell’ambito dell’Anno culturale Romania-Italia 2026, l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest diretta da Daniel Jinga, con il violinista Alexandru Tomescu, proporrà brani che attraversano il repertorio europeo tra Ottocento e Novecento: dalla Rapsodia romena di Enescu al virtuosismo paganiniano del Concerto La campanella, fino alla suite dal Lago dei cigni di Čajkovskij. Un progetto realizzato nell’ambito dell’Anno culturale Romania-Italia 2026.

Il palco stellato di villa Rufolo accoglierà anche l’Ensemble Pygmalion (17 luglio, ore 20) diretto da Raphaël Pichon con il baritono Stéphane Degout, che, mettendo in relazione Schubert e Brahms, darà vita ad alcune pagine liederistiche inframmezzate all’Incompiuta e poi alla Prima Sinfonia di Brahms in una proposta di riflessione sulla forma e sulla memoria musicale. La domenica seguente, stesso luogo e orario, il pianista Jan Lisiecki – uno dei grandi virtuosi di oggi – si esibirà in World (of) Dance, un impaginato da Chopin a Piazzolla che connette danze europee e sudamericane. Il 24 luglio (ore 20) è la volta dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Emmanuel Tjeknavorian (Premio Abbiati 2025) in una selezione dalle suite del balletto Gayane di Chačaturjan e di Quadri di un’esposizione di Musorgskij nella celebre orchestrazione di Ravel, esempio emblematico di trascrizione come reinvenzione timbrica. Il 29 ci si sposta nella Sala dei Cavalieri (ore 20), per Piccinni e Gluck, una corona per due, una riflessione, tra musica e parole, sul teatro musicale settecentesco; testi e drammaturgia del giornalista Valerio Cappelli, interpreti l’attore Sergio Rubini e il soprano Francesca Pia Vitale, accompagnati da Luca Gorla al pianoforte; produzione in collaborazione con il Teatro Petruzzelli di Bari e Angelo Tumminelli (Prima International Company).

Uno dei momenti più attesi del Festival è il 31 luglio (ore 20) con il ritorno a Ravello, in esclusiva italiana, di Kent Nagano (nella foto accanto) con Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln per il progetto di esecuzione del Ring su strumenti e prassi dell’epoca wagneriana. Nel 2023 il Belvedere aveva accolto l’esecuzione dell’Oro del Reno, adesso si ascolteranno – sempre in forma di concerto – il prologo e il primo atto della Götterdämmerung di Richard Wagner: un appuntamento di risonanza internazionale, che debutterà in Germania tra qualche settimana e basato su una approfondita ricerca musicologica che punta alla ricostruzione del suono originale e anche sull’esatta dizione del libretto.

Agosto a villa Rufolo si apre nel segno del jazz e delle musiche di oggi, protagonisti, alle 21.30 Andrea Motis Trio (il 6 ), Rita Marcotulli Ensemble (il 7) in Under 29 but me e Rick Margitza, Jeff Ballard, Dario Deidda, Roberto Tarenzi, Domenico Sanna, Carlo Fimiani (l’8) in Omaggio a Miles.

Attesissimo l’11 agosto (ore 5.15) il tradizionale Concerto all’alba, momento identitario del Festival, in cui la musica accompagna il sorgere del giorno. L’Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno, diretta quest’anno da Alessandro Palumbo, eseguirà le Carmen Suites n. 1 e n. 2 di Georges Bizet, la Sinfonia n. 8 op. 88 di Antonín Dvořák e Les préludes S97 di Franz Liszt. Al termine una prima colazione nei giardini della Villa. Scoppiettante il finale di mese che vedrà la sequenza di grandi orchestre internazionali, direttori e solisti fra i più noti del momento. L’orario di inizio dei concerti sara anticipato alle 19.30 per offrire al pubblico lo spettacolo naturale del tramonto. Start il 26 con la Filarmonica George Enescu diretta da Robert Treviño, impegnata nella Rapsodia romena n. 1 op. 11 di Enescu e nella Sinfonia n. 2 op. 27 di Sergej Rachmaninov. Il giorno dopo, nello spazio raccolto della Sala dei Cavalieri, il celebre pianista francese, molto apprezzato per le esecuzioni di compositori della tradizione musicale del suo Paese, Jean-Efflam Bavouzet proporrà l’Integrale della musica per pianoforte solo di Maurice Ravel in due parti, alle 18 e alle  21. Programmi “tedeschi” e certamente interconnessi il 29 con il Preludio da Parsifal di Wagner e la Sinfonia n. 4 Romantica di Anton Bruckner per la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Philippe Jordan e poi il 30 con The Constellation Choir and Orchestra diretti da John Eliot Gardiner in Das Schicklslied (Canto del destino) op. 54 di Johannes Brahms e la Sinfonia n. 2 op. 52 Lobgesang di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

Finale d’eccezione il 5 settembre (Belvedere, ore 19.30): in esclusiva italiana arriverà a Ravello la Freiburger Barockorchester diretta da Simon Rattle per un programma interamente dedicato a Schumann con la violinista Isabelle Faust impegnata nel Concerto per violino e nella Sinfonia n.2 op. 61.

Torna il ciclo di incontri introduttivi con traduzione simultanea digitale in inglese: in coincidenza con alcuni dei concerti in programma, negli spazi di Villa Rufolo, giornalisti, critici, interpreti guideranno il pubblico alla scoperta dei capolavori in programma (ingresso libero con prenotazione).

Info: www.ravellofestival.com.

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