Ida Meneghello
Diario di una spettatrice

Dracula innamorato

Il film su Dracula di Luc Besson (con Caleb Landry Jones e una efficacissima Matilda De Angelis) non è assolutamente un horror. Semmai, uno strano film sull'amore: i cultori del genere sono avvertiti

Il nostro presente è così orribile che a un regista come Luc Besson è venuto in mente di trasformare la più classica delle storie horror nella più romantica delle storie d’amore. Il risultato è Dracula. L’amore perduto, un film, direi piuttosto una favola, dove il principe Vlad non è più un mostro spaventoso, ma è un giovane uomo di seducente bellezza innamorato perso della moglie Elisabetta, identico ai protagonisti delle eterne love story del cinema. Se non fosse per quei canini lunghi e molto affilati.

Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il Dracula di Besson non assomiglia per niente ai Nosferatu (i “non morti” in rumeno) celebrati nelle pellicole cult di Murnau ed Herzog fino al recente film di Robert Heggers (sulla differenza tra Dracula e Nosferatu consiglio la visione dell’esilarante performance di Roberto Benigni in veste di critico cinematografico all’Altra Domenica di Renzo Arbore).

La storia inizia in Transilvania nel 1480: il principe Vladimir, giovane nobile di prestante bellezza, è costretto a interromperete le schermaglie amorose con la bellissima moglie Elisabetta per andare in battaglia contro i turchi, e non diversamente da Carlo Martello a Poitiers, “egli era guerriero assai valente ed anche in quel frangente d’onor si ricoprì”. Purtroppo la consorte amatissima viene uccisa nel frattempo dai musulmani e Vlad lancia una maledizione contro Dio per il quale lui ha combattuto e che non l’ha voluta salvare. E Dio ricambia condannandolo a vagare per l’eternità sulla terra, nell’identità che non è vita e non è morte del vampiro, il conte Dracula. Per quattro secoli il principe Vlad cerca disperatamente la reincarnazione del suo amore perduto e mentre frequenta le corti di mezzo mondo, si persuade che ritroverà l’amata grazie a un profumo, il suo profumo che mette a punto in India e perfeziona a Firenze (con un antenato del celebre “naso” Lorenzo Villoresi?). Un profumo così irresistibile che tutte le donne cadono ai suoi piedi.

La storia approda a Parigi, alla vigilia delle celebrazioni per il centenario della rivoluzione. E finalmente arriva l’atteso “lato oscuro” che non è certo rappresentato da Dracula, ma da una sua fedelissima, la vampira bolognese Maria de Montebello, interpretata da un’indemoniata e travolgente Matilda De Angelis. Lo stesso Besson, presentando in anteprima la pellicola alla Cineteca di Bologna, l’ha descritta come una tigre pronta a balzare sulla scena e lui nei panni del domatore che cercava di addomesticarla. La prova dell’attrice bolognese è certamente l’aspetto più riuscito della pellicola che procede per 129 minuti come le love story più classiche, tra languori e tormenti, abbandoni e inseguimenti, con Dracula nelle vesti eleganti e con gli sguardi seducenti che hanno tutti i principi, anche se sono neri e non azzurri.
Sarà Maria a ritrovare Elisabetta reincarnata nella sua amica Mina e a combinare l’incontro tra i due antichi amanti. Fino all’ineluttabile finale che libera il principe Vlad dalla maledizione del conte Dracula.

Per questa pellicola Besson ritrova Caleb Landry Jones, l’attore e cantante statunitense già protagonista di Dogman. Accanto a Matilda De Angelis c’è l’esordiente Zoë Bleu nelle vesti di Elisabetta/Mina, mentre a interpretare il medico Dumont c’è l’ottimo attore francese Guillaume de Tonquédec, indimenticabile Claude nel film cult Le prénom.
Personalmente concordo con Besson e De Angelis: a loro i film horror non piacciono e neanche a me. Dracula. L’amore perduto mantiene ciò che promette fin dal titolo: è una favola romantica che attraversa i secoli e le reincarnazioni. Sta allo spettatore godersela oppure no.

E a proposito di godimento, mentre guardavo il film non riuscivo a togliermi dalla testa la canzone demenziale di Bruno Martino Dracula cha cha cha:
Dracula Dracula Dra (cha cha cha)
vampiro dal nero mantello
di notte tu succhi sul collo
le donne di giovane età.
Dracula Dracula Dra (cha cha cha)
Coi bianchi e affilati canini
tu fai spaventare i bambini
le mamme, le nonne, i papà.
Ahhhhhhhh!
Il tuo morso contagioso
potrebbe far venire un’infezione!
Dracula Dracula Dra (cha cha cha)
Sei forte, sei nero, sei bello
perché non ti succhi un bel pollo
e lasci le donne campar!

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