Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Fango americano

Il cortocircuito tra etica e democrazia ormai ha corrotto la politica Usa: ecco il catalogo degli orrori diffusi dai candidati trumpiani in vista delle elezioni di midterm in programma martedì prossimo

Due film recentissimi e una serie televisiva uscita l’anno scorso, in questi ultimi giorni mi hanno fatto molto riflettere sia sulla condizione esistenziale individuale e collettiva che sullo stato dell’arte di quella economico-politica di questo paese. L’outillage visuale di queste immagini filmiche e televisive di cui sul piano filosofico mi occupo ormai da anni ci restituisce infatti segnali allarmanti rispetto al rapporto che negli States si è venuto a creare tra etica ed economia in relazione allo sviluppo tecnologico, tra vero e falso nei social media, tra trasparenza e bene comune rispetto ai fondamenti essenziali della democrazia americana. E su come tutto ciò si rifletta sul piano politico.

Il documentario di Nathan Fielder e Lance Oppenheim You can see everything riprende Elizabeth Holmes (nella foto), fondatrice di Theranos (una defunta azienda di tecnologia sanitaria), prima della sua detenzione e dopo essere stata accusata e condannata a 11 anni e 3 mesi di carcere per avere frodato gli investitori accumulando milioni di dollari sulla base di informazioni false. La donna seppure assolta era stata accusata anche di avere frodato i pazienti che avevano fatto i test del sangue avvalendosi della sua millantata tecnologia di avanguardia. Ebbene, durante tutto il documentario di circa 3 ore, non crede di avere fatto niente di sbagliato e proclama la sua innocenza. Il film di Aaron Sorkin The Social Reckoning (Il prezzo della verità) getta una luce inquietante su Mark Zuckerberg, il proprietario di Facebook, azienda accusata di essere a conoscenza degli effetti dannosi che il social network provocava sugli adolescenti e di non avere fatto nulla per cambiare lo status quo. Infine la serie televisiva di Apple Tv Your Friends and Neighbors punta il dito contro un capitalismo rampante che non rispetta più nessuna regola e che viene paragonato ad una sorta di furto legalizzato ai danni della comunità.

Ebbene la domanda che scaturisce adesso è: quale rapporto esiste tra questi due film, la serie televisiva e la situazione politica dei giorni che precedono queste elezioni di midterm di importanza fondamentale per il paese?

Nel mondo economico-finanziario che ormai sempre di più determina, con i suoi ingenti spostamenti di denaro a favore dei partiti, la competizione politica, ormai è cambiata completamente la percezione che alcuni imprenditori hanno del loro ruolo, di sé stessi come persone e degli altri. La totale mancanza di empatia che ambedue i giovani imprenditori dei film suddetti hanno nei confronti delle persone la cui vita è stata rovinata dalla loro tecnologia, il loro apparente non distinguere il vero dal falso, il credere, il far credere che le loro azioni siano giustificate sulla base dell’originalità delle loro invenzioni e della loro presunta genialità e infine la considerazione che il capitalismo dell’alta finanza possa tranquillamente ignorare le leggi elementari della convivenza civile e democratica secondo cui il furto è un crimine (come appare nella serie sopra ricordata), nella mente di questi protagonisti li assolve da qualsiasi colpa.

Coltivano l’idea di essere al di sopra della legge, di meritare di essere trattati in maniera diversa dagli altri comuni mortali. Sembrano convinti di non avere commesso alcun reato e di non avere alcuna responsabilità nei confronti degli altri. È vero che sono inventori di novità tecnologiche che hanno permesso cambiamenti epocali come nel caso di Zuckerberg, ma sono anche colpevoli di avere tradito la fiducia della gente semplicemente per soldi o nel caso della serie sono comuni ladri che cercano di non essere colti sul fatto. L’eccezionalità di cui pensano di essere dotati questi individui e il loro narcisismo determinano un senso di onnipotenza che impedisce loro di avere la coscienza dei propri limiti e dei limiti della creatività soprattutto in relazione al senso di colpa rispetto ad azioni che hanno determinato la distruzione di altre vite. Tutto è possibile, non ci sono più limiti morali o leggi di decenza che tengano. Questa è la mentalità del capitalismo rampante della leadership di Donald Trump che l’ha trasferita al mondo politico ormai da anni, ammorbando il paese e producendo reali effetti deleteri. Ebbene la campagna elettorale di questi giorni precedenti alle elezioni di midterm che potrebbero cambiare gli equilibri nel Congresso risente di questi mutamenti e ha le seguenti caratteristiche: polarizzazione estrema del paese, completo abbandono di qualsiasi regola democratica ed etica nella competizione politica, mancanza totale di empatia e convinzione che la si possa fare franca anche quando si commettono sia reati di opinione che di fatto.

Gli exit poll sembrano proiettare esiti favorevoli per i democratici, stimando che possano certamente recuperare la House e in stretta misura forse anche il Senato. E seppure Trump parla già di elezioni truccate, le operazioni di voto che si stanno ormai svolgendo, perché qui e permesso votare in anticipo, sembrano procedere senza alcun problema. Io stessa ho appena votato, non ho fatto la fila e l’intera procedura a si è svolta senza intoppi. Ho votato con il sistema elettronico dove basta mettere la spunta sui candidati di preferenza e il gioco è fatto.

Ma la campagna elettorale di questi giorni ha raggiunto toni da maccartismo; per esempio in alcuni swing states come il Texas. Qui da decenni non viene eletto un senatore democratico; adesso ci prova un giovane rappresentante di quel partito, James Talarico, che sembra affascinare gli elettori. Il  suo rivale repubblicano Ken Paxton procuratore generale dello Stato , sostenuto da Donald Trump e da Elon  Musk, un politico corrotto accusato di frodi immobiliari, di abuso d’ufficio e concussione dai suoi stessi colleghi di partito, ha avuto il coraggio di dire che Talarico è  un pericoloso comunista (e pensare che è un ex seminarista cristiano e studente di teologia) ed è contro le forze dell’ordine, solo perché vuole aumentare il salario minimo e risindacalizzare lo stato, controllando il budget destinato alle forze di polizia. Ma queste estremizzazioni false sono niente in confronto agli attacchi personali oltraggiosi e di basso livello. Tra di essi quello di essere un po’ effeminato, indirettamente gay e di andare contro la parola Dio quando Talarico parla di identità fluide. Si mira a destabilizzare la persona e a farne un personaggio inadatto a governare sulla base del suo comportamento o di un certo tipo di fisicità: è un debole perché possiede un’empatia che non deve far parte, almeno secondo Paxton, del corredo di un politico. E qui mi chiedo: ma se l’empatia non deve appartenere a un personaggio che si dovrebbe occupare del bene comune, a chi altro dovrebbe appartenere?

E gli attacchi personali sono tutti colpi sotto la cintura anche in altri stati a cominciare da un altro swing state, il Michigan dove il candidato che si oppone al repubblicano Mike Rogers, altro personaggio discutibile e non alieno da accuse di corruzione, il musulmano Abdul El Sayed, un medico laureato alla Columbia University, è stato accusato per la sua doppia cittadinanza (americana e ed egiziana) di essere un jihadista terrorista, antisemita affiliato ai fratelli musulmani, con una madre, mai trovata colpevole di tale reato, accusata di avere lavorato per associazioni terroristiche in realtà organizzazioni umanitarie. Il suo difetto più grosso è quello di promuovere molte riforme di giustizia sociale. Tra di esse la copertura sanitaria per tutti, un piano di edilizia popolare che possa calmierare affitti e compravendita delle case. Inoltre vuole contrastare lo strapotere dei miliardari senza accettare i finanziamenti delle aziende soprattutto di quelle farmaceutiche, aumentando la tassazione alle grandi imprese, e vuole regolamentare le aziende dell’intelligenza artificiale.

Ma la peggiore campagna elettorale di tutte la troviamo in un altro swing state, l’Ohio dove il giovane imprenditore repubblicano di origini indiane Vivek Ramaswamy, fedelissimo di Donald Trump il quale tra le altre cose propone il fracking e l’innalzamento dell’età per il voto da 18 a 25 anni, si batte per il ruolo di governatore dello stato contro la democratica Amy Acton, una pediatra. Ebbene nella sua campagna elettorale si è servito di una pubblicità in cui usava la madre della sua rivale che affermava che la figlia era una bugiarda seriale che ha sempre mentito. Ora bisogna ricordare cha alla madre di Amy Acton era stato tolto l’affidamento della figlia a 12 anni a causa delle molestie sessuali del patrigno con cui peraltro la madre si era schierata a suo tempo. Questa pubblicità elettorale criticata da ambedue i partiti è stata invece approvata da Donald Trump e dal suo vicepresidente J.D. Vance che hanno affermato che in politica si può anche giocare sporco; l’importante e vincere!

Ora non resta che attendere e vedere se queste pubblicità oltraggiose sul piano personale, che va detto solo i repubblicani hanno messo in atto in maniera aggressiva e capillare, giocheranno un ruolo favorevole per i candidati che le hanno promosse.


Accanto al titolo, Elizabeth Holmes, licenza creative commons.

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