Teresa Fano
L'animazione senza IA

L’anima di Wildwood

“Wildwood”, il nuovo film della Laika realizzato con la tecnica della stop-motion, è un vero capolavoro del genere. L'ultima barriera all'invasione dell'intelligenza artificiale nel cinema

È da poco uscito Wildwood, il nuovo lungometraggio, rigorosamente in stop-motion, della Laika Studios. La lavorazione di questo film è durata ben sedici anni, con un totale di 231 pupazzi, 54 protagonisti e 136 location. L’attesa è stata decisamente ben ripagata.

Nel film seguiamo la storia di Prue McKeel, un’adolescente che si avventura in un bosco impenetrabile e fantastico per salvare (insieme al suo amico Curtis) il fratellino Mac, rapito dalla enigmatica governatrice Alexandra. Nel bosco, la giovane Prue incontrerà animali parlanti, un regno degli uccelli, mistici, banditi e un esercito di coyote. Nonostante le premesse facciano pensare ad una semplice ed eroica missione di salvataggio, vediamo già dai primi minuti del film che siamo ben lontani dall’universo confortante della Disney. Ci sono inseguimenti rocamboleschi, battaglie sanguinose (degne, se non migliori, di quelle di Le Cronache di Narnia), vengono trattati argomenti come il suicidio, il lutto, la vendetta, l’incapacità di lasciar andare il passato. Non è un film delicato, anzi, le scene di violenza sono ancora più spiazzanti a contrasto con il genere di animazione e la stupenda cornice bucolica. È un film che fa rimanere attaccati alle poltrone, con un colpo di scena dopo l’altro, mai un momento di noia. Anzi, l’universo fantastico che si dipana davanti ai nostri occhi è quasi troppo ampio per permetterci di esplorarlo a fondo, in “soli” 132 minuti di film.

Il livello di manifattura è straordinario, i dettagli sono incredibili, dai costumi dei personaggi fino ai più piccoli oggetti di scena. Il bosco impenetrabile è rigoglioso, stratificato e “vivo” come un personaggio dotato di vita propria, cosa che si apprezza molto di più conoscendo l’immenso lavoro che c’è stato dietro alla realizzazione di ogni set. Una vera gioia per gli occhi.

Un po’ di contesto per i profani: la stop-motion (o in italiano “animazione a passo uno”), è una tecnica d’animazione per la quale degli oggetti vengono spostati millimetricamente e fotografati fotogramma per fotogramma, così da dare l’illusione del movimento. Va da sé che è una tecnica che impiega una quantità di tempo considerevole, oltre che, appunto, ad una grande artigianalità.

Ogni set di Wildwood è costruito nei minimi particolari, dalle minuscole foglie di vite sui tralicci avvinghiati agli alberi alle singole piume del Generale, gigantesca aquila che appare nel film. Ogni personaggio ha decine e decine di facce diverse, che al momento di girare vengono continuamene sostituite tramite magneti per permettere i cambi di espressione. Un lavoro lungo, fatto di amore, frustrazione e pazienza. Le difficoltà tecniche nella realizzazione pratica lasciano spazio all’inventiva. Ad esempio, sapevate che in Coraline e la porta magica i fiori di ciliegio della foresta che attraversano i protagonisti sono realizzati utilizzando dei popcorn tinti di rosa?

Eppure, scelte artistiche come quelle della Laika sono in antitesi con alcune aziende del mercato mondiale dell’animazione. A luglio di quest’anno, per esempio, Disney Jr. ha aggiunto sulle sue piattaforme YouTube le prime due puntate di una serie animata prodotta da Animaj, azienda francese specializzata in contenuti per bambini basati sull’intelligenza artificiale. A Cannes, quest’anno, AGC ha presentato il lungometraggio di animazione Critterz, realizzato con l’ausilio dei sistemi di intelligenza artificiale di OpenAI. Ancora prima, a maggio 2025, la Toei Animation (Dragonball, One Piece) ha annunciato che avrebbe iniziato ad incorporare l’intelligenza artificiale nelle sue prossime produzioni.

Se proprio vogliamo guardare ancora più indietro, c’è un episodio della storia del cinema che mostra come una delle prime arti cinematografiche a pagare lo scotto dell’avanzamento della tecnologia sia stata proprio la stop-motion.

Di recente è possibile vedere su YouTube un’intervista tra Keith McQueen (responsabile del reparto di modellazione alla Laika) e Phil Tippett, un importante animatore e responsabile di effetti visivi degli anni ‘70 e ‘90. Tippett è purtroppo tristemente celebre per un aneddoto, cioè quello di essere stato soppiantato dalla computer grafica in Jurassic Park: i celebri dinosauri di Spielberg avrebbero dovuto essere marionette animate in stop-motion. Questo, prima che il regista cambiasse idea e affidasse interamente all’ILM, l’azienda di effetti speciali digitali di George Lucas, la realizzazione dei giganti preistorici. Tippett fu sollevato dall’incarico e fu tenuto nel progetto come “supervisore ai dinosauri”. Lo studio e la successiva creazione delle marionette-dinosauro, così come la loro animazione in stop-motion, gli avevano occupato settimane di lavoro, sostituite in un istante dal lavoro di una macchina. Ovviamente la computer grafica dell’epoca non era veloce e spaventosamente efficiente come adesso, ma ugualmente quello fu un grosso passo che segnò la fine di un’era “manuale” nel cinema, per iniziarne una “digitale”.

In un mondo in cui è sempre più facile arrivare ad un prodotto finito semplicemente inserendo un prompt, ecco che la Laika si pone in controtendenza a questa inesorabile conversione al digitale, mantenendo viva la tradizione squisitamente manuale ed umana della stop-motion (nonostante la AI venga usata in misura ridotta come strumento tecnico di supporto). E al pubblico, benché sia di nicchia, tutto questo piace. Il motivo per cui i film della Laika Studios sono così apprezzati infatti non è necessariamente per la trama. Piuttosto, questi film sono amati perché ogni volta ci si rifà gli occhi di fronte ad un incredibile mondo di artigianalità, di tocco umano. Non per niente, sul poster di Wildwood è presente la scritta “from the hands that made Coraline”, ovvero “dalle mani che hanno creato Coraline”. Questo aspetto, questa “impronta digitale” (come l’ha definita Keith McQueen) è ciò che rende i film della Laika incredibili e inimitabili.

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