Pasquale Di Palmo
I deliri del bibliofilo

Maccari e Palazzeschi

Il libro più compiuto illustrato dall’artista senese fu “Bestie del 900” dello scrittore fiorentino, edito da Vallecchi nel novembre 1951. Mirabilmente, il testo dei racconti e le illustrazioni «si rincorrono e si fondono in un’unica realizzazione d’arte»

Tra i maggiori illustratori del Novecento si può annoverare Mino Maccari, al quale si devono non solo alcune delle copertine più belle del cosiddetto “secolo breve” ma anche edizioni originali commentate dalle sue tavole raffinate e, al contempo, irriverenti. Scegliere è oltremodo difficile, trattandosi di numerosi titoli: si passa infatti da La loterie clandestine di Bruno Barilli (Éditions de l’hommage, Roma 1948) a L’onestà muore di freddo di Luca Canali (Cino Del Duca, Milano 1959), da La coda di paglia di Alfonso Gatto (Milano Sera, Milano 1949) a Canzonette e viaggio televisivo di Mario Soldati (Mondadori, Milano 1962), da Gli addii di Giovanni Raboni (All’insegna del Lanzello, Costigliole d’Asti, 1988) a Totò il buono di Cesare Zavattini (Bompiani, Milano 1943). Una vera e propria girandola di titoli, senza contare i periodici (si veda, ad esempio, l’esperienza significativa del «Selvaggio») e le antologie cui diede vita, contrassegnando con il suo segno immediato e una grafica modernissima un’epoca.

Si pensi inoltre alle copertine realizzate per autori come Arbasino, Arpino, Bassani, Brancati, D’Arzo (indimenticabile la sovracoperta realizzata per la princeps di Casa d’altri), Delfini, Fusco, Landolfi, Moravia, Giuseppe Raimondi, Tobino ecc. Ma, oltre alla splendida serie di illustrazioni realizzata per il romanzo Artemisia di Anna Banti (Sansoni, Firenze 1947), su cui torneremo, il libro forse più compiuto illustrato da Maccari fu Bestie del 900 di Aldo Palazzeschi, edito da Vallecchi di Firenze nel novembre 1951. Scrisse a tal proposito Sergio Pautasso in Mino Maccari. Illustrare la letteratura (Pananti, Firenze 2001): «In queste condizioni, l’attrazione per la letteratura diventava irresistibile. Da qui sono sorti autentici libri d’artista come l’Artemisiadi Anna Banti, i Sonetti del Burchiello o il Candide di Voltaire. Ma il più famoso rimase senza dubbio Bestie del 900, dove il testo dei racconti di Aldo Palazzeschi e le illustrazioni di Maccari si rincorrono e si fondono in un’unica realizzazione d’arte». Aggiunge inoltre lo studioso: «Che Bestie del 900 sia un volume d’eccezione nel pur ricco panorama novecentesco delle belle edizioni illustrate, come oggi non se ne fanno più, lo confermano le originali soluzioni dell’impostazione grafica di testo e tavole e la cura della realizzazione editoriale. Non solo, ma l’aspetto più singolare è che si tratta di un autentico libro a quattro mani, con Maccari che, si racconta, si fosse insediato nella tipografia Vallecchi in Viale dei Mille a Firenze per seguire da presso la lavorazione del volume dall’inizio alla fine».

Molto ci sarebbe da dire riguardo alle edizioni originali di Palazzeschi, soprattutto sui primi introvabili libri. La sua raccolta poetica d’esordio, I cavalli bianchi, stampata «su carta a mano gravissima stile medio evo» in sole 100 copie non numerate nella Tipografia G. Spinelli e C. di Firenze e finanziata dal padre, ha valutazioni superiori ai 5000 euro mentre i due titoli successivi, Lanterna e il romanzo :riflessi (con quei beffardi due punti prima del sostantivo) risultano pubblicati presso le Edizioni Cesare Blanc, ovverosia il gatto dell’autore che compare anche quale curatore dei Poemi, editi nel 1909. In realtà si tratta sempre di volumi autofinanziati. L’autore, il cui vero nome era Alberto Giurlani e proveniva da una famiglia della media borghesia fiorentina, si appropriò del cognome della nonna materna per firmare i propri libri.

Bestie del 900 misura cm 27 x 20, consta di 174 pagine e contiene 30 linoleografie a colori e 16 illustrazioni in bianco e nero di Maccari che illustra anche la copertina cartonata e la sovracoperta. I piatti sono in cartone mentre la legatura è in mezza tela; il prezzo del volume ammontava a 2500 lire. Nonostante si tratti di un libro rinvenibile con relativa facilità sul versante antiquario una copia in buono stato, completa della fragile sovracoperta, può indicativamente aggirarsi dai 250 ai 500 euro. L’artista senese disegnerà in seguito altre copertine per i libri palazzeschiani: da Stampe dell’800 (1957) a I fratelli Cuccoli(1958) a Le sorelle Materassi (1963), tutti pubblicati da Vallecchi. Nella scheda editoriale si legge: «Non si creda dunque che, sulla scorta di classici esempi, Palazzeschi abbia fatto parlare le bestie per dar lezioni agli uomini. Non ci ha neanche pensato. Le sue bestie “si lasciano divertire” in libertà, commettono le stesse “corbellerie” degli uomini, soprattutto piace loro molto di più la fantasia che non la “saggezza”».

Scrisse al riguardo Luigi Baldacci: «È evidente che Maccari è uno di quegli artisti che si collocano felicemente fuori del cerchio dell’ufficialità, e come tale è di quella specie che in Italia è appunto sempre stata rarissima. Nella letteratura del nostro secolo può essere avvicinato a Palazzeschi, scrittore assolutamente senza lettere: e infatti Maccari illustrò splendidamente un libro di racconti palazzeschiani, Bestie del 900». Continua Baldacci: «Ma ciò che in Palazzeschi è allusività dissimulata e sorniona diventa in Maccari segno esplicito, pornografia sanissima, verbale e rappresentativa. Il divertimento di Maccari è soprattutto liberatorio; non ha quell’implicazione di tristezza che era tipica di Palazzeschi. E così egli veleggia verso la pantomima, verso l’opera buffa, e lì ritrova quell’apparentamento culturale al quale aveva rinunciato in partenza».

In seguito l’autore provvide a includere i testi di questo libro nel progetto di Tutte le novelle, edito da Mondadori nel 1957, presentandole in ordine sparso e senza riferimento alla raccolta vallecchiana, se non nella premessa in cui specifica, sbagliando la data di uscita dell’ultimo titolo: «Per una metà, circa, vennero tolte da tre raccolte pubblicate presso l’editore Vallecchi di Firenze: Il Re bello, 1921; Il palio dei buffi, 1938; Bestie del 900, 1952. Del primo volume ne figurano qui appena una mezza dozzina, il secondo e il terzo, invece, vi sono compresi nella loro integrità». La successiva edizione di Tutte le novelle, stampata nella collana «I Meridiani» a cura di Luciano De Maria, accoglie anche la raccolta Il buffo integrale, licenziata da Mondadori nel 1966.

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