Lidia Lombardi
Il 7 maggio nel borgo friulano di Percoto

Nonino al futuro

Dopo due anni, torna il prestigioso premio voluto e sostenuto dalla celebre distilleria. Quest'anno i riconoscimenti guardano al domani. Vincono il romanziere per ragazzi David Almond, la teorica del femminismo Nancy Fraser e il filosofo Mauro Ceruti

Ricomincia guardando al futuro il Premio Nonino, dopo lo stop di due anni, causa pandemia. Non si poteva festeggiare in streaming i vincitori, intellettuali di tutto il mondo individuati dalla giuria e ben in sei occasioni omaggiati con l’alloro della grappa anni prima di ottenere il Nobel (Rigoberta Menchu, V. S. Naipaul, Tomas Transtromer, Mo Yan, Peter Higgs, Giorgio Parisi). Perché il “Nonino” si fonda sull’incontro, lo scambio in presenza di idee e di sentimenti, l’accoglienza da parte di Giannola, Benito e delle figlie nel borgo friulano di Percoto, i balli, i brindisi, i canti, il fumigare della grappa. E dunque è stato giusto aspettare, e addirittura far slittare ancora di qualche mese la celebrazione, posticipandola dall’ultimo sabato di gennaio – come nelle quarantacinque edizioni trascorse, a partire dal 1975 – al primo sabato di maggio, il 7, quando il tepore primaverile attenuerà ancora di più i contagi e il Premio verrà consegnato come consuetudine sulle note del verdiano “Libiam nei lieti calici”.

Ricomincia dal futuro il “Nonino”, si diceva. Infatti il suo focus 2022 appare essere l’infanzia, sullo sfondo di quella Next Generation Eu, il programma con il quale l’Unione Europea reagisce allo stallo economico, sociale, culturale imposto dal virus. Il Premio Internazionale Nonino (giuria presieduta da Antonio Damasio e composta da Adonis, Suad Amiry, John Banville, Peter Brook, Luca Cendali, Emmanuel Leroy Ladurie, James Lovelock, Claudio Magris, Norman Manea ed Edgard Morin) andrà per la prima volta ad un narratore per i giovanissimi, l’inglese David Almond, edito in Italia da Salani. E per il Premio Barbatella d’oro (la sezione con la quale il riconoscimento ha preso avvio, “benedetto” da Soldati, Brera, padre Turoldo e Vigorelli) è stato scelto l’”Affido culturale”, un progetto selezionato dall’impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile. Una pensatrice statunitense e un filosofo e politico italiano gli altri due protagonisti del 2022: Nancy Fraser (nella foto accanto al titolo) conquista la sezione “Maestri del nostro tempo” per i suoi contributi anticonformisti sui temi del riconoscimento, delle ingiustizie strutturali che, recita la motivazione, “pervadono la nostra società e si allineano con le divisioni sociali come genere, razza/etnia e classe”. Mauro Ceruti, nella medesima sezione, è l’indagatore del “pensiero complesso” ed è stato senatore del Pd. “Leggere i suoi libri – sottolinea la Giuria – è come scoprire che l’apparente semplicità delle cose attorno a noi e di tutta la realtà consueta è grande e complessa come l’universo. Da questo sentimento e concetto della complessità cosmica deriva un senso profondamente umanistico o meglio umano della comunità di destino che lega tutti gli individui di tutti i popoli della terra all’ecosistema globale”.

Mauro Ceruti

Il 7 maggio, nella distilleria di Percoto che è scenario del Premio, sentiremo da Ceruti come la guerra scellerata all’Ucraina possa far vacillare appunto l’idea di “comunità di destino” che egli analizza. Ma intanto, anche nel maggiore romanzo di Almond – prescelto prima dell’invasione russa al Paese europeo – è inevitabile rinvenire un’eco della tragedia in corso. Il suo più recente romanzo, La Guerra è finita, è ambientato durante il primo conflitto mondiale. Il personaggio centrale, John, non riesce a capire in che modo, essendo un bambino, possa essere “in guerra”, come gli assicura il suo insegnante. Il padre di John sta combattendo in trincea e sua madre lavora in una fabbrica di munizioni. Un giorno, John incontra un bambino come lui, solo che Jan è tedesco. Una storia che non può non rimandare al pathos di questi giorni, alimentato dalle immagini sui nostri schermi televisivi. Tuttavia “La Guerra è finita” è pieno di speranza per un futuro in cui bambini come John cresceranno ancora chiedendosi: Come posso essere in guerra con i miei simili? Perché Almond ha una certezza: “Quando scrivo storie, sento una connessione con i giovanissimi, che costruiranno un domani migliore”.

Anche nel premiato “Affido culturale” si specchia un’idea positiva del domani. È partito dalla città più travagliata e insieme resiliente d’Italia, Napoli, precisamente dal Pio Monte della Misericordia, fin dal Seicento istituzione benefica laica, dove è conservata l’omonima Madonna del Caravaggio. Ecco in sintesi la sua missione: mobilitare, contro la povertà educativa, delle “famiglie risorsa”, valorizzando l’esperienza dell’affido familiare, ma declinandola sullo specifico della fruizione di prodotti e servizi culturali. L’idea di fondo è semplice. Un genitore, che abitualmente porta i suoi figli al cinema, a teatro, al museo o in libreria, ci porta anche un bambino – eventualmente con un membro della famiglia di quest’ultimo – che in questi luoghi non ci entrerebbe per differenti cause. Ad oggi il progetto è attivo in sette città italiane: a Napoli si aggiungono Roma, Bari, Modena, Milano, Teramo e Cagliari. E si rapporta a un’iniziativa sostenuta con forza da Giannola Nonino, che la grappa e il povero Friuli ha nobilitato dagli anni Settanta, rendendoli famosi nel mondo. Ella ha fondato nel 2010 il Coro Manos Blancas del Friuli, dopo aver premiato quello originario, del Venezuela, creato da Claudio Abbado per permettere a bambini e adolescenti portatori di handicap di interagire e integrarsi con orchestre e cori di qualsiasi genere e livello.

Per l’Edizione 2022 (Quarantacinquesimo anno + Due) il Nonino ha preso in prestito – caparbio impegno programmatico – le parole del giurato Peter Brook: “Dante ha parlato di perdersi in una selva selvaggia dove la diritta via era smarrita. Quando ha scritto queste parole erano già una metafora – oggi possiamo sentirle come una profezia perché il mondo intero si è perso in una selva selvaggia. In questa oscurità, una candela a una finestra lontana può già dare speranza. Il messaggio profondo del Premio Nonino è che ogni barlume di luce è talmente prezioso che deve essere protetto, conservato, incoraggiato”.

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