Testo e foto di Camilla Fabbrizi, Ginevra Onori, Beatrice Ruzzo
Da dove, da quando/4

Amore alla Magliana

Prosegue con una storia che sembra d'altri tempi il racconto della vita e delle avventure al quartiere della Magliana di Roma fatto dai ragazzi del Liceo Montale

Cari lettori, siamo tornate con un nuovo racconto da condividere con voi, in particolare una storia che inizia circa quarant’anni fa e che ci è stata raccontata dai suoi protagonisti, in una giornata nebbiosa, seduti intorno al loro tavolino di mogano.

Ore 16.48, che abbia inizio la nostra nuova avventura.

1983. Daniela è una ragazza libera, le sono sempre piaciute le cose semplici fin da bambina, l’indipendenza prima di ogni cosa; ed è per questa ragione che decide a poco più di vent’anni di andar via da casa dei genitori a Piazza dei Navigatori e va ad abitare in un appartamento piccolo, ma allo stesso tempo molto accogliente, nella zona centrale del quartiere di Magliana, a Via dell’Impruneta 132, dove avevano da poco costruito le prime palazzine vicino al Tevere.

Una casa che, sebbene tanto desiderata dalla giovane Daniela, di fatto viene poco abitata: lei ci va solo per dormire, mangiare, lavarsi. La sua vita è centrata sul lavoro, che le occupa la maggior parte del tempo, e i pochi momenti liberi li trascorre con i suoi amici, che però non abitano a Magliana, e molto spesso torna a casa molto tardi.

La determinazione è sempre stata la colonna portante della sua esistenza, lo ha dimostrato fin dalle prime notti in cui si è ritrovata a dormire completamente sola lontano dal suo ambiente originario, senza mai cedere alla tentazione di abbandonare i suoi progetti personali.

Daniela però non si sarebbe mai immaginata che, proprio grazie al suo lavoro, quello che le aveva permesso di abitare da sola, avrebbe incontrato l’amore della sua vita, il suo futuro marito e padre delle sue due figlie, Paola e Alessia.

Luciano la colpisce da subito per i suoi occhi affascinanti, è un giovane ragazzo quasi suo coetaneo, che lavora come funzionario presso il Comune di Roma nella sezione del Dipartimento al Patrimonio Mobiliare sul Lungotevere Tor de’ Cenci, davanti all’Isola Tiberina.

Il destino aveva voluto fortemente questo incontro, tanto che gli permise di poter star insieme fin da quando i loro cuori avevano catturato reciprocamente l’essenza l’uno dell’altro.

I primi tempi si vedono nell’abitazione di Daniela a Magliana: Luciano viveva ancora nel quartiere Ardeatino sotto Piazza dei Navigatori con la sua famiglia.

1987, è l’anno in cui coronano ufficialmente il loro amore, sposandosi e andando definitivamente a convivere.

Solo un anno dopo il matrimonio decidono di ampliare il loro amore: come frutto di quel forte sentimento nasce nel 1988 la loro prima figlia, Paola, che dona ai due innamorati la gioia di diventare genitori, e arriva il quel nido alla Magliana che Daniela e Luciano hanno reso ancora più accogliente.

La piccola bambina porta allegria nelle loro giornate piene e inevitabilmente li rende molto più impegnati: conciliare il lavoro e le giuste attenzioni alla figlia richiede un grande sforzo, specialmente perché Paola (ce lo racconterà lei stessa in seguito) manifesterà dei seri disturbi motori, ma loro sono felici, e questa è la cosa più importante.

La vita in tre è appagante, ma Paola si sente spesso sola ed esprime il desiderio ai suoi genitori di donarle una sorellina o un fratellino; e così nel 1992 il sogno si avvera e nasce Alessia, la loro seconda gioia.

Qualche tempo, la famiglia decide di cambiare abitazione, si trasferiscono in una nuova casa sempre nel quartiere Magliana: Daniela conosce molto bene la zona, frequentandola da anni e Luciano si sta ormai abituando a una realtà residenziale totalmente diversa da quella alla quale era sempre stato abituato fin da bambino, non conoscendo nemmeno l’esistenza del luogo prima di andarci a vivere.

Nonostante la zona a un primo sguardo non fosse particolarmente fastosa e le voci che circolavano riguardo le persone del quartiere non fossero positive, loro non si lasciano influenzare, perché, anche se la Magliana non veniva apprezzata, Daniela e Luciano pensano che si tratti di giudizi frettolosi e infondati, e poi la Magliana ormai è diventata casa loro.

Decidono dunque di spostarsi nell’abitazione a via Pian Due Torri 45, che era appartenuta al fratello di Daniela, e di continuare a far crescere lì le loro figlie.

Durante l’infanzia di Paola e Alessia, frequentano la parrocchia a Via di Vigna Murata e piazza Certaldo, dove tutti i bambini si riuniscono il pomeriggio dopo la scuola per continuare a giocare insieme: la zona insomma è particolarmente popolare e sono tante le comodità legate alle strutture, tanto da riuscire a soddisfare tutte le esigenze di una famiglia.

E veniamo alla storia di Paola.

Paola ha voluto condividere una parte molto intima della sua vita; lei ha delle difficoltà motorie importanti, che spesso le comportano l’utilizzo di una sedia a rotelle per facilitarla nei movimenti.

Paola però non ha mai vissuto tutto questo come un qualcosa che la rendesse inferiore agli altri.

Fin da quando era giovanissima ha frequentato il quartiere con assiduità, usciva solitamente con il suo gruppo di amici e la sorella; aveva circa 13 anni quando iniziò a passeggiare anche di sera nel periodo estivo, quando il caldo era ancora piacevole e non ricorda di aver mai ricevuto avance indesiderate, anzi si è sempre molto divertita.

Ci racconta inoltre di non aver ricevuto pesanti prese in giro dovuto al modo in cui a volte camminava: poteva capitare talvolta di incontrare qualche ragazzino un po’ superficiale che al posto di osservare il suo bellissimo viso, si divertiva a chiamarla papera per il modo in cui posizionava i piedi.

Paola però non ricorda la sua adolescenza come un periodo triste, non ricorda discriminazioni anzi ritiene che crescere in un quartiere così popolare le abbia permesso di dimostrare la sua personalità e bellezza senza maschere; la Magliana era un quartiere così tanto vario e misto, fatto da persone così differenti che le diversità incuriosivano e non venivano giudicate.

I suoi genitori invece non sono mai riusciti a sviluppare amicizie che nel tempo si rivelassero significative: durante l’adolescenza delle ragazze hanno perso i rapporti con i genitori dei compagni delle elementari e delle medie.

Preferiscono spostarsi in altre zone di Roma per incontrarsi con gli stessi amici con cui avevano vissuto la giovinezza, soprattutto da quando le ragazze hanno terminato gli studi liceali e iniziato l’università. Hanno mantenuto rapporti saldi solo con la loro storica vicina a Via dell’Impruneta, Elena Ubaldi, con cui hanno sempre un bellissimo legame.

Ci si potrebbe allora chiedere, se non hanno mai sviluppato amicizie significative perché non hanno scelto di cambiare casa e avvicinarsi alla zona frequentata dai loro amici nel momento in cui le loro figlie sono cresciute? Daniela e Luciano risponderebbero con poche parole, direbbero che quel quartiere così tanto discusso anche con il passare degli anni a loro non ha mai provocato problemi e gli ha sempre permesso di vivere una vita dignitosa e felice.

Ritengono che sia stato un buon ambiente dove far crescere le loro figlie, ma avrebbero tanto voluto una più ampia zona verde che alla giovane Daniela è tanto mancata; se le chiedessero come poter migliorare un quartiere popolare e popoloso come la Magliana, consiglierebbe semplicemente di dare nuova vita a quei centri sociali abbandonati troppo velocemente.

Sua figlia Paola condivide il suo pensiero, lei ha una meravigliosa passione per i libri e desidera che un giorno venga aperta una piccola libreria, le basterebbe anche solo una biblioteca.

Non si capacita come in un quartiere così ricco di negozi, supermercati e farmacie, manchi solo una libreria, un luogo che abbia la capacità di trasmettere la bellezza della cultura.

Paola lavora come archivista nella Rai, ma il suo desiderio, nascosto come un petalo di rosa da proteggere, è proprio quello di seguire questo progetto.

Paola crede in questo quartiere, crede in un futuro migliore, molto probabilmente perché prima di lei ci hanno creduto Luciano e Daniela.

Siamo giunte al termine di questa nuova storia.

Cari lettori, speriamo che vi appassioni proprio come ha appassionato noi.


Nella fotografia in alto a sinistra, Beatrice Ruzzo ritratta da Agnese Bacci; in quella in alto a destra, Camilla Fabbrizi fotografata da Ginevra Onori; qui sopra a sinistra, Ginevra Onori fotografata da Camilla Fabbrizi

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