Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Dormi, sogna, vola

Novalis, uno dei grandi romantici, conosce lo «shakespeariano svelamento del vero», unica possibilità di accesso alla realtà che si rivela nel tempo del sonno. Questi versi, visionari e semplici, esaltano «l’incanto del silenzio che si traduce in suono»

Novalis è capace di cantare, qui e in ogni suo verso, l’incanto del silenzio che si traduce in suono, il mistero magico elementare della poesia. I sogni a cui si riferisce non sono quelli generici, che un rude luogo comune perdurante da Aristofane vede come evasioni dalla realtà, o immagini false e ingannevoli della stessa. Novalis è uno dei grandi romantici, come Coleridge e Keats, sa perfettamente che cosa sia il sogno: visione, shakespeariano svelamento del vero, unica via per la comprensione della realtà. Ma è poeta unico nella fusione di visionarietà onirica e fanciullesca semplicità, il suo romanticismo cristiano, diverso da quello folgorante e sapienziale, e lancinante di Coleridge, crea immagini, situazioni e versi di quiete, di pace immediata e atemporale. Un romanticismo dolce, potentemente lenitivo, animato dalla Bellezza.

 

 

 

 

 

 

 

Non odi come le fonti mormorano

Non odi come le fonti mormorano,
come stride il gallo non odi?
Silenzio, silenzio, siamo in ascolto,
beato chi muore immerso nei sogni.
Beato chi si culla sulle nuvole,
la luna gli canta la ninnananna,
come beato spiccherà il volo
chi a cui il sogno muove l’ala,
e nell’azzurra distesa del cielo
astri come fiori coglie:
dormi, sogna, vola, presto
ti sveglierò, colmo di gioie.

Novalis

Traduzione di Roberto Fertonani

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