Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Il mistero di Herbert

Invocazione a una “entità” superiore, la chiama “Natura” il poeta metafisico inglese riscoperto da Eliot… La sua identità però resta celata, ma certo, chiunque sia, è capace di rigenerare, conquistare roccaforti, levigare i cuori induriti…

George Herbert, nato nel 1593, morto a quarant’anni, età non così prematura e sconvolgente a quei tempi e in quel paese, è uno dei poeti metafisici inglesi riscoperti da Eliot. Davvero notevole l’invocazione a un essere la cui identità ci sfugge, ma permeato di amore, capace di domare il cuore del poeta, essendo capace di conquistare roccaforti. Ma ci sfugge chi sia, e che cosa chieda il poeta, se intitola la lirica Natura: è la roccaforte da conquistare e abbattere, o il regno cui appartiene l’essere invocato? Léviga il mio cuore, lo invoca, che è invecchiato e spento. Rigenerami, rifammi ardente. Non mi basta un cuore diventato pietra, capace solo di tenere nascoste le mie ceneri.
Efficace la traduzione di Roberto Sanesi, che mantiene il mistero e la metrica originalissima, che anticipa di quattro secoli il verso libero novecentesco. Ma il mistero ci sfugge. Fortunatamente ho appreso da Salvatore Marradi, poeta appartato che non ho mai incontrato di persona, ma che mi scrive spesso, ed è noto ai nostri lettori, che sta lavorando su Herbert e su alcuni metafisici per alcune delle sue poesie prese da altri e fatte proprie, senza considerare la lingua originale. Sento che saranno nuove e, forse, svelanti.

 

 

 

 

 

 

 

Natura

Pieno di ribellione vorrei morire,
O combattere, viaggiare, negare
Che tu abbia nulla a che fare con me.
Oh, doma il mio cuore,
È la tua arte maggiore
Quella di conquistare roccaforti.

Se tu permetterai a questo veleno
D’annidarsi, operare, esalare
In suggestioni, allora la mia anima
Si muterà in bolle d’aria,
Per sua natura svanirà in vento,
E renderà un inganno la tua opera.

Oh, lèviga il mio cuore così ruvido, incidilo
Con la tua sacra Legge e con la tua paura,
O fammene uno nuovo, perché il vecchio
Non ha più linfe,
È diventato pietra che si addice
Più a tenere nascoste le mie ceneri, che a sostenere te.

George Herbert
Traduzione di Roberto Sanesi

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