Ida Meneghello
Il cinema de laMeneghello

Il corto perfetto

Non perdetevi “An Irish Goodbye”, il corto di Tom Berkeley e Ross White che ha vinto il premio Oscar di quest'anno. Una storia dark che gioca con la morte per fare un inno alla vita

Per una volta lasciamo i lungometraggi ed entriamo nel territorio dei corti. An Irish Goodbye ha vinto l’Oscar 2023 per il miglior cortometraggio e di per sé il premio, viste le scelte effettuate da anni dall’Academy, non ne garantirebbe il valore. Ma stavolta la statuetta è davvero meritatissima, perché il corto firmato da Tom Berkeley e Ross White riesce a commuovere lo spettatore con 23 minuti di leggerezza e di grazia, cinema allo stato puro.

La pellicola evoca fin dalla prima inquadratura – una strada di campagna immersa nella nebbia, un filo spinato con attaccato un ciuffo di peli di pecora – le atmosfere di The Banshees of Inisherin, Gli spiriti dell’isola di Martin McDonagh uscito nel febbraio scorso. La macchina da presa inquadra in primo piano il corpo di un coniglio morto sull’asfalto, sembra la premessa di un dramma. Invece basta l’inquadratura seguente – un’auto con tre uomini vestiti a lutto: al volante un prete, un passeggero tiene tra le braccia un’urna cineraria, il prete suona il clacson al coniglio morto che ovviamente non si sposta – per capire che la pellicola virerà subito verso l’umorismo dark di una storia che ha certamente a che fare con la morte, ma ancora di più con la vita.

Protagonisti sono due fratelli, Turlough e Lorcan (il minore, con la sindrome di down), tornano dal funerale della madre alla fattoria di famiglia accompagnati da Padre O’Shea. Il prete rivela che la madre ha lasciato una lista di cose che avrebbe voluto fare prima di morire, ma al fratello maggiore non interessa. La tensione tra i due uomini è fortissima: Turlough vorrebbe liberarsi del fratello affidandolo a una zia e vendere la fattoria per iniziare una nuova vita, Lorcan vorrebbe restare. Gli scambi di insulti vengono interrotti dalla lista dei desideri materni che Lorcan si è procurato: accetterà la decisione del fratello maggiore se si impegnerà con lui a realizzarla.

La sequenza infinita dei 100 desideri è esilarante: dal Tai Chi alla pittura, dal volo in mongolfiera agli spinelli, fino al paracadutismo che provocherà la rottura dell’urna. È il desiderio n. 99. Ed è solo allora che si scopre che la lista, mai consegnata dal prete, è stata inventata da Lorcan per poter prolungare il tempo insieme al fratello, per poter ricostruire quella famiglia che la morte della madre ha spezzato. Il desiderio n. 100 sarà la speranza di poter ricominciare insieme, nonostante tutto. Se trovate una sala dove è ancora possibile vedere questo Arrivederci irlandese non perdetelo.

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