Roberto Mussapi
Every beat of my heart

«Quando è sorriso, ha fine ogni miseria»

I versi di William Blake tradotti da Ungaretti restituiscono la maestria sapienziale del poeta londinese. Una poesia così semplice da diventare istinto. Una poesia che qui dice del «sorriso dei sorrisi», quello che è stato di Maria col bambino e di Beatrice...

La grandezza di William Blake consiste principalmente nel creare una poesia sapienziale (cioè da mago, da sapiente discendente del Magi dell’Epifania), e simultaneamente semplice, così semplice da diventare (processo alchemico, in poesia e non solo), istintiva. 
Grazie anche alla traduzione di Ungaretti, che spezza il canto paraprimigenio di Blake, leggiamo una straordinaria poesia sul sorriso. Mistero, da sempre: le dee greche accennano un enigmatico sorriso, e la pittura italiana del Quattrocento svela un tenero, mite, inarrivabile sorriso in Maria, quando ha il bambino… e il sorriso della donna dei poeti stilnovisti, quello celestiale di Beatrice, e la Gioconda…
Blake comprende tutto, e anche il sorriso ingannevole, il sorriso della seduzione, non inganna, non impedisce la presenza del vero sorriso, che penetra nelle ossa e nelle carni, che benedice la mente e il corpo, dalla culla alla fossa, e a ogni miseria pone fine.

Il sorriso

C’è un sorriso d’amore,
e c’è un sorriso della seduzione,
un sorriso c’è dei sorrisi
dove s’incontrano quei due sorrisi.

C’è un aggrottamento dell’odio,
e c’è un aggrottamento di disdegno,
ed un aggrottamento c’è degli aggrottamenti
di cui invano tentate di scordarvi,

poiché a fondo nel profondo del cuore penetra,
e affonda nelle midolla delle ossa-
e mai nessun sorriso fu sorriso,
ma solo quel sorriso solo.

Sorriso che dalla culla alla fossa
sorridere si può una volta sola;
quando è sorriso,
ha fine ogni miseria.

Willam Blake

Traduzione di Giuseppe Ungaretti

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