Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Il poeta che guarda

«Oggi dalla finestra… ho visto i bambini che tracciano un filo segreto… verso le loro future rive». Di attesa e di realtà è fatta la poesia di Loretto Rafanelli, e di incontri, di pietas ungarettiana, di devozione luziana. Anche in questa nuova raccolta

Attesa, realtà onnipresente nella poesia di Loretto Rafanelli, attesa fervida che sente e spera già il suo compimento. E l’attesa non è quella beckettiana, congenita e infinita, ma quella dinamica del viaggio, che intercorre tra tappa e tappa, fra treno e treno, visione e visione: «La notte imbruna le vie,/di un ultimo accenno,/ fianco a fianco leggiamo/ il libro delle attese,/ il cadere del tempo cinge d’assedio/ orizzontale i respiri…». La notte fa brune le vie e ci inizia all’incanto, alla quiete nel continuo muoverci nel mondo, narra nei suoi versi compassionevoli questo poeta della mia generazione, poeta di razza, nel suo libro appena uscito, A ogni stazione del viaggio.
Il viaggio, le attese, e, consequenzialmente, l’incontro: questo, come i precedenti di Rafanelli è un libro di incontri. Ma non si tratta di incontri casuali, di Occasioni. Sono cercati, in una continua sommessa preghiera.
Qui, il poeta Rafanelli, cultore (sacrosantamente) di Luzi, rivela il suo naturale tremore ungarettiano, la sua attesa non è soltanto il brivido dell’incontro in ogni stazione del viaggio, ma un guardare dal vetro, sulla strada, nel mese pensoso e raccogliente di ottobre. E, con la pietas commossa di lezione ungarettiana, osserva, i vecchi, i bambini che stanno tracciando inconsciamente la scia del loro futuro, il popolo oltre il vetro della finestra, il mondo amato.
Le cose hanno bisogno degli occhi, le persone hanno bisogno degli occhi, il poeta guarda, non per descrivere ma per comprendere nel proprio braciere, e raccontare, trasformato, quello che in quell’incanto alla finestra fu il mondo visibile.

Dalla finestra

Oggi dalla finestra ho contato
le persone, le auto
e gli autobus,
ho visto i bambini
che tracciano un filo segreto
dalla scuola verso le loro future rive,
ho osservato i passi incerti
dei vecchi e vedo i rivoli
di pioggia che spinano ottobre
già invaso dal freddo.
E avverto i respiri delle donne
bagnate d’oro e quel selciato bianco
di chi è già ombra. Le inerzie
dei miei sguardi vanno verso l’accadere
del mare vuoto ormai di giochi
dei bimbi, nel silenzio gonfio
d’erba bagnata dell’autunno arreso
all’orizzonte. E ora sono aggrappato
alla luce tiepida di questa finestra,
sospeso tra il fruscio dell’attesa
e l’oscillare perpetuo del vento.

Loretto Rafanelli

Da A ogni stazione del viaggio, Jaca Book, 2021

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