Roberto Mussapi
Every beat of my life

Le visioni del poeta

William Wordsworth nel viaggio in Italia resta deluso dal Monte Bianco, gli pare «senz’anima», diverso da come lo aveva immaginato. Poi la «valle stupenda di Chamonix» lo riconcilia con la realtà. Gli pare che lì sia il segreto dell’universo

William Wordsworth, uno dei poeti inglesi del Romanticismo, autore delle famose Ballate lirichecon S. T. Coleridge, nel lungo e fascinoso poema Il preludio,narra in versi trascinanti un’iniziazione alla vita attraverso la poesia. Qui un ricordo dell’autore, poco più che adolescente, nutrito di sogni romantici che avevano nel Grand Tour, nel viaggio in Italia, un mito importante. E se per altri, Byron, Shelley, l’Italia era principalmente mare, costa, lucentezza di vento e sole mediterranei, qui il poeta inglese evoca un altro sogno dei suoi consimili, la montagna, luogo di ascesa verso l’infinito, e, specificamente, le Alpi.
Non solo: qui addirittura il loro sovrano, il Monte Bianco, la cui vetta, vista per la prima volta, delude rispetto al sogno che l’immaginazione aveva creato: a quel tempo, prima non solo di Internet, della televisione, ma anche della fotografia, l’unica visione di luoghi lontani e mitici era l’immaginazione. (Per la poesia è lo stesso anche ora, e da sempre, l’immagine riprodotta diviene elemento della realtà, suggeritrice di visioni e ispirazioni.) Ma il Monte Bianco delude il giovane aspirante poeta, per l’idea eccessivamente astratta con cui lo aveva immaginato.
La realtà concreta ripristina il senso della vita: la valle stupenda di Chamonix presenta il miracolo della natura non in relazione a quanto era stato sognato, ma soltanto rispetto a ciò che è, ciò che è stato creato. È il mondo a creare meraviglia, non il poeta a cercarla. Il poeta resta incantato, ne prende atto. Le stagioni coincidono. In quella valle è dipinto il segreto dell’universo.

Quel giorno per la prima volta

vedemmo la sommità del Monte Bianco, e ci rattristò

di avere davanti agli occhi un’immagine senz’anima

che usurpava un pensiero vivente, ormai

per sempre cancellato. La valle stupenda

di Chamonix, all’alba successiva,

con mute cateratte e fiumi di ghiaccio,

immoto spettacolo di onde potenti,

cinque fiumi larghi e vasti, ci ripagò

ampiamente, e ci riconciliò alla realtà:

qui gli uccelli cinguettano da alberi fogliosi,

l’aquila si innalza nel suo elemento,

qui il mietitore lega le spighe gialle,

la fanciulla sparge il mucchio di fieno al sole,

mentre l’inverno procede come un leone domato,

e scende dai monti per dilettarsi

fra i casolari presso le aiole fiorite.

William Worsworth

Da William Wordsworth, Il preludio, Oscar Mondadori, 1990, traduzione di Massimo Bacigalupo

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