Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Assoluto elementare

In “Poemetti della sera” Aldo Nove pone le domande fondamentali sull’esistenza con la semplicità del bambino. «Versi di nudità prima», li definisce Roberto Mussapi, che ci rendono più familiare il mistero

Dai suoi Poemetti della sera, usciti ora da Einaudi, una poesia breve, mirabile di Aldo Nove. Conclude un libro intenso e nuovo, di composizioni più ampie, sui fondamentali dell’essere. Chi siamo, da dove veniamo, la madre, la nascita, il luogo, c’è Dio? Domande elementari, a cui rispondono versi che sanno essere elementari anche nella rima baciata, così facile, scontata, in generale, che solo ardire e conoscenza ne consentono il rischio all’autore. Non mancano scrittori di filastrocche, baciatissime come cantautoriali, ma ove la poesia è un’aspirazione quando non un’autoillusione.
Qui no, Aldo Nove riesce a esprimere giocosamente la ricerca dell’uomo che nel suo essere bambino in realtà sta cercando Dio, e, in quel dio birichino, il mistero.
Versi di nudità prima, nella cui immediatezza fanciullesca non appare il finissimo lavoro dell’artefice: questa naturalezza che ha metabolizzato l’arte è una conquista. Il “bambino “rima con “ nascondino” il “sé stesso” con “adesso”: momenti fluttuanti, effimeri, in cerca di un’altra dimensione. Una ricerca scavante e dolorosa che diviene felice e leggera nel verso, questa di Aldo Nove, un segnale positivo per la poesia e non solo.

 

Dio

O sono un bambino

che gioca a nascondino

con Dio, cioè con se stesso.

Sono l’adesso.

 

Sono l’ombra di un cipresso,

le nuvole che ne tracciano le forme.

Sono le vostre orme.

Sono ovunque camminiate.

Sono le stagioni passate

e le future.

 

Sono le vostre avventure.

Le vostre paure.

 

Io sono un bambino

che gioca a nascondino

con Dio, cioè con sé stesso.

Sono l’adesso.

Aldo Nove

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