Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Un soffio in nulla

Così il grande Rilke definisce il canto che sgorga, irrinunciabile, dall’uomo poeta. Non brama, non desiderio, ma prana, essenza della vita che è respiro, alito, vento, spirito…

Sommo poeta moderno, Rilke è la prova che quello di Orfeo non è un mito letterario ma un mito reale, e vivent che si trasmette di poeta in poeta, in obbedienza a una necessità congenita in ogni uomo, quand’anche inconsapevole. Qui nella memorabile splendida versione di Giaime Pintor. Come può un umano, uno che non sia un dio, seguire la lira di Orfeo? Il dio Apollo, equilibrio, perfezione astrale, non ha altari dove si incrociano le vie, poiché sono quelle del cuore, intracciabili. Il canto del poeta quindi non è brama, desiderio, ma coincide con il suo stesso esistere. L’essenza della poesia non è cercare qualcosa, ma essere, pienamente. Facile per un dio. Ma per un uomo? Il poeta è un uomo. Cogliere, allora, il segreto della poesia: cantare è un soffio, il poeta “docile fibra dell’universo”, come canta Ungaretti, la sua opera “and out of nothing, a breathing”, “e, dal nulla, un respiro”, con Ezra Pound. Sì, chiude Rilke, “un soffio in nulla. Un calmo alito. Un vento”.

 

Un dio lo può. Ma un uomo, dimmi, come

potrà seguirlo sulla riva impari?

Discorde è il senso. Apollo non ha altari

all’incrociarsi di due vie del cuore.

 

Il canto che tu insegni non è brama,

non è speranza che conduci a segno.

Cantare è per te esistere. Un impegno

Facile al dio. Ma noi, noi quando siamo?

 

Quando astri e terra il nostro essere tocca?

O giovane, non basta se la bocca

anche ti trema di parole, ardire

 

nell’impeto d’amore. Ecco, si è spento.

In verità cantare è altro respiro.

È un soffio in nulla. Un calmo alito. Un vento.

Rainer Maria Rilke

(Da Rainer Maria Rilke, “Poesie”, traduzione di Giame Pintor, Einaudi, 1942)

 

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