Luigi Saitta
Un libro-intervista alla Maraini

Etica di Dacia

Rivela molto non solo della vita ma anche dell’opera dell’autrice di “Marianna Ucrìa” il volume che Joseph Farrell le ha dedicato. Un colloquio fruttuoso che non perde di vista l’impegno “dalla parte delle donne” a cui la scrittrice si è da sempre dedicata. Oggi più che mai necessario

Capita di rado, anche per chi segue da tempo saggi letterari o si occupa di analisi critiche, di imbattersi in un libro che ti prende, che ti conquista sin dalla sua introduzione. Ci riferiamo all’opera di Joseph Farrell, professore emerito di Italianistica presso la Strathclyde University di Glasgow, nonché autore di numerosi studi dedicati alla cultura siciliana e alla storia del teatro in Italia. Il libro in questione è La mia vita le mie battaglie. Dacia Maraini (Della Porta Edizioni, Pisa). Una lunga, approfondita, appassionata (e appassionante ) intervista la scrittrice, autrice di romanzi, racconti, poesie, saggi, testi teatrali tradotti in oltre venti Paesi. Non a caso Dacia Maraini è la scrittrice italiana più tradotta nel mondo.

Emerge dal libro una vita intensa, vissuta dalla Maraini in tutte le sue varie e complesse e talvolta dolorose sfaccettature. Dal campo di prigionia in Giappone, agli anni trascorsi in Sicilia, a Bagheria, al suo amore per il padre, l’etnologo Fosco Maraini, alla vicenda sentimentale che l’ha legata ad Alberto Moravia, agli esordi letterari a Roma. E in filigrana compaiono tutti i suoi personaggi, da Marianna Ucrìa a Santa Chiara di Assisi, da Maria Stuarda a Madame Bovary. Le parole, gli scritti di Dacia Maraini sfidano i pregiudizi, i luoghi comuni per assurgere a emblema di una vita “diversa”, mai banale, vissuta da nomade, «non solo perché – rileva sapientemente Farrell – è spesso in viaggio, ma anche perché la sua curiosità insaziabile e la sua immaginazione irrequieta le conferiscono una qualità che definirei nomadismo etico».

Un libro che tutti dovrebbero leggere, che sa immergere il lettore nell’universo letterario di Dacia Maraini, scrittrice, come lei stessa ama definirsi “dalla parte delle donne”. Ma, al di là della protagonista, e delle sue battaglie, vanno menzionate, nell’introduzione al libro, le parole di Joseph Farrell: «Dacia Maraini è una scrittrice impegnata, in quanto appartiene alla casta degli scrittori scomodi e tenaci, i quali si impegnano, in modo ostinato, per migliorare il mondo in cui vivono. Questo tentativo di capovolgere i capisaldi tradizionali è parte essenziale del compito più urgente che deve affrontare l’umanità occidentale, cioè quello di forgiare un Umanesimo nuovo e creare un nuovo contratto sociale. Quello tradizionale è logoro, disprezzato, inadeguato e forse troppo legato a valori non più idonei ai bisogni del mondo di oggi. Quello nuovo deve essere fondato su una visione etica diversa, incorporare una gerarchia di valori alternativi, avere a cuore il femminismo».

Parole da sottoscrivere, parole che sono in piena sintonia con la personalità, l’impegno e tutta la produzione letteraria di Dacia Maraini, scrittrice «scomoda e tenace».

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