Giordana Marsilio
Dal prossimo 22 giugno

Cyfest, l’uomo 2.0

Alla Reggia di Caserta torna il Cyfest, la rassegna d'arte dedicata al rapporto tra uomo e tecnologia curata da Anna Frants, Elena Gubanova e Isabella Indolfi

«La civiltà sta producendo macchine che si comportano come uomini e uomini che si comportano come macchine» sosteneva lo scrittore Erich Fromm nel 1955 in Psicanalisi della società contemporanea. L’uomo di oggi è davvero tanto lontano da questa affermazione? Proprio su quanto la tecnologia incida sulla vita odierna dell’essere umano riflette il festival Cyfest che si terrà alla Reggia di Caserta dal 22 giugno al 1 luglio. La rassegna è arrivata alla sua undicesima edizione e la curatela è stata affidata a Anna Frants, Elena Gubanova e Isabella Indolfi.

La manifestazione nasce in Russia da Cyland Media Art Lab, un’organizzazione con sede a San Pietroburgo e New York che vede la luce nel 2007. Il tema di quest’anno è Weather Forecast: Digital cloudiness (Previsioni del tempo: Nuvolosità digitale). L’idea è quella di unire il mondo dell’arte alla realtà tecnologica, in particolare di ragionare su come l’uomo cerchi, tramite le tecniche moderne, un controllo sul mondo esterno, banalmente, ad esempio, cercando di prevedere il tempo e affermare il proprio dominio sulla natura.

Infatti, Cyfest ha un duplice compito. Da una parte quello di esplicitare la necessità dell’uomo 2.0 di trovare un luogo di riflessione nel quale interrogarsi sul ruolo della tecnologia nella sua quotidianità, dall’altra parte ha permesso di creare collaborazioni artistiche tra paesi diversissimi tra loro, avvicinando così creatività e modi di porsi differenti per un unico scopo: la ricerca artistica legata a quella scientifica. Sono stati, quindi, creati ponti di scambio tra Giappone, Canada, Finlandia, Brasile e molti altri paesi ancora e per la prima volta la rassegna arriva nel nostro paese proprio in occasione dell’anno della cultura russa in Italia e collega di fatto la Reggia di Caserta con The State Hermitage Museum di San Pietroburgo.

Per l’evento interverranno 13 artisti italiani e russi che hanno realizzato istallazioni interattive, video proiezioni, sculture e istallazioni dedicate al tema dell’intelligenza artificiale.

La spettacolarità dell’evento non risiede solamente nella tematica innovativa, ma anche sul fatto che il festival si svolgerà in un luogo antico e storico come la Reggia di Caserta, nelle cui stanze barocche il futuro avrà luogo con l’inaugurazione che si terrà il 22 giugno dalle 16 alle 19. Ad esporre saranno Anna Frants, Donato Piccolo, Alexandra Dementieva, Licia Galiziae Michelangelo Lupone, Elena Gubanova e Ivan Govorkov, Franz Cerami, Matilde De Feo e Max Coppeta, Daniele Spanò, Aleksey Grachev e Sergey Komarov, Maurizio Chiantone.

Nel discorso artistico si è sempre riflettuto sul ruolo della scienza e delle tecnologie nella vita dell’uomo e se questa possa sostituire realmente il contatto umano. Esempi sono film degli ultimi anni come il film Her (Spike Jonze, 2013) che rappresentava il legame intimo, se non amore, di un uomo con un sistema operativo del computer e sulla stessa scia si muoveva Ex Machina (Alex Garland,2016).

Prima l’uomo inventava, cercava, superava i propri limiti per crearsi una vita sempre più semplice e comoda, basti pensare all’invenzione dell’auto, del computer o di elettrodomestici come lavastoviglie o l’aspirapolvere. Oggi, però, ogni giorno di più, non è più la macchina che cerca di assomigliare all’uomo ma siamo noi essere umani che tentiamo di avvicinarci ad una perfezione meccanica e distopica, volendo avere tutto sotto controllo con GPS o apps di ogni tipo. L’uomo moderno si è trasformato in un homo faber, come lo descriverebbe Max Frisch. E allora, proprio in questo contesto sociale, è necessaria l’arte e il dibattito che unisce quest’ultima con l’uomo e la tecnologia.

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