Paolo Bonari
Di aria elettorale

La botte vuota

Il celebre "vogliamo tutto" è stato più recentemente tradotto in "la botte vuota e la moglie sobria": sarebbe a dire la pretesa di ottenere diritti da XXI secolo e tutele sul lavoro da XIX secolo

All’estrema sinistra, a sinistra della sinistra, insomma quasi a destra, l’opposizione forsennata alle riforme “renziane” – cosiddette e perciò deprecabili, ma ispirate ai principi di un socialismo liberale che, nella storia italiana, era stato costantemente minoritario – è stata condotta a testa bassa e senza riflettere laicamente sul profondo rinnovamento di cultura politica che ha finalmente interessato il Partito Democratico: dopo aver attraversato mille e più convegni a tema, dopo aver apprezzato e applaudito mille e più editoriali pensosi, la figura inusuale di Matteo Renzi ha costituito lo sbocco di un pensiero anch’esso inusuale e non tanto frequentato, nella storia del progressismo novecentesco.

Adesso, mentre persino i più sfegatati anti-renziani riescono – a bocca strettissima – a riconoscere i risultati raggiunti sul terreno dei diritti civili, ciò che si pretende a gran voce è un’inversione a U per quanto riguarda la legislazione sul lavoro, cioè l’abolizione stessa del Jobs Act. Sarebbe più interessante, però, raccontare tutta la storia, vale a dire la storia della sinistra del secolo scorso, la quale, se ha permesso che le classi svantaggiate potessero accedere agli spazi della democrazia e al riconoscimento dei propri diritti sui luoghi di lavoro, ha altresì trascurato le battaglie per l’affermazione delle libertà dell’individuo, per lungo tempo equiparate a meri lussi borghesi.

Per coloro che ambiscano a sorpassare l’immagine caricaturale di un Renzi pasticcione e piacione, si propone un’immagine, un disegno complessivo: si vedrà che l’applaudita “legislatura dei diritti” è stata tale perché è andata di pari passo proprio con il Jobs Act, procedendo in una direzione di marcia che ha tenuto assieme la ricomposizione dei diritti sociali e l’estensione di quelli individuali. Riportare indietro le lancette degli uni comporta che anche quelle gli altri comincino piano piano a retrocedere, fino ad arrivare alla condizione perfetta per ogni sinistra-sinistra-destra: la botte vuota e la moglie sobria, come da bravi bacchettoni. Infatti, stiamo ancora aspettando che arrivi qualcuno a spiegarci perché essere più filo-sindacali, in particolare essere vicini al sindacato più ideologizzato, in questo specifico momento, in un passaggio storico in cui è da escludere che esso riesca a rappresentare gli interessi generali o quelli delle classi realmente subalterne, sia da preferirsi e da considerarsi come una scelta più progressista: dare ragione sempre e comunque alla Cgil non significa essere di sinistra, significa essere Susanna Camusso.

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