Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Intensità senza gioia

Nell’universo poetico americano il vero controcanto ai versi sontuosi, cosmologici di Walt Whitman, è la poesia gelidamente, tragicamente visionaria di Emily Dickinson. Poesia in bianco e nero, come un’interruzione del respiro, una visione che si dissolve nella retina…

È una delle voci con cui la poesia degli Stati Uniti d’America si impone, ormai matura, nel mondo. Il padre fondatore, e anche di più, è Walt Whitman. Concordo con la tradizione critica che accosta il grande Melville e i potenti Emerson, Thoreau e Hawthorne (credo un po’ sopravvalutato), a Whitman, in quello che venne definito “Rinascimento americano” (Matthiensen, ripreso da Pavese). Escludendone il pur talentuoso Edgar Allan Poe, che pare più un’originale propaggine d’Europa che una nuova realtà americana. Ma, soprattutto, se Poe è importante come narratore, specie nel racconto, in poesia diviene celebre per un poemetto straordinario, di fatto memorabile quanto bizzarro, The raven, Il corvo. Ma a parte questo piccolo capolavoro formale, non emerge nell’insieme la sua opera poetica.
Il vero controcanto ai versi sontuosi, cosmologici, omerici di Whitman, è la poesia gelidamente, tragicamente visionaria di Emily Dickinson. Al poema fluente della vita e del cosmo del bardo si contrappongono i versi vitrei e lampeggianti di visioni crude e assolute, scisse dal resto del mondo. Assolute, appunto. Raggelante senza crudeltà la sua poesia, ma anche senza compassione, come un’interruzione del respiro, o uno sguardo all’improvviso vitreo ma rivelatore. Questo suo Paradiso che appare come dal sogno oppiaceo di un imperatore tartaro, sorgendo dal nulla come il Palazzo d’estate di Kublai Khan, per poi scomparire, non ha però l’incanto fiabesco della visione orientale. Ma semmai la lancinante percezione ottica di una scena che si disfà alla retina, come l’illusione in certe sequenze del primo Bergman. Poesia di intensità assoluta, in bianco e nero, in cui il background protestante, pessimistico, non riesce a lenire la realtà della visione. Il Paradiso nato come una tenda, anticipato da una tenda. Poesia fondamentale, perforante, svelante, quella delle Dickinson. Ma senza gioia.

 

 

Emily Dickinson

Ho visto un Paradiso, come una tenda,

avvolgere i teli lucenti,

poi togliere i pali e scomparire

senza rumore d’assi

o di chiodi piantati, o falegname,

ma solo miglia di sguardo contemplante

fissando l’apparizione che svaniva

nel Nord America.

 

Nessuna traccia o indizio della cosa

che ci abbagliava, ieri,

né anello né prodigio,

uomini e fatti

scomparsi del tutto,

come rotta lontana degli uccelli

svela solo una tinta,

uno spruzzo di remi, un’allegria,

e poi per sempre inghiottita allo sguardo.

Emily Dickinson
(Traduzione di Roberto Mussapi)

 

Facebooktwitterlinkedin