Angela Di Maso
Ritratto d’artista

Finché c’è vita c’è Teatro

Licia Lanera: «Corri corri non ti fermare. E... resistenza, resistenza resistenza. Ecco le parole-chiave, gli ingredienti indispensabili per fare il mio mestiere. E a un giovane che volesse tentare l'impresa direi: guardati, studiati, comprendi quello che sei, cosa ti piace, quello che vuoi...»

Nome e cognome: Licia Lanera.

Professione: Regista e attrice della compagnia Fibre Parallele.

Età: 32.

Da bambina sognavi di fare l’attrice? Ho poche idee ma molto chiare e costanti. A 13 anni avevo già scelto di fare la regista e l’attrice.

Cosa significa per te recitare? Per me recitare è la modalità migliore che conosco per tenere a bada i miei demoni. Mentre dirigere è la modalità migliore che conosco per entrare in comunicazione con le persone, attori e spettatori.

Il tuo film preferito? Ce ne sono diversi, ma in questo momento mi viene in mente Le streghe. Un film a episodi di alcuni tra i maggiori registi italiani. Silvana Mangano è una protagonista straordinaria.

Il tuo spettacolo teatrale preferito? (Fatto da te o da altri). Uno degli spettacoli tra i più belli che abbia mai visto dal vivo è stato Giorni Felici di Beckett per la regia di Bob Wilson.

Qual è l’attrice da cui hai imparato di più? Non ho imparato da nessuna attrice, il mio rapporto con la recitazione è barbarico e sconclusionato, faccio un po’ come mi viene. Nessun esempio da seguire. Ma ci sono diverse attrici che amo molto.

Lanera 2Qual è il regista da cui hai imparato di più? Luca Ronconi, senza dubbio. Ha investito di luce il mio percorso di regista e di attrice.

Il libro sul comò? Lettere a Lucilio di Seneca. Quel libro è fisso lì, sul comodino. Ogni tanto leggo e rileggo una lettera. Mi aiuta nella ricerca dell’equilibrio.

La canzone che ti rappresenta? Suzanne nella versione italiana di Fabrizio De Andrè.

Descrivi il tuo giorno preferito. Qualunque cosa, purché sia fatto davanti al mare.

Prosecco o champagne? Moet & Chandon tutta la vita!

Il primo amore, lo ricordi? No. Credo di essermi innamorata a sei anni per la prima volta. A 8 anni già mi struggevo per amore! Sono stata una ragazza precoce.

Il primo bacio: rivelazione o delusione? Molto “cozzalo”, sia il bacio, sia il baciatore.

Strategia di conquista: Qual è la tua? Vado per sfinimento.

Categorie maschili che non ti piacciono? Gli spacconi, i sicuri di sé e i simpatici a ogni costo.

Classifica per sedurre: bellezza, ricchezza, cervello, humour. Cervello, cervello cervello, cervello. Funziona.

Il sesso nobilita l’amore? O viceversa? Non lo so. So solo che più se ne fa e meglio si sta.

Meglio le affinità elettive o l’elogio degli opposti? Solo elogiando due opposti si possono costruire delle vere affinità elettive.

Costretta a scegliere: cinema o teatro? Teatro.

C‘è qualcosa che rimpiangi di non avere detto a qualcuno? No, semmai il contrario. Parlo sempre troppo.

Shakespeare o Beckett? Shakespeare.

Qual è il tuo ricordo più caro? Non lo dirò neanche sotto tortura.

E il ricordo più terribile? Non lo dirò neanche sotto doppia tortura!

L’ultima volta che sei andata a teatro, cos’hai visto? Una performance più musicale che teatrale creata qui a Bari dagliiraniani Shoja Azari-Mohsen Namjoo-Shirin per il progetto Misteri e fuochi. Ho sentito dei canti meravigliosi, mi sono venuti i peli dritti. Bellissimo.

Racconta il tuo ultimo spettacolo… Il mio ultimo spettacolo si chiama La Beatitudine e racconta due storie che poi diventano una: da una parte una coppia in crisi che non riesce ad avere figli e vive con un bambolotto per sublimare la mancanza e una madre e un figlio disabile che hanno un’asfissiante convivenza. I quattro, nella loro ricerca ossessiva della beatitudine, entrano in connessione e poi in collisione tra loro mediante il sesso. È uno spettacolo sulla distruzione, sull’incapacità di costruire un futuro, sulla felicità usa e getta, sulla mancanza di coraggio a risolvere i problemi.

Perché il pubblico dovrebbe venire a vederlo? Perché parla della vita, e ci si ritrova e si piange e si ride, come nella vita, appunto.

Il mondo del teatro è veramente corrotto come si dice? Si dice così? Non era la tv? O la politica?

Come e dove ti vedi tra cinque anni? Alcuni eventi della mia vita mi hanno insegnato a non fare progetti a lungo termine. In questa società non ti è permesso. Meglio non illudersi.

La cosa a cui nella vita non vorresti mai rinunciare. All’amore.

Quella cosa di te che nessuno ha mai saputo (fino a ora). Che dormo con le calze anche d’estate?

Piatto preferito? Patatine fritte.

Quanto conta la bellezza per un’attrice? Credo molto.

lanera 3C’è parità di trattamento nel teatro tra uomini e donne? Non lo so. Io bacchetto tutti e tutti hanno un certo timore verso di me J Mi trattano benissimo.

Mai capitato di dover rifiutare un contratto? Ultimamente molte volte.

Di lasciarti sfuggire un’occasione di lavoro e di pentirtene subito dopo? Mai. Se ho rinunciato è stato perché non lo volevo io o non lo voleva il destino. Altro giro altra corsa.

Quale ruolo ti sarebbe piaciuto interpretare nel cinema? Ho questo rigurgito di adolescenza: Bridget Jones.

Quale ruolo ti sarebbe piaciuto interpretare in teatro? Quello che vorrò interpretare lo interpreterò.

Da chi vorresti essere diretta? Cinema: Sorrentino, Teatro: Latella.

Tre doti che bisogna assolutamente possedere per poter fare l’attrice. Resistenza resistenza resistenza.

Tre difetti che non bisogna assolutamente avere per poter fare questo mestiere. Non avere resistenza.

Cosa accadrebbe all’umanità se il teatro scomparisse? Finché ci sarà l’umanità ci sarà teatro. Per forza.

Gli alieni ti rapiscono e tu puoi esprimere un solo ultimo desiderio. Quale? Portare con me in prigionia i miei gatti.

La frase più romantica che ti sia capitato di dire in scena. C’è stato qualcuno nella mia vita, che mi ha capito. È durato il tempo del nostro sguardo all’ipermercato, al banco macelleria. Io ho invitato i suoi occhi blu a casa mia, ma non è mai venuto. E io sono stata tutta la serata, davanti alla tavola apparecchiata per due a ridere come una scema. Se ci penso mi viene ancora da ridere. Tengo conservata ancora la cena di quella sera nel freezer. Casomai ritorna, scongelo tutto. Io glielo perdonerei tutto questo ritardo. Da Mangiami l’anima e poi sputala, il nostro primo spettacolo.

La frase più triste che ti sia toccato di dire in scena. La stessa di prima.

Mai capitato di dimenticare una battuta? Che succede in questi casi? Infinite volte. Si va avanti con disinvoltura.

Cosa vorresti che la gente ricordasse di te? Il mio sorriso dentro e fuori scena.

Hai mai litigato con un regista per una questione di interpretazione del personaggio? Sì.

Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti? Ne posso scegliere due? Pazienza e temperanza.

Se potessi scoprire la verità su te stessa o sul tuo futuro, cosa vorresti sapere? Se sarò madre

Se sapessi di dovere morire, che cosa cambieresti nella tua vita? Nulla continuerei a fare come faccio.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su? Nulla. Al massimo deve passare un po’ di tempo, ma poi io scherzo pure sulle mie tragedie più profonde.

Progetti futuri? Continuerò questo lavoro su Orgia di Pasolini. Sulla vita sono in stand-by.

Un consiglio a una giovane donna che voglia fare l’attrice. Guardati, studiati e comprendi ciò che sei e quello che vuoi, che tipo di teatro ami, quali sono i tuoi autori preferiti, se vuoi fare l’accademia o scegliere una formazione alternativa. Una volta che hai chiara la scelta corri corri e non ti fermare. Se resisti ce la fai.

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