Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Il muro di Trump

Il magnate, che corre con i repubblicani per la Casa Bianca, fa il "Salvini made in Usa" contro i messicani. Obama gli risponde con più diritti grazie al via libero definitivo alla riforma sanitaria e al matrimonio tra persone dello stesso sesso

Quest’estate americana è inusuale. Certo non è calda per il clima che non accenna a diventare estivo, e neanche per l’inizio di una campagna elettorale per le prossime presidenziali che è cominciata in sordina almeno per i candidati tradizionali: Hillary Clinton e Jeb Bush, le due personalità più importanti che si scontreranno nel 2016. Da sponde opposte infatti appaiono ambedue un po’ sfuocati, fiacchi. Ma ci ha pensato Donald Trump che ha presentato la sua candidatura con il partito repubblicano a renderla bollente. Le sue affermazioni al fulmicotone hanno infatti riscaldato l’arena politica dopo che ha detto che i messicani sono nella maggior parte dei casi ladri, violentatori, portatori di droga e che il Messico manda negli Stati Uniti solo le persone che hanno un background criminale. È pertanto necessario, secondo lo stravagante miliardario americano, costruire un muro al confine tra i due paesi per proteggere gli Stati Uniti, muro che dovrà essere pagato dal Messico. Queste parole hanno infiammato la discussione politica.

Ad esse hanno reagito per primi gli stessi repubblicani raccomandando di tenere un basso profilo riguardo al problema proprio per attirare i voti dei latino americani. Ma Trump non solo non intende scusarsi o rettificare le sue affermazioni, ma alla richiesta di Jeb Bush di moderare i toni ha risposto che per lui è quasi obbligatorio difendere quel paese, perché sua moglie è messicana. Un Salvini americano con punte di egocentrismo berlusconiano assai pronunciate, Trump specula sul malcontento di certi americani che specie negli stati del sud al confine con il Messico esperiscono una vera e propria invasione di immigrati illegali che a volte commettono azioni criminali. Tuttavia, come dimostra una recente statistica presentata dalla CNN, risulta che a commettere crimini non siano gli immigrati illegali o i loro figli: costoro vogliono avere una fedina penale pulita per sperare di diventare, in futuro, cittadini americani. E dunque sono in generale ligi alle regole e alle leggi locali. Più del normale. Ma nonostante ci siano state anche defezioni di grandi società e industrie che si sono dissociate e hanno ritirato il loro supporto al grande magnate, Trump continua a insistere e non volere moderare i toni.

Questa estate è stata inoltre infiammata da 3 eventi di cronaca che hanno appassionato e tenuto sulla corda il paese, determinando nei primi due casi trasformazioni negative, mentre nell’ultimo un cambiamento storico necessario e da tempo dovuto. Il primo ha riguardato la fuga di due prigionieri condannati per omicidio evasi da un carcere dello stato di New York, vicenda che ha tenuto in sospeso il paese per alcune settimane fino a quando uno dei due è stato ucciso e l’altro catturato dopo una caccia a tappeto, casa per casa, nel territorio dove si presumeva si rifugiassero. Il secondo è rappresentato dalle accuse da parte ormai di 49 donne al grande comico afroamericano Bill Cosby ormai settantasettenne, mito del mondo dello spettacolo e protagonista della famosissima sitcom I Robinson (The Cosby Show) di avere usato barbiturici per fare sesso con loro senza che fossero consenzienti. Così due miti della cultura americana, la sicurezza delle carceri e un’icona della cultura popolare afroamericana che in un recente passato si è lanciata in crociate morali e moralizzatrici nei confronti della comunità nera, sono stati infranti.

matrimoni gay usaInfine last but not least anche se precedente in ordine cronologico agli altri due, l’orribile strage commessa in una chiesa protestante nera di Charleston in South Carolina di cui abbiamo già parlato sulle pagine di questo giornale. Ebbene quest’ultimo evento tragico, culminato con la morte di 9 persone, ha determinato una trasformazione storica questa volta positiva. La bandiera confederale simbolo di un passato razzista e di una storia che continua a generare crimini mostruosi ancora usata negli stati del sud, compresa la South Carolina, è stata finalmente rimossa dai pubblici edifici con un voto a grande maggioranza del parlamento di quello stato.

Ma quello che sta rendendo questa estate particolarmente rilevante sul piano storico anche se non la fa apparire così calda come le affermazioni di qualche politico megalomane troppo abituato a muoversi di fronte alle telecamere, o fatti di cronaca scandalistici e pruriginosi, (quello che in America veniva una volta chiamato yellow journalism), sono due decisioni essenziali sul piano politico passate in sordina sui media nazionali e anche su quelli internazionali. Quelle che consolideranno l’eredità di Barack Obama, la sua legacy. E sono due decisioni della Corte Suprema che nelle scorse settimane hanno infatti sancito due dei capisaldi della strategia politica del primo presidente nero degli Stati Uniti: l’approvazione definitiva della riforma sanitaria e quella del matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti i 50 stati. Una decisione appoggiata da 6 americani su 10 cioè dal 63% della popolazione la prima e dal 59% la seconda. La prima vera vittoria di Obama dopo anni di opposizione feroce da parte di un parlamento a maggioranza repubblicana ostile e contrario a qualsiasi tipo di proposta venisse dalla Casa Bianca. E di cui il presidente si è rallegrato anche se, come suo costume, lo ha fatto molto discretamente. A questi, vanno aggiunti altri due fatti di politica estera che stanno determinando una trasformazione senza precedenti: la prima, la riapertura dei rapporti diplomatici con Cuba; la seconda quella di iniziare una trattativa con l’Iran a prescindere dai risultati immediati. Ma di tutto questo i giornali e le televisioni non parlano perché non fa notizia, non provoca reazioni emotive, irrazionali esagerate. Anche se è destinato a cambiare la vita di molti americani. E non ne parlano perché banalmente e semplicemente tutto ciò riguarda la vita di tutti i giorni dei cittadini comuni. Scusate se è poco!

Facebooktwitterlinkedin