Angela Di Maso
Ritratto d'artista

«Io, regista discreto»

Carlo Cerciello: «Un consiglio a un giovane teatrante? Restare in questa Italietta, rivoltandola, culturalmente, come un calzino o emigrare, al più presto»

Nome e cognome: Carlo Cerciello.

Professione: Regista, attore, docente di regia e recitazione.

Età: 63.

Da bambino sognavi di fare prima l’attore e poi il regista? Nessuna delle due cose, mi piaceva cantare.

Cosa significa costruire regie e dirigere gli attori? Rispondere all’urgenza visionaria e poetica di comunicare con se stessi e con gli altri.

Il tuo film preferito? Morte a Venezia di Luchino Visconti.

Il tuo spettacolo teatrale preferito? (Fatto da te o da altri) Opera da tre soldi regia Bob Wilson.

Qual è l’attore da cui hai imparato di più? Eduardo, Govi, Randone, Tieri e faccio, sicuramente, torto a tanti altri che in questo momento non mi vengono in mente.

Qual è il regista da cui hai imparato di più? Il mio maestro Gennaro Vitiello.

Il libro sul comò. La filosofia nel boudoir di Donatien Alphonse Francois de Sade.

La canzone che ti rappresenta. Cyrano di Francesco Guccini.

Prosecco o champagne? Sono astemio.

Il primo amore, lo ricordi? Sì, aveva uno strano nome, si chiamava Ebe.

Il primo bacio: rivelazione o delusione? La delusione fu, soprattutto, la sua, visto che facevo le prove dinanzi allo specchio.

Strategia di conquista: qual è la tua? Era la fittiata, dicesi fittiata un raffinato sguardo “assassino”.

Categorie umane che non ti piacciono? I viscidi, i presuntuosi, gli arroganti e gli sfruttatori.

Classifica per sedurre: bellezza, ricchezza, cervello, humour? Cervello e un po’ di sana ironia.

Il sesso nobilita l’amore o viceversa? La prima che hai detto, nella giovinezza, la seconda, nel tempo.

Meglio le affinità elettive o l’elogio degli opposti? Entrambe le cose, la disuguaglianza fa sesso, le affinità fanno l’amore.

Costretto a scegliere: attore, regista o insegnante di regia e recitazione? Regista.

Casa di bambola o Natale in casa CupielloNessun dubbio, Natale in casa Cupiello.

Shakespeare o Pirandello? Con qualche dubbio, Shakespeare.

Bertolt Brecht o Josè Saramago? Sono entrambi nel mio cuore e nella mia vita.

L’ultima volta che sei andato a teatro che cos’ha visto? Due ottime regie ed eccellenti interpreti, quella di Arturo Cirillode Lo Zoo di vetro e quella di FrancescoSaponarodi Dolore sotto chiave

CARLO CERCIELLO3Racconta il tuo ultimo lavoro. Scannasurice: un atto d’amore, per la mia città, per Enzo Moscato, per la mia attrice preferita, per i miei collaboratori artistici storici.

Perché il pubblico dovrebbe vederlo? Perché l’alchemico rituale che definiamo teatro, nel caso di Scannasurice, è sorprendentemente, meravigliosamente e totalmente riuscito.

Il mondo del teatro è veramente corrotto come si dice? Sì, perché il potere politico ne ha fatto il terreno per spartizioni di clientele e prebende.

Come e dove ti vedi tra cinque anni? Non mi vedo, non opziono mai il mio futuro, carpe diem.

La cosa a cui nella vita non vorresti mai rinunciare. La dignità.

Quella cosa di te che nessuno ha mai saputo (fino ad ora). Vuoi farmi arrestare?

Piatto preferito? Quello che mangio una volta all’anno: le pizze fritte.

La morte: paura o liberazione? Né l’una, né l’altra, direi, piuttosto, fregatura.

C’è parità di trattamento nel teatro tra uomini e donne? No, perché i grandi ruoli femminili sono pochi e le brave attrici sono tante.

Mai capitato di dover rifiutare un contratto? Sì, per coerenza e dignità, rinunciando mio malgrado a lauti guadagni e lusinghieri incarichi.

CARLO CERCIELLO2Di lasciarti sfuggire un’occasione di lavoro e di pentirtene subito dopo? Le occasioni di lavoro me le creo e le scelgo, dunque, non mi pento mai delle decisioni prese.

Quale ruolo ti sarebbe piaciuto interpretare in teatro? Tutti quelli che ho fatto fare agli altri negli ultimi vent’anni.

Chi vorresti dirigere? Attori intelligenti, colti e, soprattutto, non stupidamente narcisisti.

Da chi ti saresti fatto dirigere? Strehler, Brook, Marthaler, Stein, Castellucci.

Tre doti che bisogna assolutamente possedere per poter fare l’attore. Salute di ferro, lucida follia e tanto rigoroso studio.

Tre difetti che non bisogna assolutamente avere per poter fare il regista. Egolatria, ignoranza, impazienza.

Cosa accadrebbe all’umanità se il teatro scomparisse? Scomparirebbe anche l’umanità.

Gli alieni ti rapiscono e tu può esprimere un solo ultimo desiderio. Quale? Partire dopo il debutto.

La frase più romantica che ti sia capitato di sentire in scena. «E quello che vorrei dirle di più bello non glie l’ho ancora detto», di Hikmet.

La frase più triste che ti sia toccato di sentire in scena. «Incomincio a essere stanco del sole»di Shakespeare.

Gli attori vanno guidati sempre o a un certo punto lasciati ai loro istinti? Una volta in scena, il regista deve fingere di sparire, seguire da lontano, lasciar fare. E, quando l’attore è bravo, trova da solo la quadra del suo personaggio e lo fa in perfetta sintonia con le indicazioni del regista.

Cosa vorresti che la gente ricordasse di te? La mia inguaribile malattia d’amore, il teatro.

CARLO CERCIELLOHai mai litigato con un attore/trice per una questione di interpretazione del personaggio? Mai, nessun litigio. Piuttosto, un sano e costruttivo contraddittorio, schermaglie amorose, la costruzione di un amore. Tra l’altro, non litigherei mai con un attore “cane”, che senso avrebbe?

Hai mai litigato con un produttore per una questione di soldi? In genere non si litiga, prima, del contratto, ma dopo. Accade, infatti, che, sempre più spesso, i cosiddetti produttori non onorino i loro impegni contrattuali. La scusa alla loro strafottenza e mancanza di dignità, è «la crisi».

Progetti futuri? Tanti, soprattutto quello di non morire, perché ho ancora tanti sogni da mettere in scena.

Un consiglio a un giovane che voglia fare questo mestiere. Restare in questa Italietta, rivoltandola, culturalmente, come un calzino o emigrare, al più presto.

Facebooktwitterlinkedin