Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

Una vita per Visconti

Da “Il partigiano Johnny” di Beppe Fenoglio a “Le midolla del male” di Emilio Zucchi sono poche in letteratura le esperienze davvero importanti ispirate alla Resistenza. La raccolta del poeta parmigiano sul nostro “Secondo Risorgimento” è un libro intenso e necessario in cui epica e lirica si fondono esemplarmente

Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio fonde la linea atavista, vichiana, foscoliana del pensiero europeo, con la tradizione metafisica di Dante e John Donne. La Resistenza ha prodotto capolavori nel cinema italiano neo-realista (una Resistenza passiva, popolare e, forse, più sognata che storica). Poche cose rilevanti in letteratura, tranne il magnifico Partigiano Johnny e altri capolavori di Fenoglio. A questa linea dantesca e foscoliana mi affratellavo, scrivendo Il cimitero dei Partigiani (Gita meridiana, Mondadori 1990). Il viaggio agli Inferi è realtà tipica di quel mio libro. L’altro tema, la Resistenza come evento e mito memoriale, ettorico, foscoliano, ispira e anima pochissime, ma importanti esperienze poetiche di questi anni: i due film Racconti d’amore e Quando i tedeschi non sapevano nuotare di Elisabetta Sgarbi e il bellissimo libro di poesie Le midolla del male di Emilio Zucchi. Parmigiano, nato nel 1963, Zucchi è uno dei pochi poeti importanti della sua generazione. Il libro, edito da Passigli, con prefazione di Giuseppe Conte, è un’opera mirabile in cui epica e lirica si fondono esemplarmente, attingendo alla storia. A una storia antifascista, di Resistenza. E Resistenza, come disse Elisabetta Sgarbi, presentando il suo film, è una forma d’amore. In quell’occasione la regista definiva quell’opera “letteraria”, riduttivamente, perché quel film è molto più che letterario, è “poetico”. Sento affinità tra quella fotografia intensissima, da grande scuola italiana del tempo che fu, e lo straziante bianco e nero del wendersiano, necessario libro di Emilio Zucchi.

 

Emilio_Zucchi

 

 

 

 

 

 

 

Il metodo era semplice: aggiogare

l’antifascista e martoriarlo fino

a farlo parlare: nomi e denti

trapanati, petrolio con l’imbuto

fatto bere e altri nomi,

altri nomi, altri nomi… Erano in pochi

a sopravvivere. Per qualche giorno,

un testimone blasonato vide

le midolla del male. Si salvò,

perché l’attrice Maria Denis chiese

a Koch di liberarlo: vita e morte

in suo potere; per galanteria,

vita come una rosa rossa, vita

per Luchino Visconti.

Emilio Zucchi

(Da Le midolla del male)

 

 

 

Facebooktwitterlinkedin