Oliviero La Stella
Una storia altamente simbolica

La Capria in Rete

Il grande scrittore ha aperto un canale di dialogo con i suoi ammiratori su facebook, ma qualcuno ha piratato il suo profilo. Per i gentiluomini è difficile navigare nei nostri tempi volgari

Brevissima, singolare e significativa l’esperienza di Raffaele La Capria su Facebook. Molti autori italiani sono sui social network. Tra noti, meno noti e sconosciuti sono una folla. Non tutti, ma certo tanti li usano esclusivamente per promuovere i libri che scrivono o per alimentare il loro narcisismo. Recentemente su Facebook si è affacciato anche La Capria, ma il grande scrittore lo ha fatto con un approccio del tutto diverso. Una vera lezione di stile.

A 92 anni, come ha spiegato la figlia Alexandra che lo ha aiutato a creare e a gestire il profilo, La Capria ha avvertito il bisogno di incontrare sul web i suoi lettori, non solo gli estimatori delle sue opere ma anche quelli che non lo conoscono tanto bene, o solo di nome: un’ipotesi che lo scrittore napoletano, evidentemente immune dal narcisismo tipico di tanti autori, in un suo post non trascura ma anzi ammette con rara modestia.

Questa storia di Facebook La Capria l’ha presa molto sul serio. «Mi chiamava tutte le mattine – racconta Alexandra – per aiutarlo a rispondere, perché lui da solo era troppo lento». L’esperienza sul web di Raffaele La Capria, come si è detto, sarà però brevissima. Durerà appena cinque giorni e, come vedremo, terminerà in modo amaro. Ma cominciamo dall’inizio.

Il 10 gennaio lo scrittore esordisce sul social network postando le foto della sua vita. È un album un po’ in bianco e nero e un po’ a colori di notevole fascino. Con lui ci sono gli amici storici Franco Rosi e Peppino Patroni Griffi; la moglie Ilaria e le figlie Alexandra e Roberta; poi Antonio Ghirelli, Giorgio Strehler, Valentina Cortese, Alberto Moravia, Ennio Flaiano, Eduardo De Filippo. Ci sono le immagini di lui adolescente, in mezzo alla sua classe all’Umberto I di Napoli, di lui giovane e atletico, di lui in barca con il cane.

Nel giro di tre giorni La Capria è subissato di richieste di amicizia, che accetta. La sua bacheca si riempie di post di persone che si dicono ammirate, felici, onorate. Risponde: «Ringrazio tutti i “grazie” ricevuti. Purtroppo non sono così veloce con il computer per rispondere ad uno ad uno e siete tanti (con mia grande sorpresa commossa). Mi invogliate a scrivere di più con tutto questo affetto inaspettato. Grazie e felice di questa scoperta su Facebook». Poco più tardi aggiunge: «Vi prometto che poi rispondo per bene ad uno ad uno. Scusate ora vado a passeggiare in questa bella giornata cristallina». Ma la gratitudine per tanto entusiasmo, evidentemente, è tale che avverte la necessità di rassicurare ancora i suoi amici virtuali: «Ho avuto accesso a fb per l’aiuto che mi ha dato Alexandra La Capria mia figlia, ma io sono un signore di 92 anni, queste novità come fb sono per me non facili da gestire. Comunque sono grato a tutti quelli che si dicono “onorati della mia amicizia” e dico loro che anche io sono “onorato” e commosso dall’affetto che manifestate a me e ai miei libri. Non offendetevi se non risponderò sempre a tutti e con prontezza».

Sempre il 13 gennaio La Capria posta un’altra foto. È di parecchi anni fa. Rappresenta la bellissima moglie Ilaria Occhini mentre lo bacia appassionatamente su una guancia. Lui, nel ritratto, appare colto di sorpresa. Commenta: «Questa foto mi tocca nel profondo».

Infine, l’ennesima rassicurazione agli amici di Facebook: «Sono sconcertato da tanto affetto e stima. Vorrei essere un polpo con tante braccia e mani da potervi rispondere a tutti. Mi sento frustrato nella mia lentezza e umana disponibilità di due mani. Vi prego abbiate un poco di pazienza. Provvederò. Ma non smetto di commuovermi».

Il giorno successivo La Capria scrive, con quella eccezionale ed esemplare modestia alla quale abbiamo accennato: «Molti di voi mi hanno chiesto di consigliare un mio libro perché non tutti qui mi hanno letto. Consiglio quindi per iniziare un libro a me molto caro che è La neve del Vesuvio, che si può trovare (spero!) in libreria nell’edizione Oscar Mondadori. Non costa nemmeno tanto, 8,50 euro». E poi posta la riproduzione fotografica di alcune pagine: «Vi lascio anche un capitolo di questo libro. La qualità di lettura non sarà delle migliori ma forse un’idea ve la potete fare. Buona lettura». Conclude: «Ora vi lascio mia moglie mi chiama. A dopo».

Un dopo non ci sarà. L’avventura sul web di Raffaele La Capria si conclude il 15 gennaio, stroncata da un virus, o comunque da qualcuno che inonda la sua bacheca e posta a suo nome video pornografici. Scrive Alexandra sul suo profilo: «Mi dispiace segnalare che la pagina di mio padre Raffaele La Capria è stata momentaneamente chiusa perché l’ignoranza e la stupida provocazione di alcune persone o di una persona ha inserito un virus, per cui appaiono video porno e osceni. Sono molto avvilita da tutto ciò. Vedremo come risolvere».

Gli amici di Facebook, che in pochi giorni hanno raggiunto il ragguardevole numero di milleottocento, esprimono indignazione e solidarietà. Sono addolorati per questo dialogo interrotto proprio sul cominciare. Ma lo scrittore decide di ritirarsi, lo comunica tramite la figlia: «Ho saputo che una “manina” si è impadronita del mio profilo e ha inserito una serie di video pornografici per danneggiarmi o non so per quale altra ragione. Tutto questo mi sembra ignobile e molto in sintonia col tempo e gli umori che stiamo attraversando. Quello che mi sembra terribile non è l’offesa resa a me e ai miei lettori e amici, ma la viltà e l’anonimia in cui i meschini si nascondono. Tutto ciò turba una persona come me, un signore che anche per l’età andrebbe salvaguardato da simili aggressioni, mi turba a tal punto che preferirei cessare ogni contatto fb. Non si dispiacciano i tanti che mi hanno scritto e che io ringrazio, ma devono capire che io non posso star dietro a fb e a queste faccende, un po’ perché richiederebbe troppo tempo, un po’ perché non mi va di polemizzare con gente come questa. Quindi invio un mio affettuoso saluto a tutti facendo presente che con questa decisione non mi do per vinto ma solo per annoiato e desideroso di tranquillità».

E qui sta forse un altro insegnamento di questa vicenda: per i gentiluomini è difficile navigare nei nostri tempi volgari, soprattutto sul web.

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