Wei Jingsheng
Una strage da non dimenticare/1

La notte del 4 giugno

Venticinque anni fa, la notte del 4 giugno 1989, il regime cinese compì il massacro di Tiananmen. Uno dei massimi dissidenti di allora e di oggi spiega perché quei martiri non sono stati vani

Il 4 giugno di quest’anno rappresenta il 25mo anniversario del «Massacro del 4 giugno» di Pechino. Molti giovani di oggi non sanno più che cosa sia. Ma chi ha più di 40 anni non dimentica. E non lo dimentica neanche il Partito comunista cinese. Ogni anno, intorno a questo anniversario, il regime comunista è terrorizzato, come se dovesse affrontare un nemico potente. Nel corso dell’ultimo mese, il regime ha rinforzato la repressione contro dissidenti e leader religiosi perché ha paura di questo 25mo anniversario.

Sempre 25 anni fa, il popolo cinese stava portando avanti con vigore un movimento democratico. In risposta, nello stesso periodo Deng Xiaoping e Li Peng mobilitarono le truppe per prepararle a massacrare il proprio popolo. A quel tempo, gli studenti e la gente del popolo erano ingenui. Credevano davvero che l’Esercito di liberazione popolare non avrebbe aperto il fuoco contro il popolo cinese. Decine di migliaia di abitanti di Pechino si riunirono nella piazza Tiananmen e nelle strade circostanti, cercando di proteggere gli studenti che dalla piazza chiedevano democrazia e fine della corruzione.

tiananmen1Nelle prime ore del 4 giugno, l’esercito entrò a Pechino. I carri armati e le mitragliatrici iniziarono a sparare sulla folla, nelle strade e nella piazza, provocando migliaia di morti fra studenti e cittadini. Alcuni di loro, pieni di rabbia, opposero una eroica resistenza. Lanciarono pietre e bottiglie contro i carri blindati nel tentativo di affermare un’eroica, ma senza speranza, resistenza. Il sangue iniziò a scorrere a fiumi nella piazza e nelle strade. La gente di tutta la Cina venne colta da dolore e depressione.

Chi potrebbe dire che i cinesi non hanno coraggio o spina dorsale? Pensate a quel singolo, giovane uomo che ha fermato i carri con la sua persona. Quell’immagine è divenuta un’icona nei media mondiali, e negli ultimi 25 anni è stata usata in maniera ripetuta. Pensate a quelle persone che tirarono pietre e bottiglie senza preoccuparsi della propria incolumità, nonostante fossero davanti a mitragliatrici e blindati. Come può qualcuno dire che i cinesi non hanno spina dorsale?

Su quei giovani (incuranti della propria sicurezza) qualcuno ha messo in giro una voce che essi non meritano, ovvero che fossero semplicemente in preda a un impulso irragionevole. Io credo che questa voce sia stata messa in giro dai potenti del Paese per fiaccare lo spirito di resistenza del popolo. I potenti sperano sempre che il popolo sia simile a un agnellino, pronto per essere macellato. Alcuni intellettuali senza vergogna hanno aiutato il governo a mettere in giro queste voci, sempre nel tentativo di indebolire il coraggio del popolo.

Sfortunatamente, questo tentativo ha avuto successo almeno in parte. Ad esempio, nel 1989 erano molti i genitori che sostenevano il movimento democratico e anti-corruzione: eppure, molti di loro hanno impedito ai propri figli di prendervi parte. Questi genitori sono arrivati a chiudere in casa i giovani, temendo che finissero massacrati. È facile comprendere i sentimenti che albergavano nel cuore di questi genitori. Tuttavia, la mentalità di rinunciare alla propria responsabilità sociale è proprio il frutto di quegli sforzi per fiaccare i cuori.

Perché io non credo che le vittime del 1989 siano state vittime sacrificate inutilmente? Oltre al fatto che il loro spirito eroico sarà sempre un esempio per tutti noi, penso che la cosa più importante sia il fatto che con il loro sacrificio hanno permesso a tutti di vedere la vera natura di questo regime totalitario. Dopo decenni d’indottrinamento e di lavaggio del cervello da parte dei comunisti, la maggior parte delle persone non sa quanto sia sinistro, questo regime totalitario. Queste persone pensano davvero che il regime comunista ami il popolo e che l’esercito sia davvero l’esercito del popolo.

Il Massacro del 1989 e il rumore dei cannoni e delle mitragliatrici sono stati abbastanza forti da svegliare gli insensibili. Questi suoni hanno risvegliato la maggior parte della gente, che viveva immersa in una falsa atmosfera di falsa sicurezza. La gente ha imparato non solo dalla teoria, ma anche dalla pratica vissuta, che il Partito comunista non è il Partito del popolo; è un Partito autoritario che appartiene a un gruppetto di burocrati borghesi. E ha imparato che l’esercito non è l’esercito del Popolo, ma uno Schutzstaffel [il battaglione d’elite nazista, le ndt] manipolato da un gruppetto di ufficiali corrotti.

Come tutte le persone che vengono ingannate per anni, anche i cinesi – una volta scoperta la realtà che è stata tenuta loro nascosta – troveranno un modo per uscirne. Non continueranno a credere alle bugie che vengono loro propinate. Il Massacro del 1989 è il motivo principale alla base del profondo cambiamento di mentalità avvenuto nella popolazione cinese negli ultimi 25 anni. Questo tipo di cambiamento così profondo non potrebbe essere ottenuto da alcuna propaganda, di nessun tipo. Chi può dire che la morte degli eroi del 1989 sia stata una morte inutile? Il loro sangue non è andato sprecato, poiché ha svegliato 1,3 miliardi di persone.

Tiananmen3Il regime comunista ha continuato a difendersi dichiarando che la Cina sarebbe caduta nel caos e il popolo avrebbe sofferto, se loro non avessero represso la protesta nel sangue. Questa argomentazione non è altro che una favoletta. La Cina sarebbe caotica, se la democrazia e la fine della corruzione fossero divenute una realtà? Ci sono molte nazioni democratiche al mondo. Avete mai visto un Paese finire nel caos a causa della democrazia?

Al contrario, vediamo che la democrazia ha un ruolo efficace nel combattere la corruzione. Il cosiddetto caos è davvero un problema solo per funzionari corrotti e dittatori, dato che li costringe a smetterla con l’oppressione e lo sfruttamento del popolo. Questa è la vera agenda che si nasconde dietro la “teoria del caos”. E questo caos è proprio quello che la gente vuole. La speranza del popolo è quella di essere liberato dall’oppressione e dallo sfruttamento, e questa speranza era il motore degli eroi il cui sangue è stato versato il 4 giugno 1989.

Gira poi un’altra menzogna, messa in circolo da quegli intellettuali senza vergogna che sono stati comprati da funzionari corrotti e approfittatori. Secondo questa menzogna, senza il Massacro del 4 giugno la Cina non avrebbe raggiunto lo sviluppo economico che ha vissuto all’incirca negli ultimi 20 anni. Jack Ma, il boss di Alibaba considerato “il più perverso” dagli utenti di internet, è uno di questi intellettuali senza vergogna. Osservando la presa di coscienza della Rete, sappiamo che ormai sono davvero poche le persone che credono a queste bugie.

Per quanto riguarda gli ultimi 20 anni di sviluppo economico, il primo credito va riconosciuto al duro lavoro di contadini e imprenditori; il secondo va dato all’apertura al commercio internazionale. La cosa più importante è stata il mettere in circolo le regole economiche. Una nazione arretrata che entra in contatto con quelle più sviluppate è costretta a crescere più velocemente. Alcune grandi nazioni in via di sviluppo possono raggiungere vette di crescita persino superiori al 40%. Messa al confronto con queste realtà, la Cina si presenta relativamente ancora lenta.

Questi fattori non hanno nulla a che spartire con il Partito comunista. Questi fattori hanno qualcosa a che fare con il concetto di massacrare la gente? Dire che il Massacro del 4 giugno abbia portato sviluppo economico alla Cina è veramente il culmine della mancanza di senso della vergogna. Mostra soltanto che questi intellettuali che corrono in soccorso al Partito non hanno spina dorsale o coscienza. Ma questo non vuole dire che a essere senza spina dorsale sia il popolo cinese.

Se la gente del 1989 non aveva ben chiari i propri obiettivi e non è riuscita a mettere abbastanza energia nel movimento democratico, oggi la gente di Cina ha obiettivi molto chiari di democrazia e libertà. La propaganda tesa a ingannare degli intellettuali senza vergogna è divenuta sempre meno efficace. La maggior parte delle persone con una visione chiara del futuro, anche all’interno del Partito, inizia a chiedere con voce sempre più forte delle riforme politiche.

Con questi concetti ben chiari alle spalle, le questioni che devono animare il dibattito ora sono: aspettare le riforme o scegliere la rivoluzione; determinare in che modo il Partito comunista vada rimosso dal potere; capire chi dovrebbe guidare la Cina dopo la caduta dei comunisti.

da AsiaNews, per gentile concessione

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