Ilaria Palomba
Un convegno all'Università Aldo Moro

Per un futuro tribale

Lectio Magistralis, a Bari, di Michel Maffesoli, teorico del tribalismo postmoderno. La sua teoria è "scandalosa”: l'erotica sociale contro l'egoismo pervasivo della nostra società

Il 20 e 21 maggio si è svolto a Bari, presso il Salone degli Affreschi dell’Università Aldo Moro, il convegno sul tema: Più reale della realtà. L’immaginario e il fake. Durante l’evento è stata presentata Les Cahiers européens de l’imaginaire, una rivista interdisciplinare e multilingue, di scienze umane e sociali, fondata da Gilbert Durand e Michel Maffesoli nel 1988, che affronta temi quali: il corpo, l’attrazione sociale, le rivelazioni politiche, le isole immaginarie, le divinità, l’alchimia dei sogni, le forme torrenziali del quotidiano e della finzione, le magiche contraddizioni della storia e le multiple festività che marcano il nostro tempo. È stato bello esperire l’apertura dell’Università di Bari che ha ospitato interventi critici di docenti, ricercatori e laureandi, permettendo un vero e proprio scambio fluido e interdisciplinare. Esperienza potente ascoltare nella mia città d’origine la Lectio Magistralis di Michel Maffesoli (fondatore del CeaQ: Centre d’Études sur l’Actuel et le Quotidien e teorico del tribalismo postmoderno), traduzione simultanea di Vincenzo Susca  (Université Paul Valéry Montpellier/Les Cahiers européens de l’imaginaire), seguito dall’intervento di Fabio La Rocca (Université Paul Valéry Montpellier/Les Cahiers européens de l’imaginaire), entrambi miei referenti per la ricerca svolta durante l’anno di studi al CeaQ.

Maffesoli introduce il discorso parlando dell’etimologia della parola seminario e delle sue attinenze con l’attività del seminare. Il suo approccio si differenzia da quello che solitamente viene agito e perpetrato nelle logiche e pratiche universitarie, ovvero riproporre, avvallare o confutare tesi già sostenute da altri. Mentre la riflessione da lui proposta permette di penetrare l’attuale, il quotidiano, non attraverso la riproposizione di tesi precedenti ma tramite la decostruzione degli elementi fondanti della modernità. In questo caso il fake, che diviene altro dal falso, dal contraffatto, ha a che fare con lo smembramento della verità non in chiave di falso o non vero, ma in chiave di pluralità e verità possibili. Difatti il modello moderno occidentale poggia sul concetto di unità e unicità, assolutizza e ipostatizza la cifra Uno. Riprendendo Nietzsche, che ha mostrato come questa cifra sia la chiave del monoteismo, Maffesoli ripropone Heidegger nella confutazione del modello di rettitudine, in chiave di dinamismo. Riprende la tesi di Weber ne L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, su come il modello anglosassone di modernità, affondi le radici per la costruzione del principio di realtà, attraverso un concetto non reale, teologico e immaginifico: quello di predestinazione. Il quale a sua volta si esplica nella felicità terrena, ottenuta mediante il lavoro e la produzione di denaro. Citando Spinoza Maffesoli mostra come la razionalità moderna s’incarni in una filosofia della morte che ha per oggetto il dover essere. L’agire umano si dispiega dunque in funzione di ciò che deve essere il mondo a partire da un’illusione. Per questo il modello protestante racchiude la vera essenza del cristianesimo, mentre il cattolicesimo, al contrario, contiene molti aspetti pagani, barocchi, di derivazione politeista. Ecco quindi il primo fake della Storia: il modello capitalista, subito confrontato con il modello socialista, che poggia però sulle stesse basi, ha la stessa radice. Poggiano entrambi sulla logica del dover essere del mondo, che dimentica e ottunde quello che è.

Di fronte alla messa in questione del principio di realtà, ci sono due possibilità dal punto di vista politico: la prima è la derisione (e attiene al modello capitalista), la seconda il compiangere (attiene al modello socialista). Di fronte alla messa in crisi del valori moderni, avviene dunque quello che in psicanalisi verrebbe definito processo di compensazione: da una parte si prende in giro e dall’altra ci si lamenta della stessa.

lefakechaierMaffesoli fa riferimento all’architettura postmoderna dell’italoamericano Robert Venturi, che utilizza una commistione di generi architettonici attraverso un patchwork, un mosaico. Il postmoderno ha proprio a che fare con la citazione, poggia su un ordine relativista che contrappone la pluralità all’unità, il politeismo al monoteismo, la congiunzione di elementi opposti, e rinvia alle radici. Sottolinea quindi l’aspetto equivoco della verità, come fake, come analogia. Citando Weber invita a comprendere il reale attraverso l’irreale. I teorici della postmodernità, Baudrillard e Lyotard, esplorano il tentativo di applicare alla vita sociale ciò che si era esperito nell’architettura. Il concetto di ambiguità rinvia ai valori del sud. Questi valori mediterranei offrono una prospettiva al nostro futuro: contrapporre al materialismo moderno il relativismo postmoderno. Ritornare alla cosa. Ciò che in francese è espresso dalla parola: ça, l’immanenza, che non si può negare né rinnegare. Maffesoli riprende l’interpretazione di Heidegger sul Mosè di Michelangelo, mostrando che vi è in questa statua un atto creatore. C’è la dimensione del costruire ma non può non esserci la materia che viene modellata, c’è l’atto creatore ma c’è anche il marmo. Il grande pensiero paranoico moderno nega il marmo. Siamo abituati a vedere una chiara distinzione tra soggetto e oggetto e spesso dimentichiamo il tragitto, ciò che Gilbert Durand chiamava tragitto antropologico. Non c’è più un soggetto e un oggetto, ma un tragitto che unisce in una relazione di co-appartenenza e corrispondenza (richiamando Baudelaire) le alterità. Su questo punto Maffesoli conia un neologismo: ecosofia. Ha a che fare con la saggezza delle cose. Ripropone modelli premoderni e tribali contrapponendoli alla devastazione del mondo operata dall’uomo moderno e dalla ragione moderna. Contro la razionalità umanista, Maffesoli propone la ragione sensibile, che è il cuore stesso dell’immaginario e rimanda all’orgia, nel suo senso etimologico, dal greco ὄργια, rinvia ai riti propiziatori, alle passioni violente, esplorate poi da Bataille in La part maudite, da Artaud ne Il teatro della crudeltà e da Maffesoli stesso in La part du diable.

Per concludere, Maffesoli propone un modello che integri, e non dissolva le differenze nell’unico. Alle logiche egogiche ed egoistiche del moderno contrappone l’erotica sociale, o, con un neologismo, societale, che prenda in considerazione la molteplicità dell’esistente, la diffrazione dei valori, il politeismo, l’estetica, l’aspetto ludico e l’emozionale.

Durante le due Giornate dell’Immaginario a Bari, organizzate da Claudia Attimonelli in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari, Il Corso di Studi in Scienze dell’informazione editoriale, pubblica e sociale, Les Cahiers européens de l’imaginaire e i suoi caporedattori (Vincenzo Susca e Michaël V. Dandrieu), si tengono diversi interventi sul tema del fake, ognuno da una prospettiva disciplinare e semantica diversa: il cinema, la moda, l’architettura, l’arte di strada, la musica, l’informazione e la comunicazione. Tra i relatori: Michel Maffesoli (CeaQ Sorbonne/Les Cahiers européens de l’imaginaire), Claudia Attimonelli (Università degli Studi di Bari/Les Cahiers européens de l’imaginaire), Vincenzo Susca (Université Paul Valéry Montpellier/Les Cahiers européens de l’imaginaire), Fabio La Rocca (Université Paul Valéry Montpellier/Les Cahiers européens de l’imaginaire), Angela Carbone (Università degli Studi di Bari), Paola Zaccaria (Università degli Studi di Bari/), Nicoletta Mezzina (Università degli Studi di Bari/ studentessa SIEPS), Roberta Piarulli (Università degli Studi di Bari), Luigi Abiusi (Filmcritica/Uzak), , Giuseppe Moro ((Università degli Studi di Bari), Annarita Taronna (Università degli Studi di Bari), Roberta Troiano (Università degli Studi di Bari/ studentessa SIEPS), Daniela Pomarico (Università degli Studi di Bari), Laura Labate (Università degli Studi di Bari), Emanuele Arciuli (Conservatorio di Bari), Vincenzo Averna (Università degli Studi di Bari/ studente SIEPS).

Per informazioni: Les Cahiers européens de l’imaginaire: http://www.lescahiers.eu/

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