Maria Teresa Petti
La riforma (mancata) della scuola

Diario di un’Idonea

Perché il governo ha fatto retromarcia totale sulla sorte dei docenti che avevano superato il concorso del 2012 e ancora aspettano l'assunzione? Ecco la domanda di un'esclusa

Credevo nel merito, nei fondamenti. Credevo (ingenua, direte voi) perfino alla parola dei ministri, alle dichiarazioni pubbliche e, in quanto tali, per me vere (non verosimili, né possibili: semplicemente vere). Credevo (lo ammetto, ma, vi prego, non ridete) che agli annunci dei politici dovessero seguire i fatti dei governi. Credevo, fino al punto di parteciparvi, nei concorsi pubblici, con candidati che sostengono prove, coi migliori che superano esami scritti e orali, con vincitori e graduatorie.

Oggi leggo il DDL della Buona Scuola.

E oggi (solo?) mi rendo conto che lo Stato italiano, dopo aver atteso tredici anni per bandire un concorso per docenti nella scuola pubblica, dopo aver speso un sacco di soldi per farlo, dopo aver prodotto una graduatoria di merito, di fatto, volontariamente e senza spiegazioni, azzera tutto e da settembre non assumerà (avete letto bene: non assumerà) coloro che hanno sostenuto con successo tutte le prove del concorso più selettivo della storia, superato soltanto dal 9 per cento degli iscritti.

Ebbene, per mesi il ministro Stefania Giannini (nella foto accanto al titolo) ha affermato in tutte le salse e in ogni luogo (compreso, ovviamente, il Parlamento) che questi, i cosiddetti “Idonei” del concorso 2012, sarebbero rientrati nel piano assunzioni. Inverosimilmente leggo che saranno esclusi. Il tutto facendo finta di dimenticare che già dal primo settembre del 2014 migliaia di docenti “Idonei” in tuttele regioni d’Italia sono stati immessi in ruolo.

Perché allora pensare a un atto così fortemente discriminatorio e lesivo dei diritti dei soggetti iscritti in una graduatoria di merito? Perché tali graduatorie devono decadere il 1° settembre 2015? Da una parte si ammaina la bandiera del merito, dall’altra lo si sopprime.Da una parte si parla di un prossimo futuro in cui il Concorso sarà l’unico canale di assunzione nella Scuola pubblica, dall’altra si annullano i risultati dell’ultimo.

Per quanto mi sforzi, non capisco questa rocambolesca retromarcia e vorrei che i nostri governanti mi spiegassero cos’è per loro il merito, cos’è la parola data, perché si indìce un nuovo concorso pur avendo graduatorie valide (salvo poi annullarle). E vorrei saperlo senza dover per forza imbattermi in un nuovo, costoso, estenuante ricorso. Ma credo sia impossibile: come avrete capito, sono solo un’idonea ingenua cittadina di un’Italia alla rovescia.

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