Elisabetta Torselli
Imparare la musica/2

Camminar suonando

La Rete Regionale Flauti Toscana alleva giovani talenti e li mette a confronto con il mondo della grande musica. Anche con i Flauti Erranti, una lunga marcia lungo la Via Francigena...

Nata come coordinamento didattico fra insegnanti e allievi delle scuole medie a indirizzo musicale, la Rete Toscana Flauti è diventata molto di più, e con l’idea dei Flauti Erranti ha creato un intreccio fatto di esperienze da vivere insieme, maestri e allievi. Il nostro viaggio nella musica nella scuola pubblica italiana era cominciato alle elementari con l’Orchestra delle Piagge (clicca qui per leggere l’articolo), e prosegue con le scuole medie, il gradino successivo, quello in cui troviamo la prima tranche di un percorso strutturato di formazione musicale specifica nei canali della scuola pubblica: le scuole medie a indirizzo musicale, presenti in Italia da diversi decenni, prima sotto il capitolo sperimentazione e poi con l’istituzionalizzazione del 1999. Seguono i licei musicali, moltiplicatisi negli ultimi anni sotto lo stimolo di una legislazione apposita, magari come sezioni musicali di istituti già esistenti, in alcuni casi salvando letteralmente dall’estinzione qualche prestigioso e vetusto liceo (intanto i Conservatori e Istituti Musicali Pareggiati si sono definitivamente “congelati”, non senza qualche criticità, sull’Alta Formazione, ossia fascia universitaria distinta in triennio e biennio).

RRTF  al Salone dei CinquecentoLa Rete Regionale Flauti Toscana è un coordinamento fra gli insegnanti e gli allievi delle classi di flauto delle scuole medie a indirizzo musicale della Toscana. Ma per raccontare lo spirito e lo stile RRTF vogliamo prendere le mosse da una loro singolare avventura di quest’estate, il pellegrinaggio-e-concerti sulla Francigena da Radicofani a Roma (10/18 agosto), durante la quale i professori (in questa e altre occasioni abbiamo conosciuto Gloria Lucchesi, Maria Carla Cantamessa, Lorenzo Del Grande, Roberto Aronne, Antonio Barsanti) e alcuni dei loro allievi, nonché un po’ di genitori e amici al seguito, compresa chi scrive, con il nome di Flauti Erranti hanno condiviso suonare, scrivere, mangiare, dormire e camminare, in questa dimensione del pellegrinaggio così strana per un laico del 2000, ma così profondamente coinvolgente e non a caso così prepotentemente tornata “di moda”.

E infatti ne abbiamo visti davvero tanti, di pellegrini, che ci precedevano o ci seguivano sulla Francigena, ognuno alla sua velocità, verso Roma, da romei cristiani o da camminatori agnostici, qualcuno in bicicletta e a cavallo, in questa Italia eternamente da riscoprire, qui, tra Toscana e Lazio, sospesa fra le antiche vie consolari di pianura e i sentieri a mezza costa del pellegrinaggio medievale: grandi greggi, roveti carichi di more mature, boschi di querce o di noccioli, borghi, pievi, laghi e fiumi, castelli, nobili e antiche cittadine. La prima notte nell’ultimo lembo di Toscana abbiamo goduto della foresteria della splendida abbazia di Spineta dove i Flauti Erranti hanno fatto il primo concerto il 10 agosto, altre volte abbiamo usufruito della spartana ed economica ospitalità dei conventi. A Montefiascone, a “soli” cento chilometri da S. Pietro, il secondo concerto nella basilica di S. Flaviano il 14 agosto ha coinciso con la scoperta che l’assessore alla cultura Renato Trapè era un francigeno doc.

Non tutti i Flauti Erranti sono arrivati a Roma, ma il loro messaggio di positività è stato portato ai suoi destinatari, con le lettere consegnate ai ministri competenti Giannini e Franceschini, ma anche al Presidente della Repubblica e al Papa. Non dei cahiers de doléance, ma la segnalazione di alcuni aspetti: l’esigenza di norme chiare per favorire la produzione concertistica scolastica e per far sviluppare l’autoimprenditorialità dei musicisti, al papa la questione sempre aperta della musica nelle chiese – perché non un quartetto di Beethoven in chiesa, ad esempio? – e la salvaguardia degli organi storici.

Nel frattempo, durante i concerti, avevamo raccolto una somma per la Fondazione Viviane creata da Viviane Phemba Tsasa per aiutare i bambini e ragazzi con disabilità della Repubblica Democratica del Congo (Viviane era con noi a Spineto sulla sua sedia a rotelle). La parola concerti in realtà è un po’ impropria. Erano incontri in cui i maestri suonavano Bach e Debussy, i ragazzi eseguivano trascrizioni per ensemble di flauti delle belle melodie medievali di pellegrinaggio del Libre Vermell, il codice conservato nel monastero di Montserrat di Catalogna, ma intanto si parlava anche del pellegrinaggio nella storia, nell’economia, nella letteratura medievale, dell’archeologia di questi luoghi, etruschi prima che romani e cristiani, di diritti umani, di barriere architettoniche, di solidarietà.

Sono state lette, quelle lettere inviate alle istituzioni? I Flauti Erranti ancora aspettano risposta. Ma per la Rete Regionale Toscana Flauti di cui i Flauti Erranti sono, per così dire, l’anima viaggiante, è cominciato, nel frattempo, un altro anno scolastico, e si possono tirare dei bilanci positivi. RRTF è partita nel nel 2007/2008 con due scuole e venti ragazzi, la dimensione attuale è di 17 scuole medie e 3 licei, senza contare il rapporto costante con istituti musicali e conservatori. Oltre 200 ragazzi, e quindi molte persone di più con genitori e fratellini nelle automobili e pulmini al seguito.

RRTF altro concertoCiò significa per gli insegnanti – e gli allievi avanzati – tanto aggiornamento tecnico, didattico, artistico con i flautisti più illustri, Luciano Tristaino, Giampaolo Pretto, Michele Marasco, Matthias Ziegler. E tanti, tanti pezzi da preparare con i propri allievi. Per i genitori, mettere a disposizione un bel po’ del proprio tempo libero. Per i ragazzi, però, il poter suonare in ensemble modulabili fino alla grande orchestra di flauti di tutte le taglie dall’ottavino in su. Fra trascrizioni e composizioni originali commissionate a compositori amici, la Rete ha messo su un repertorio davvero di tutto rispetto e realizza un ricco cartellone di eventi. Ricordiamo almeno le partecipazioni a Flautissimo al Parco della Musica di Roma, Il cerchio tagliato dei suoni di Salvatore Sciarrino per quattro solisti e cento flauti al Terminal Crociere di Livorno, in coproduzione con l’Istituto Musicale Mascagni di Livorno (primavera 2013), la collaborazione con la Fondazione Kagel, gli eventi passati e futuri nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. Il riconoscimento di “buona pratica musicale” accordato dal ministero alla Rete nel 2013 è stato sancito dal fatto che, lo scorso dicembre, la RRTF–Flauti Erranti è stata chiamata per aprire con la propria esibizione la giornata di presentazione dei risultati della consultazione on line “La Buona Scuola” al Miur. Pensiamo a frontiere nuove e interessantissime della composizione, produzione e comunicazione musicale, come il videoconcerto realizzato a Santa Maria a Monte, luogo d’origine del casato di Vincenzo e Galileo Galilei, e presentato a Pisa in occasione del convegno Miur “Galileo e la Musica”, Pisa, 14 ottobre 2014. Nel frattempo la rete si è estesa anche territorialmente, grazie all’interessamento di docenti di regioni vicine e lontane (Lazio, Umbria, Piemonte). E di certo sarà di nuovo su qualche tratto della Francigena nell’estate del 2015.

2. Continua

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