Rosario Lisma
Bar Sport

Il calcio rovesciato

Le piccole cose nel calcio spesso contano più di quelle grandi. Prendete l'impresa di Berardi del Sassuolo o il colpo da maestro di Florenzi...

Il bar che frequento non è propriamente un club di scienziati o l’Accademia della Crusca, ma non è per questo che sorseggiando il mio latte e caffè mi è venuto prepotente in mente la figura dell’Idiota. Peraltro il povero principe Myskin del buon vecchio Fedor non era poi così fesso. Sua la celebre frase: «La bellezza salverà il mondo». Ed eccoli lì i miei compagni di chiacchiere al bancone gonfiare patrioti il petto per il “Golden Gol” a Paolo Sorrentino per La grande bellezza. Ma non l’ha vinto Ronaldo? No – puntualizzano – quello è per l’Europa, questo è dell’America. È più grosso. E lo hanno dato a noi italiani! Ma se a te non t’era piaciuto! Che c’entra? È come se l’Italia gioca male ma vince il Mondiale… Insomma tutti contenti. Anche io lo sono. Perché questo paese così “crazy” (cit. Sorrentino) alla fine e comunque è sempre capace di qualche pittura michelangiolesca che altro che spread e bund!

Quanto è bella la bellissima opera di un giovane virgulto nostrano appena sbocciato. Questo Berardi. Un diciannovenne che si prende il Sassuolo sulle spalle mentre perde 2 a 0 col Milan e verga quattro pennellate d’autore (il secondo è arte). Un ragazzo di Calabria. Da un minuscolo paesino in provincia di Cosenza, va a trovare il fratello che studia a Modena come tanti meridionali in fuga, gioca una partitella con gli amici e sbalordisce tutti. Se ne accorge il Sassuolo che lo prende nella Primavera e poi in Serie A. Oggi è sulle prime pagine di tutti i giornali. Sembra una favola. Bella.

rovesciata florenziBello il giovane Florenzi e la sua performance art, danza acrobatica e cirque du soleil. Un numero magico che ci si ostina a chiamare rovesciata. Ma cos’è una “rovesciata”? Un apostrofo verde tra le parole “ci” e “provo”. E’ genio e insolenza. Coraggio e incoscienza. Quando una rovesciata riesce tutto un popolo sorride. Che cos’è questo se non un soffio di bellezza che per un attimo ci salva dalla tristezza del mondo?

Sorrentino converrà, non solo Roma, anche “la” Roma è bellissima. Ma sfortunata. Già. C’erano campionati in cui si vinceva facile e per abbandono degli avversari. L’anno dei record dell’Inter di Mancini, per dirne uno, con la Juve in B e il resto una landa di mediocrità. Quest’anno no. Questo è l’anno della Roma che schianta il Genoa 4 a 0 (anche un po’ del Napoli che passeggia con lo stesso punteggio su un Verona bello anch’esso) ma c’è davanti una specie di astronave galattica che si chiama Juventus di Conte. Puoi fare quello che vuoi, esaltare le folle e dipingere un ottimo calcio, ma i bianconeri non sapendo più chi vincere battono anche se stessi e il loro record storico. Undici vittorie consecutive e altri numeri da favola. Per gli inseguitori una bella sfiga.

Vuoi vedere che siamo tornati a essere il campionato più bello del mondo? Certo preoccupava la presenza di Mr. David Moyes, coach del Manchester Utd in tribuna per Cagliari Juve col suo taccuino in mano. Sembrava un ricco lord venuto in campagna a fare la lista della spesa. La prego Mr. Moyes, ce li lasci i nostri Astori, Pogba e Marchisio e si faccia un po’ il soccer suo.

Siamo belli ma poveri!

Non credo sia bello invece infierire sugli sconfitti. Tutti addosso al triste Allegri. L’ormai ex allenatore ha sempre dato prova di non aver chiarissimo il concetto di dignità. Ha passato momenti anche più imbarazzanti. Mai un mea culpa, mai uno scatto d’orgoglio. Ma quali dimissioni? Dovevano sparagli piuttosto. Anche stavolta ha aspettato che fosse la società a fare la sua mossa. Barbara non se lo è fatto dire due volte e zac, finalmente la testa è caduta. Ai cancelli di Milanello la folla agitando i forconi rossoneri ha urlato “era ora”. Massimiliano decapitato però ormai mi muove un senso di mestizia. Povero Allegri, testardo senza più la testa.

Un allenatore che nonostante una squadra allo sbando è ben saldo in sella e di cui quindi si può parlar male è Mazzarri. Un gran signore non lo è mai stato. Anche stavolta è colpa di arbitri di cui non vuol parlare ma che ce l’hanno con lui come le altre volte. La nuova chicca di eleganza ce l’ha porta dicendo che lui mica lo sapeva che Moratti avrebbe venduto a Tohir e che non ci sarebbero stati nuovi acquisti… Povero Mazzarri iellato. Un grande allenatore, ma il destino ci si è messo contro. Pare Petrolini. «A me m’ha rovinato la guera. Se non c’era la guera a quest’ora stavo a Londra!» Questo pure è molto italiano. Ma non è affatto bello.

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