Andrea Ottieri
Anche le favole finiscono

Tutti monarchici?

La morte di Elisabetta Windsor è stata salutata da una commozione generale quasi eccessiva. Perché nella parabola della regina c'è tutto il Secondo Novecento: dalla lotta per il progresso all'egoismo. Dai Beatles ai cappellini colorati

Quando un cronista malizioso – nel 1960, molto prima che fosse esautorato da Khomeini – chiese a Mohammad Reza Pahlavi, lo scià di Persia, quanti re sarebbero stati in carica nel Duemila, lo scià rispose con arguzia: «Cinque: il re di cuori, il re di quadri, il re di fiori, il re di picche e […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

La lezione cilena

La bocciatura della nuova costituzione “scritta” dal presidente cileno Boric è un campanello d'allarme per la sinistra latinoamericana: un invito ad abbandonare il “castro-chavismo”, antico impasto di retorica, repressione, fallimento economico

Siamo andati a dormine con ancora negli occhi le immagini della festosa moltitudine del Sì raccolta in Plaza Dignidad, e ci siamo svegliati con i caroselli di auto e le bandiere cilene sventolate dai militanti della destra per la festa del No che ha trionfato nel voto del paese reale. Piazze piene, urne vuote: mai […]

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Flavio Fusi
La morte dello statista

L’uomo dei sogni

Ritratto di Mikhail Gorbaciov, l'ultimo illuminista che ha tentato di riformare il comunismo. Voleva rimettere in piedi un gigante morente ma in patria non lo seguirono e in Occidente, alla fine, gli preferirono Ieltsin: ecco perché oggi l'Ucraina è insanguinata

Nel tramonto, la scritta “Perestroika” in gigantesche lettere rosse luminose sfolgorava sul piano più alto dell’edificio di fronte. Machackalà, Caucaso settentrionale: ultima fermata prima della Cecenia in fiamme. Dalla lontana capitale, le parole del sogno erano arrivate fino a questa estrema periferia dell’impero. Riforme, ricostruzione, critica, trasparenza: ogni popolo traduceva a suo modo il vento […]

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Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Le scatole di Trump

L'ex presidente Trump ha rubato dei documenti alla Casa Bianca e non li ha mai restituiti. Perché? E, soprattutto, perché l'Fbi ha perquisito la sua villa in Florida per recuperarli? Una nuova ombra nera si stende su uno dei personaggi più inquietanti di questi anni

Mentre a Washington la Commissione parlamentare che indaga sui fatti del 6 gennaio ha sospeso le sue sedute che riprenderanno a settembre, gli uomini dell’FBI alle 18,52 di ieri hanno fatto irruzione in Florida nella residenza di Donald Trump Mar a Lago, mentre l’ex presidente si trovava a New York. Che cosa cercavano con tale […]

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Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Abominio americano

La decisione della Corte Suprema degli Usa in materia di aborto non cancella solo i diritti, tenta anche di cancellare la realtà e la storia. Con un provvedimento razzista. Tutto il peggio, in un solo atto. Con la firma avvelenata di Trump

Se nel 2017, quando uscì la serie distopica The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella) da un libro di Margaret Atwood, mi avessero chiesto se i suoi temi potevano essere riferiti agli Stati Uniti, avrei semplicemente sorriso. Quella serie, che, come altre con accenti simili, lascia intravedere la possibilità di un futuro catastrofico, racconta infatti di […]

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Flavio Fusi
Cronache infedeli

La Colombia in bilico

Domenica prossima si vota in Colombia: per la prima volta, nei sondaggi è in vantaggio il candidato della sinistra, Gustavo Petro, un economista che punta sulla legalità e l'inclusione sociale. Ma l'arma populista della vecchia e nuova destra è davvero spuntata?

Torna un amico da un lungo viaggio in Colombia e racconta che Medellin (nella foto qui accanto) è una capitale bellissima, uno splendore. Quella che pochi anni fa conquistò il trofeo di città “più pericolosa del mondo”, oggi si specchia nei suoi giardini lussureggianti, disseminati di grandi opere di Botero, nel suo sistema di trasporto […]

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Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Il razzismo assoluto

In margine alla strage compiuta a Buffalo da Payton Gendron, l'immagine di un Paese dove ormai il razzismo non ha vergogna di sé. Anzi, sembra quasi il collante di un vasto pezzo degli Usa. Sarà così finché non si scriveranno nuove leggi per fermarlo

Dopo averlo annunciato in un manifesto di più di 180 pagine pieno di parole di odio che fanno capo ai principi del suprematismo bianco, il diciottenne Payton Gendron ha compiuto un massacro, l’ennesimo, negli Stati uniti. Questo è avvenuto nel quartiere nero di Buffalo nello stato di New York. Il giovane squilibrato ha ucciso 10 […]

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Carlangelo Mauro
Il senso di una crisi

Trasversali a Mosca

Fa riflettere, nei commenti trasversali di destra e di una certa sinistra all'invasione russa dell'Ucraina, la convergenza in difesa dell'imperialismo di Mosca. Un atteggiamento che, negando la realtà, è motivato solo dall'ostilità nei confronti dell'imperialismo americano

Ve li ricordate i bombardamenti indiscriminati nella seconda guerra in Cecenia di Putin? E la propaganda del Cremlino – quella denunciata da Anna Politkovskaja che anche per questo poi fu uccisa – secondo cui i Ceceni, l’intera popolazione, non singoli gruppi, erano tutti terroristi? (https://www.internazionale.it/notizie/anna-politkovskaja/2004/09/10/russia-putin-cecenia) La guerra fu battezzata da Mosca come “Operazione antiterrorista nel […]

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Nicola Fano
Il senso di una crisi

Putin e Čechov

La Russia europea e la Russia asiatica, il primato della tradizione e quello del mercato: rileggere Čechov in tempi di guerra può essere utile a capire se in Putin prevalga l’«anima Ljuba» (l'attaccamento al passato) o l’anima «Lopachin» (il ghigno che accompagna le bombe)

«Spetta a chi ha legato il sonaglio al collo della tigre il compito di toglierlo»: quando ho letto, nei resoconti della videoconferenza tra Xi Jinping e Joe Biden in margine all’invasione russa dell’Ucraina, questa limpida metafora usata dal presidente cinese, ho pensato a Čechov. In un suo racconto abbastanza celebre, Tre anni, Čechov immagina – […]

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Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Lo stato di Biden

Il presidente Usa Biden ha tenuto l'annuale State of the Union in un clima di profonda crisi per via della guerra in Ucraina. Ma questo non gli ha impedito di parlare di un Paese sicuro, economicamente solido e vicino alla famiglie e a chi ha bisogno

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che l’annuale State of the Union di un presidente degli Stati Uniti nel 2022 sarebbe avvenuto nel mezzo di una guerra nel cuore dell’Europa.  Eppure Joe Biden proprio nel momento in cui può cominciare a parlare agli americani di rialzare la testa dai danni della pandemia, si trova quest’altra tegola […]

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