Roberto Mussapi
Every beat of my heart

La sapienza dei poeti

“Sogno di una notte di mezza estate” dove Shakespeare enuncia la visione romantica del mondo: solo uomini della sua specie o i pazzi o gli innamorati vedono cose che il sapiente non vede. È perché sono capaci di perdersi nella notte, come nota Teseo in un monologo tradotto da Roberto Mussapi

Mi è stato scritto: meno male che il cuore ritorna a battere. E che un mese e mezzo di vuoto pare più una pausa che una “sospensione”, come ho definito le vacanze di questa rubrica. Il punto è che la parola “pausa” mi evoca pausa-pranzo (nemmeno nell’esercizio fisico prevale, rispetto al corretto “recupero”), mentre quella […]






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Alberto Fraccacreta
A proposito di “Cieli celesti”

La poesia ancestrale

I versi di Claudio Damiani segnano il ritorno all’ancestrale (inteso come mito del buon selvaggio): un percorso tramite il quale è possibile recuperare la risonanza del primo vagito dell’universo

«Beppe Salvia è morto a Roma, a trent’anni, gettandosi dalla finestra di casa sua sabato 6 aprile, a via del Fontanile Arenato. Ho sempre avuto l’impressione che abitasse in quella via perché il nome gli piaceva. Un nome liricamente simbolico». È il drammatico inizio dell’articolo Morte d’un giovane poeta di Marco Lodoli, pubblicato il 18 […]






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Roberto Mussapi
Every beat of my heart, la poesia

L’estrema conoscenza

Torna il “battito” di Roberto Mussapi che porta sulla scena la parola poetica con tutta l’energia espressiva che possiede. Lo fa con un nuovo libro da cui è tratto il monologo di Amleto che pubblichiamo. Un Amleto sopraffatto dal troppo amore…

Nel mese di luglio annunciavo ai nostri lettori un mio libro in uscita, anticipandone un monologo, Cassandra. Dopo questa “sospensione”, (non “pausa”), di Agosto, ritorno con quel libro ora in libreria. E riprendo i criteri di fondo che lo ispirano. Nel Novecento Thomas Stearns Eliot riformula i tre generi di poesia: lirica, epica e drammatica. […]






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Pasquale Di Palmo
La voce del poeta: Gianni Zampi

Paesaggio plausibile

È come emerso il dettato poetico di “Qui è sempre inverno”, l’unica raccolta dell’autore toscano pubblicata nel 2013. Emerso da posti remoti, dai ripensamenti, dalle correzioni che nulla hanno tolto all’immediatezza, né al pudore e alla compostezza. E tra poco, in un nuovo libro, il lavoro degli ultimi anni…

«Non infierire con le parole» si legge in Qui è sempre inverno (80 pagine, 12 euro), l’unica raccolta poetica pubblicata da Gianni Zampi per Italic nel 2013. E tale assunto sembra caratterizzare la pronuncia poetica dell’autore toscano, trincerata in una sorta di pudore e compostezza che si riverbera nelle pagine di tutto il libro. I […]






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Domenico Calcaterra
A proposito di “Quasi leggera morte”

Laboratorio Mandel’štam

Nelle Ottave di Osip Mandel’štam c'è la furia della scrittura - sempre sottoposta a controllo totale dall'autore - che tende a quell'assoluto creativo nel quale la realtà si fa simbolo

Alla mia prima lettura, anni orsono, di Conversazione su Dante (1933) di Osip Mandel’štam rimasi letteralmente folgorato da quel passaggio usato dal poeta per descrivere a cosa potesse essere paragonata, per il suo effetto conturbante, l’opera dell’esule fiorentino: «Se le sale dell’Ermitage all’improvviso dessero fuori di matto, se i quadri di tutte le scuole e […]






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Alberto Fraccacreta
A proposito della raccolta «Tre»

Poesia senza verso

Esiste una poesia al di là dei versi? È possibile che essa si presenti in abito “non conforme alla cerimonia”? I versi del narratore cileno Roberto Bolaño dimostrano di sì (come tutta la tradizione di fine Novecento)

Sognare è l’altra faccia della vita. Nel sogno accadono connessioni impossibili nella realtà o passibili di una realtà ulteriore. Il sogno è una protesi dell’esistenza, concessa per far camminare speranze mutilate; rappresenta forse il costituente estremo della poesia e della letteratura. D’altronde l’analisi chimico-organica del sogno parla chiaro: una miscela di desiderio fluido e microparticelle […]






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Pasquale Di Palmo
La voce del poeta: Mauro Sambi

Presagi d’Istria

La lezione dei maestri, «uno stupefatto senso del passato», la prossimità con le persone amate, la contiguità con la natura, con Pola, sua città natale. E con le sue radici Sambi medita un confronto e regala a Succedeoggi la sua prima poesia in dialetto

La poesia di Mauro Sambi, nato a Pola ma residente a Padova («A lungo, forse troppo a lungo sono / stato chiuso in una lingua tra due / mondi»), si caratterizza per una dizione elegante e raffinata e per il recupero di forme chiuse come quelle del sonetto o della sestina. Sambi, figura schiva e […]






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Giuseppe Grattacaso
A proposito de "Le notti aspre"

Poesia della mancanza

Evelina De Signoribus parla sempre di una mancanza, di qualcosa che non ha avuto la forza di realizzarsi o che soltanto non ci appartiene più: tocca ai suoi versi sanare la perdita

La poesia di Evelina De Signoribus è costantemente mossa da un’esigenza di equilibrio, che non è solamente rivolta in direzione di una ricerca formale, ma nasce dalla volontà di trovare un’armonia, una possibilità di bilanciamento tra le cose e gli avvenimenti che animano l’esistenza. La poesia si è come data l’impegnativo obiettivo di portare alla […]






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Pasquale Di Palmo
La voce del poeta: Alberto Fraccacreta

La nitida luce del vero

Passione e dedizione per la poesia, abitudine all’«ascolto interiore del verso» sono per il giovane poeta l’esito del cortocircuito tra lirismo montefeltresco (Urbino, luogo di residenza) e paesaggio arido del Tavoliere (la Puglia, terra d’origine)

Alberto Fraccacreta, di origine pugliese, ha pubblicato le raccolte poetiche Uscire dalle mura nel 2012 e Basso impero (132 pagine, 12 euro) nel 2016, entrambe edite da Raffaeli Editore. La sua poesia si connota per le implicazioni religiose – ma di una religiosità a suo modo eretica – e per una pronuncia scabra, che poco […]






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Ilaria Palomba
A proposito del “Dio dell'abbandono”

La poesia dei corpi

La prima raccolta di Ignazio Gori lo mostra poeta dei corpi, della carne, della notte, la cui maledizione è la bellezza effimera che sfugge e non si può mai afferrare

Dio dell’abbandono (Augh, 2017, pp. 60, euro 9.90) è il quarto libro di poesie di Ignazio Gori. Il Dio dell’Abbandono è la preghiera silenziosa dell’uomo dinnanzi all’impeto di un desiderio insaziabile che è insieme fine e confine della vita. Un divorare corpi e lasciarsi divorare come anima che s’incarna nei luoghi, tra Roma e Sabaudia, […]






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