Alessandro Boschi
Il nostro inviato al Lido

Il Leone prudente

Il Leone a Guillermo Del Toro è stato ecumenico (senza creare troppe polemiche). Ma forse, al termine di una buona Mostra, ci sarebbe stato di più un premio a Martin McDonagh o a Paul Schrader

L’enorme vantaggio di scrivere un commento ai vincitori di un festival conclusosi già da un bel po’ esime dallo snocciolare i nomi e i titoli di tutti i vincitori. Già da ieri sera trovate tutto on line, nelle migliaia di box di tutti i siti possibili e immaginari. In realtà il nome di Guillermo Del […]






continua »
Alberto Crespi
Zattere agli Incurabili

I nostri Leoni

Il film di Ai Weiwei è per il Palazzo di Vetro, quello di Aronofsky è per il suo salotto (o per quello di Jennifer Lawrence): per il resto, è stata una buona Mostra. Va bene il premio a Guillermo Del Toro, ma il nostro Leone resta Martin McDonagh

Non è stata una brutta Mostra. Diciamo che neanche la metà dei film italiani visti meritava di esserci, e questo è un difetto grave. Ma si sa come vanno queste cose. A volte è difficile dire di no. E poi, forse, Alberto Barbera e i suoi selezionatori sono convinti che Una famiglia e Hannah siano […]






continua »
Elisa Bondavalli
Dietro le quinte della Mostra

I lager svizzeri

“Dove cadono le ombre” di Valentina Pedicini sul genocidio della comunità nomade Jenisch in Svizzera è un film pieno di buone intenzioni che finisce per annegare nella noia. E nella retorica

È già in uscito nelle sale cinematografiche il film Dove cadono le ombre di Valentina Pedicini, in concorso a Venezia per Le giornate degli autori. La regista riapre un piccolo ma spaventoso capitolo della nostra storia recente, sicuramente poco conosciuto: il genocidio, avvenuto nella vicina Svizzera, della comunità nomade Jenisch (terza per importanza dopo Rom […]






continua »
Alberto Crespi
Zattere agli Incurabili

Post-recensione

Il cinema a colpi di like: le chiacchiere dei cinefili su Facebook spesso vengono scambiate per esercizi critici. E invece siamo solo una banda di incurabili, ciascuno sulla sua zattera

Si va da «insalvabile e ingiustificabile» a «film che salva l’onore del cinema italiano». Si parla di Hannah, ultimo film italiano in concorso (clicca qui per leggere la recensione di Alessandro Boschi). Dove? Ma su Facebook, è evidente. In mezzo c’è di tutto. La forbice è amplissima ed estremamente frastagliata. Sono su Facebook da un […]






continua »
Alessandro Boschi
Il nostro inviato al Lido

La colpa di Hannah

"Hannah" di Andrea Pallaoro con Charlotte Rampling è un tipico film "da concorso", ossia una pellicola che non immagina un rapporto vero con il pubblico. Perché racconta un non detto che resta oscuro

Giusto ieri leggevamo della questione se esistano o meno i film da concorso o se, semplicemente esistano film, per i quali non ha nessun senso questo tipo di catalogazione. Se però questa catalogazione esistesse, Hannah, di Andrea Pallaoro, presentato questa mattina in concorso, sarebbe proprio il tipico film da concorso. Interpretato da Charlotte Rampling è […]






continua »
Alessandro Boschi
Il nostro inviato al Lido

Delusione Soldini

“Il colore nascosto delle cose”, nuovo film di Silvio Soldini è leggero, quasi impalpabile. Forse troppo impalpabile. Una storia d'amore tra un pubblicitario e una non vedente, che finisce nel nulla

Presentato questa mattina il nuovo film di Silvio Soldini Il colore nascosto delle cose (Emma). Interpretato da Valeria Golino, la Emma del titolo, è la storia di un superficiale pubblicitario, superficiale come spesso capita per difesa, e di una non vedente che ha accettato il proprio handicap e con ostinazione e pervicacia ha saputo ricostruirsi […]






continua »
Alberto Crespi
Zattere agli Incurabili

La vita non è cinema

Pellicola o digitale? Finzione o registrazione della realtà? Ritmo o tempi morti? Insomma, a che serve il cinema, se non trasforma le cose? Prendete il caso del nuovo film di Abdellatif Kechiche...

Dopo aver visto il film di Abdellatif Kechiche Mektoub My Love – Canto Uno, siamo giunti a una conclusione: urge il ritorno alla pellicola. Bisogna sottrarre il digitale ai registi cinematografici. Solo l’analogico ci salverà. Come dite? Non accadrà mai? Ovvio. Ma, come nel ’68, occorre essere realisti e chiedere l’impossibile. Premessa: il film è […]






continua »
Elisa Bondavalli
Dietro le quinte della Mostra

Razzismi d’America

“The Rape of Recy Taylor” di Nancy Buirski, che racconta di una ragazza violentata in Alabama negli anni Quaranta, porta al Lido, con grande forza, il temi dei diritti calpestati negli Usa

Alla sala Darsena ieri pomeriggio è stato presentato il docu-film The Rape of Recy Taylor di Nancy Buirski, unico lungometraggio americano in concorso per la sezione Orizzonti. Recy Taylor era una giovane madre nera di ventiquattro anni che viveva e lavorava in Alabama. Nel 1944 fu vittima di uno stupro da parte di sei ragazzi […]






continua »
Alberto Crespi
Zattere agli Incurabili

Il western aborigeno

«Sweet country" del nativo australiano Warwick Thornton racconta l'odissea di un aborigeno che non riconosce i valori dei colonizzatori bianchi. Quasi un remake del mitico “Ucciderò Willie Kid”, western atipico di Abraham Polonsky

Parlare bene di un regista per parlare benissimo di un altro regista è un’operazione forse lievemente scorretta, ma spero che Warwick Thornton non se ne avrà a male. Thornton è un regista e direttore della fotografia australiano con un curriculum già notevole, e con una particolarità etnica che lo rende speciale: è un nativo australiano, […]






continua »
Alessandro Boschi
Il nostro inviato al Lido

Ultima Sceneggiata

Sangue, criminalità, amore, canzoni, passioni: la ricetta di "Ammore e Malavita” è proprio quella della sceneggiata. Ma rimaneggiata e attualizzata (benissimo) dai Manetti Bros. Con l'aiuto di un Carlo Buccirosso perfetto

Lo confessiamo: appena seduti in sala Darsena per la proiezione di Ammore e Malavita dei Manetti Bros, presentato in concorso  stamattina, la prima cosa che abbiamo controllato, come peraltro facciamo sempre, è stata la durata: 133 minuti, quasi due ore e un quarto. Abbiamo temuto, non ve lo neghiamo. Perché a noi i due ci […]






continua »