24
gennaio
2021

racconti

Michela Di Renzo
Un racconto inedito

Un giorno perfetto

«Durante il rinfresco la temperatura sotto il pergolato per fortuna si rivelò tollerabile: mentre sua sorella Livia rideva e scherzava con Davide, Anna ogni tanto si alzava e andava a controllare che ai tavoli degli ospiti non mancasse niente...»

Anna si affacciò al balcone e guardò in alto, verso il cielo, dove alcuni nuvoloni grigi si stavano addensando minacciosamente. “Mi sa che stavolta le previsioni del tempo ci hanno azzeccato” pensò. “Probabilmente dopo la cerimonia inizierà a piovere”. Del resto la giornata era eccezionalmente calda per essere una domenica di metà maggio, con temperature […]

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Giuliana Vitali
Un quadro napoletano

La signorina Cetta

«La veste nera e corta della signorina Cetta delineava l’ossatura piccola e i fianchi sformati. I capelli lunghi lattiginosi con qualche striscia nera le scendevano sul volto rugoso e incipriato con gli zigomi rosati...»

La signorina Cetta abitava in un seminterrato in Via Pigna all’Arenella nel palazzotto abusivo in cemento rosso costruito negli anni Ottanta attaccato al terrapieno fangoso della collina. Le strette bocche di lupo davano sotto il parcheggio del gommista Salvatore e figli limitato da un alto cancello verde che separava la proprietà dai ripidi tornanti della […]

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Michela Di Renzo
Un'avventura inedita

Anna e la fitodiversità

«Durante quella passeggiata a Firenze con Claudio le era tornato in mente il borsello: la capatina dentro alla boutique per ripararlo le era parsa un’ancora di salvezza in quel pomeriggio che sembrava non passare mai...»

“Ti dispiace se entriamo un attimo?” Anna pronunciò la frase davanti alla porta della boutique collocata nell’angolo della piazza rinascimentale dopo aver guardato a lungo la vetrina del negozio, dove sugli scaffali sottili di legno bianco trafilati in oro era esposta l’ultima collezione di borse con la loro foggia a trapezio, leggermente arrotondato verso il […]

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Raoul Precht
Una “delusione” natalizia

Un regalo di Natale

«Già vedeva la delusione sul suo viso: primatista di salto in lungo alla fine degli anni Settanta, si era votata anima e corpo alla costruzione scientifica di un campione del mezzo fondo. Quel campione che lui, a questo punto, non sarebbe diventato mai...»

Per cominciare dalle buone notizie: nell’articolazione delle due anche, la testa del femore presenta un arrotondamento corretto; la cartilagine è ben conservata e non si ravvisa alcuna variazione liquida a livello subcondrale (qualunque cosa sia, pensò), né un aumento significativo del liquido articolare. I tessuti molli periarticolari sono regolari. Il tendine del ginocchio non palesa […]

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Lorena Fiorelli
Parole e ombre/20

Il corridore

«L’atto del pagamento era necessario che avvenisse prima dell’atto carnale, sembrava che il possesso fosse, per la donna, la molla che faceva scattare il desiderio; tutti erano disposti a giurare che, in quel preciso momento, le banconote che passavano di mano sembrano fatte di seta»

Immagine di Marco Pasqua La strada per arrivare alla villa era lunga o corta a seconda dei pensieri del corridore, giornate che ci impiegava un attimo e giornate che ci voleva una mattinata intera.I campi di grano che costeggiavano il sentiero si muovevano per la forza del vento che da quelle parti sembrava una maledizione, […]

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Marco Rinaldi
Parole e ombre/19

Bastardo

«Dopo qualche tempo, cominciai a provare per Katia un’inspiegabile attrazione, che crebbe fino a diventare incontenibile, e soffocare definitivamente il mio interesse per la bella Marta»

Immagine di Lucio Inserra Tutto, come per tutti, è cominciato nella culla, o poco dopo. Non sono mai stato innamorato di mia madre. Certo, all’inizio, come tutti i bambini, c’era solo lei, non capivo neanche dove lei finisse e cominciassi io, mi era indispensabile, eccetera eccetera. Poi, però, poco a poco mi sono accorto di […]

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Leopoldo Carlesimo
Un racconto inedito

Cena in famiglia con piscina

«...Poi qualcosa doveva essersi inceppato nel suo cervello o nei suoi dintorni. Le olimpiadi erano sfumate. Possibile conseguenza dell’interruzione degli allenamenti, gli piombarono addosso alcuni chili di troppo e una stempiatura precoce»

Cena in famiglia con piscinaLi ammutolì tutti, quella scena. Se mai vi fu dell’audio in sottofondo, qualcuno ebbe cura di ruotare la manopola e azzerarlo. Ripensandoci, dovettero certamente esservi grida, movimento. Ma chi osserva i fatti dall’esterno non li coglie. Coglie solo l’immagine plastica, necessariamente priva di suono, della donna in piedi dentro la vasca, […]

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Paolo Vanacore
Parole e ombre/18

Polaroid

«Veronica, come facciamo con tuo marito? Le chiesi. Tranquillo, Giovanni. Non lo saprà mai. Rispose. Purtroppo, le cose non andarono esattamente così. Sono passati trentatré anni e il marito mi sta ancora cercando»

Immagine di Luisa D’Aurizio Iniziò tutto con una Polaroid, all’epoca avere una Polaroid era un vanto. Costavano molto le Polaroid e anche la carta costava molto ma io ne avevo abbastanza perché mio padre era il proprietario di un negozio di sviluppo e stampa foto, l’unico del quartiere. E così presi a fotografarle tutte. La […]

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Roberto Todisco
Parole e ombre/17

Il figlio unico

«Se con Rachele avevo oltrepassato la soglia, la storia con Alice mi aveva dato una certa disinvoltura nel mentire a Giovanna. Il tradimento faceva parte della mia vita e mi dava gusto. Avevo anche preso a desiderare mia moglie con un filo di cattiveria che portava a sporadici, ma furibondi amplessi notturni...»

Immagine di Giulia Barone La prima volta è stata piuttosto sordida. Anche se devo dire che le pareti spoglie, il mobilio da quattro soldi e la ferinità muta di Rachele mi hanno aiutato a fare il grande salto, a liberare la faccenda da qualsiasi implicazione emotiva. Eppure quando sono tornato a casa sentivo il cuore […]

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Michela Di Renzo
Vita di pronto soccorso

L’anello di Daniela

«Sulla porta comparve un uomo di mezza età, col volto accigliato, i capelli crespi arruffati, la barba sfatta da giorni e indosso una tuta da lavoro sporca. Dietro di lui si intravedeva una donna anziana coperta da una tunica nera lunga fino ai piedi e con un velo dello stesso colore sul capo»

Il paziente dietro la tenda gialla che copriva la parete a vetri dell’ambulatorio stava imprecando da dieci minuti. “Aspetto da più di tre ore” urlava una voce maschile, giovane, sempre più alta, ogni volta che qualcuno passava lì davanti. Daniela alzò gli occhi al cielo sospirando, si rivolse a Leo e appoggiando sconsolata la fronte […]

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