23
maggio
2024

letture

Roberta Passaghe
Su "Repertorio per mano sinistra"

L’uomo disintegrato

Il nuovo romanzo di Giulio Neri è il ritratto delle ossessioni di un pianista che si ritira in solitudine cercando di sfuggire la vita (senza riuscirci). Un libro che convince sia per l'uso della storia sia per l'uso della lingua

La spettacolarizzazione delle bassezze umane è una pratica che, se maneggiata con maestria, non smette mai di affascinare. In Repertorio per mano sinistra (Il Maestrale, 272 pagine, 20 euro) ci si immerge nelle manifestazioni migliori del grottesco, indiscusso protagonista del romanzo, per essere condotti nei meandri più libidinosi delle pulsioni individuali. Giulio Neri, l’autore, si […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Il commiato di Su Wu

Versi di addio del poeta cinese rivolti alla moglie, prima di partire per la guerra (sarà prigioniero degli Unni per 19 anni). Ci insegnano l’utilità della poesia, ciò che la rende essenziale: «resistere nell’amore a sostenere, soccorrere, baciare la vita»

Su Wu, poeta del II secolo a.C. scrive una commovente lirica di commiato dalla moglie, su un tema canonico nella poesia cinese, per secoli e secoli, tragico: guerre continue, uomini, principi e poeti che lasciano la dimora e la moglie, costretti a partire per guerreggiare. Un incubo in un paese, la Cina, ove la realtà […]

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Arturo Belluardo
Su “Non nella Enne non nella A ma nella Esse”

Romanzo rock

Il romanzo d'esordio di Mariana Branca è un viaggio folgorante nel mondo della musica e del ritmo (sulle tracce di Nicolas Jaar). Un'avventura di formazione che si trasforma nel catalogo della vita vissuta e da vivere

di quegli anni, quegli anni che eravamo amici, che stavamo sempre insieme, quegli anni che ci volevamo un bene pazzo, che ci amicavamo ogni giorno di nuovo come la prima volta, qualche ora ci inimicavamo, poi ci appaciavamo, ci abbracciavamo, oppure certe volte ci guardavamo soltanto. E un sacco di cose con gli occhi ci […]

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Loretto Rafanelli
La poesia di Jan Wagner

Verità sospese

Leggendo i versi del poeta tedesco, insignito del Premio Internazionale di Poesia Città di Pescara, «pare essere di fronte a una scena alla Bruegel, in cui tutti si adoperano a rappresentare il proprio mondo fatto di cose comuni». Con salti creativi che vedono oltre

Domani, 26 maggio verrà attribuito il Premio Internazionale di Poesia Città di Pescara al tedesco Jan Wagner (nell’ambito del Concorso Nazionale Sinestetica, Premio Miscia Cecconi, organizzato dal Centro di poesia e altri linguaggi), che negli anni (dal 2018), ha riconosciuto meritevoli di tale onore Valerio Magrelli, il lussemburghese Jean Portante, il cubano Víctor Rodríguez Núñez, la […]

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Roberta Passaghe
A proposito di “Dove non mi hai portato"

Scrivere per mostrare

Il nuovo romanzo di Maria Grazia Calandrone, dedicato a un caso di cronaca degli anni Sessanta (la storia di una madre costretta ad abbandonare la figlia), scade spesso nel didascalismo. E l'autrice finisce per spiegare le ragioni della sua scrittura

La regola aurea vuole che, quando si scrive, mostrare sia meglio che dire. Come tutte o quasi le regole si presta naturalmente a essere infranta: la differenza la farà allora il modo. Del nuovo romanzo di Maria Grazia Calandrone a non convincere è appunto il modo, e fin dall’apertura: che qualcosa la mostra, sì, ma […]

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Roberto Mussapi
Every beat of my heart

Amore nell’infinito

Una poesia di Margherita Guidacci, poeta tra i più importanti del '900. Una preghiera in cui l’autrice, prefigurando il momento della “seconda resurrezione”, «in quel tremendo campo / dove avrà inizio l’eterno», spera di incontrare lo sguardo dell’amato

Alla fine dei secoli, la seconda resurrezione, definitiva, eterna. Il corpo sentirà l’anima impossessarsi di lui, la carne sentirà la penetrazione dell’anima. Ogni poesia ha in sé qualcosa di misterioso ed enigmatico, ma che non può, se si tratta di vera poesia, restare avvolto in un oscuro mistero. Poesia è mistero e evidenza, inscindibili.La prima resurrezione, […]

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Giuseppe Grattacaso
Su “La verità arriva all'improvviso”

Le ombre di Roma

Il nuovo libro di Paolo Vanacore è una raccolta di dieci racconti: dieci ritratti di donne continuamente sospese tra amore e solitudine con Roma coprotagonista. La città delle vetrine, dei monumenti, della storia e della disperazione delle periferie

Il ventre di Roma è molle e infetto, sa di rancido, ha il colore dei sogni che non si realizzeranno mai e che perciò nemmeno più si sognano, dei liquami putrescenti che hanno dimenticato di essere stati un tempo acqua piovana. È il paesaggio straziato e informe della Grande Bruttezza, a qualche fermata di bus […]

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Marta Morazzoni
Su “La casa dell’uva fragola”

Dove dimora la storia

Dal Risorgimento ai prodromi della Seconda guerra mondiale, Pier Vittorio Buffa ricostruisce, tra realtà e romanzo, la vicenda di una famiglia lungo tre generazioni. Protagonisti una casa sulle alture del Varesotto e i suoi abitanti. Una vicenda ancora oggi viva, che lo riguarda…

È perché si parla dei miei luoghi? Dei boschi e dei paesi che conosco bene e che percorro in camminate che ricordano i tempi in cui le strade erano poche e i sentieri vissuti? Certo che una componente di partecipazione per quanto mi riguarda c’è e mi coinvolge nella lettura del romanzo La casa dell’uva fragola di […]

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Andrea Carraro
La lezione di un maestro

L’ironia di Pontiggia

Ritratto di Giuseppe Pontiggia, un'intellettuale anomalo che inseguiva la verità e uno scrittore votato alla brevità e all'ironia. Ironia espressa soprattutto nella forma della satira ma anche dell’umorismo paradossale, del nonsense. Insomma, un’ironia molto poco “italiana”

Dico subito che la letteratura di Pontiggia mi riguarda molto da vicino, per via della banca, anzitutto, che ha avuto occasione di uccidere anche me  – pure io sono stato bancario, per molti più anni di Pontiggia, e ci ho scritto su un paio di romanzi e diversi racconti: ma pure per altre coincidenze biografiche, […]

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Daniela Matronola
A proposito di “Aurora”

La favola invisibile

Giorgio Nisini rilegge in chiave attuale la favola della Bella addormentata sospesa tra buio e luce, tra visibilità e invisibilità. Una storia dove il vero conflitto è tra essere visti/e o essere dimenticati/e, o ancor di più relegati su uno sfondo destinato al buio

Torniamo sul senso del romanzo come genere plurivoco e ibridato, dunque a elevata funzione generativo-trasformazionale, prendendo in prestito questa etichetta composta che Noam Chomsky applica in realtà (udite, udite) alla grammatica per illuminarne la duttilità nella coesività. Il romanzo – che periodicamente viene dato per morto o morente – gode in realtà di una sua […]

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