Pasquale Di Palmo
I deliri del bibliofilo

Tra fiabe e tarocchi

Non mancano le “trasgressioni” nella vicenda editoriale di Italo Calvino. Che «si sbizzarrì a ricercare per le sue affabulazioni un aspetto grafico confacente». Da Einaudi a Garzanti attraverso Franco Maria Ricci, un elenco di titoli ricco e sorprendente

I libri di Italo Calvino sono stati pubblicati, con qualche rara eccezione, in varie collane di Einaudi, casa editrice dove l’autore lavorava in qualità di funzionario. L’esordio avvenne nel 1947 con Il sentiero dei nidi di ragno, undicesimo titolo della collana “I coralli”, con copertina di Ennio Morlotti, stampato nonostante il parere negativo di Vittorini […]

continua »
Leonardo De Rosa
A quattro anni dalla morte dello scrittore

Scrivere e volare

La metafora del volo, per Daniele Del Giudice, rappresenta la libertà creativa. La scrittura, insomma. A differenza di Calvino che la usava per togliere opacità al reale

Tra le pagine più belle di Daniele Del Giudice che mi è capitato di leggere ci sono quelle legate al volo. Ogni volta che un testo mi spedisce tra le nuvole mi assale la tentazione di farne una metafora della vita, non riesco ad esimermi dal rendere simbolo un’azione lontana da me tanto quanto il […]

continua »
Pasquale Di Palmo
I deliri del bibliofilo

Luciano Bianciardi: una vita agra

Storia editoriale (e personale) del romanzo che ha reso celebre lo scrittore grossetano, «un anarchico» emigrato nella Milano degli anni Sessanta, capitale del lusso e del benessere. Fu un successo strepitoso (10 mila copie in due mesi), tra cause legali e conseguenti censure

Molto complessa e articolata è la storia editoriale del romanzo La vita agra di Luciano Bianciardi, pubblicato nel 1962 nella collana “La Scala” di Rizzoli diretta da Domenico Porzio. In una lettera indirizzata all’amico Mario Terrosi in data 1° marzo 1962, Bianciardi scrive: «Son riuscito a scrivere un libro che ritengo la mia cosa migliore, […]

continua »
Marinella Petramala
A proposito di “Una lingua per cantare”

Poesia da cantare

Da Pasolini a Caproni, da De André a Calvino, Giulio Carlo Pantalei, cantautore e saggista, dedica uno studio molto approfondito alle commistioni tra poesia e canzone popolare nel secondo '900

Ha ha ha ha ha ha ha. In una scansione di sillabe onomatopeiche volte a comporre una fila di risate, Pier Paolo Pasolini ricostruisce un tempo in 7/8 in un bounce (un tempo jazz di velocità variabile) inserendosi appieno in una stagione fortunata del secolo scorso, che ha visto alcuni dei massimi autori italiani del […]

continua »
Pasquale Di Palmo
I deliri del bibliofilo

Il “gettone” di Testori

Storia del “Dio di Roserio”, esordio narrativo di Giovanni Testori, pubblicato nel 1954 nella celebre collana einaudiana diretta da Vittorni. In larga parte in dialetto milanese non “puro” ma “arioso”, il libro fu accolto in modo contrastante e le recensioni positive furono surclassate dalle stroncature

La collana einaudiana “I gettoni” nasce nel 1951 su iniziativa di Elio Vittorini, qualche anno dopo la chiusura del settimanale «Il Politecnico». Nelle intenzioni del suo ideatore, la collana avrebbe dovuto avere un accentuato carattere sperimentale e differenziarsi rispetto a quella dei “Coralli”, di più immediata fruizione e con un più collaudato risvolto commerciale. L’intento […]

continua »
Marco Ferrari
Miti popolari

Calvino a Sanremo

La città della kermesse della canzone televisiva è anche la città (invisibile) di Italo Calvino. Quale rapporto c'è tra il grande scrittore della leggerezza e il festival della pesantezza?

Quando nel 1951 nacque il Festival di Sanremo, Italo Calvino si era già fatto torinese, aveva pubblicato I sentieri dei nidi di ragno e Ultimo viene il corvo, scriveva su l’Unità e Rinascita, lavorava all’Einaudi, cominciava la stesura del Barone Rampante. La riviera ligure era nostalgia, non rimpianto. L’anno dopo morì il padre Mario e […]

continua »
Pasquale Di Palmo
I deliri del bibliofilo

Il “primogenito” di Primo Levi

Breve storia editoriale di “Se questo è un uomo”. Rifiutato due volte da Einaudi (che poi accettò di pubblicarlo successivamente), vide la luce nel 1947 per i tipi della casa editrice De Silva di Torino diretta dal fondatore Franco Antonicelli

Una delle vicende editoriali più paradossali del nostro Novecento riguarda quello che Primo Levi aveva ironicamente battezzato come il suo «primogenito», ovverosia il libro d’esordio, intitolato Se questo è un uomo. Si tratta del celeberrimo romanzo che rievoca la detenzione nel lager di Auschwitz, avvenuta a causa delle origini ebraiche dello scrittore. Composto tra il […]

continua »
Paola Benadusi Marzocca
Strenne per piccoli e giovani lettori

Darsi un destino con l’aiuto di Calvino

Nell’anno del centenario della nascita dello scrittore, “Fiabe italiane” spicca tra le proposte, confermando che le favole danno «una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata … fino a noi». Senza trascurare però l’intelligenza artificiale e molto altro ancora

Il periodo più bello dell’anno forse è l’avvicinarsi del Natale perché dà il segno dello scorrere del tempo che passa sulle persone lasciando segni come gli anelli che si formano sul tronco degli alberi. Il peso degli anni piomba all’improvviso per ricordarci che tutto è in movimento e ogni cosa è transitoria, per questo gli […]

continua »
Danilo Maestosi
Alle Scuderie del Quirinale di Roma

Calvino da vedere

La grande mostra che le Scuderie del Quirinale dedicano a Italo Calvino (e ai suoi rapporti con l'arte) è una delusione: a parte qualche intuizione di Giulio Paolini o Gianfranco Baruchello, le parte "scritta" sovrasta quella direttamente in esposizione

La pagina più intrigante è all’esterno. È un’istallazione luminosa presa in prestito a Torino dove da oltre 20 anni viene esposta come addobbo natalizio. E, collocata lungo la strada che da via Nazionale porta al Quirinale, supera il portone delle Scuderie e si arresta davanti all’obelisco dei Dioscuri. Di giorno si notano appena delle sagome […]

continua »
Domenico Calcaterra
A proposito de “L’Illuminismo mio e tuo”

I due illuministi

Mondadori pubblica lo scambio di lettere e riflessioni critiche tra Italo Calvino e Leonardo Sciascia. Ne scaturisce un ritratto inedito dei due scrittori, uniti dalla necessità di analizzare la realtà con le armi della ragione

Nel canone italiano del secondo Novecento, due sono gli esempi più eclatanti di scrittori intorno ai quali è andata cristallizzandosi, per troppo tempo, un’immagine assai riduttiva, frutto di luoghi comuni e fuorvianti semplificazioni: Italo Calvino, alfiere di un principio di “leggerezza” assai frainteso, sul quale a lungo è pesata la condanna d’un eccesso di cerebralità; […]

continua »