Giuseppe Grattacaso
Cucina in quarantena

Cena con Leopardi

Lo diceva anche Leopardi: quando si mangia, è preferibile restare in silenzio. Figuriamoci in questi giorni in cui i singles vivono le loro esperienze peggiori. Da alleviare con totani e patate o paccheri al baccalà

C’è un momento, nelle giornate di clausura da coronavirus, in cui inevitabilmente chi vive da solo è portato a sentirsi davvero profondamente solo. Trascinato il corpo ad occuparsi di se stesso con le solite abluzioni quotidiane e con qualche manovra per mettere a posto i capelli sempre più fuori norma, ad uso della quotidiana videoconferenza […]

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Giuseppe Grattacaso
Cronache dall'Italia sospesa

Cena con Peggotty

«Unica prospettiva di socializzazione delle prossime sedici ore: portare a spasso la mia golden retriever. Si chiama Peggotty, come la governante di David Copperfield»

Immagini di Roberto Cavallini Mi affaccio dalla porta della libreria e saluto senza entrare. Mauro il libraio alza le spalle, a significare non possiamo che fare così. È un gesto che ho visto indirizzarmi spesso nelle ultime ore, anche da sconosciuti per strada, un misto di rassegnazione e partecipazione accorata a un destino collettivo. Non […]

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Giuseppe Grattacaso
Tra parlare, narrare e "impazzire"

Nostro virus virale

Il virus globale ci ha fatto (almeno) capire che la condizione di eccitazione e di eccitabilità in cui nel nostro Paese viviamo da anni, l’apparire costantemente sopra le righe, è il segno della nostra fragilità

Dalle prime pagine dei quotidiani online è scomparso il termine virale, almeno ad indicare, come avveniva con grande frequenza fino a pochi giorni fa, il video che ha ottenuto centinaia di migliaia di visualizzazioni e che è dunque “diventato virale”, o l’informazione alternativa diffusa tramite social. Le clip, solitamente amatoriali, rappresentano gesta eroiche o buffe […]

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Giuseppe Grattacaso
A proposito de “Il mio Enea”

Enea e Caproni

Curati da Filomena Giannotti, Garzanti ripubblica tutti gli scritti di Giorgio Caproni dedicati al mito di Enea. Nella contiguità con l'esule solitario (anche se padre e figlio contemporaneamente), il grande poeta trova le ragioni di una sua passione costante

Nell’estate del 1948 Giorgio Caproni a Genova incontrò Enea. Fu un incontro decisivo per la sua attività di poeta, l’emozione che ne derivò avrebbe accompagnato lo scrittore per il resto della vita. Ce lo racconta lo stesso Caproni in una serie di articoli, scritti in epoche diverse e in particolare negli anni del dopoguerra, ora […]

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Giuseppe Grattacaso
Diario di un decennio che fugge/3

Favete linguis

Un tempo, si diceva "favete linguis" per chiedere silenzio e favorire la ritualità e la concentrazione. I dieci anni appena conclusi, invece, hanno premiato chi ha parlato in continuazione. Spacciando idiozia e ignoranza per spontaneità

Per dare inizio ai riti sacrificali presso l’antica Roma il sacerdote pronunciava la formula “Favete linguis”. Chiedeva che le lingue dei presenti favorissero il rito, una formula elegante per invitare gli astanti a tacere. Le parole inopportune, dette da chi non era perfettamente addentro alle modalità rituali, avrebbero potuto infastidire gli dei, turbare la riuscita […]

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Giuseppe Grattacaso
A proposito de "L'ufficiale e la spia"

Polanski (e il silenzio)

Viaggio al centro della verità manipolata: raccontando l'affaire Dreyfus, Roman Polanski descrive (senza mai alzare i toni) le dinamiche di una società che mente per difendere gli "interessi superiori" dello Stato

Qualcosa rende grande L’ufficiale e la spia, il nuovo film di Roman Polanki, e non è la materia che tratta, e nemmeno solamente il rigore stilistico con cui il regista affronta il celebrato affaire Dreyfus. La vicenda del capitano dell’esercito francese degradato nel 1895 e mandato al confino con l’infamante accusa di spionaggio è nota, […]

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Giuseppe Grattacaso
A proposito di “Dire il colore esatto”

Traslochi di parole

Nella sua nuova raccolta poetica, Matteo Pelliti guarda il mondo con ironia. Ma la derisione non riguarda i personaggi, siano essi esseri umani o oggetti, nei cui confronti il poeta è sempre pietoso e benevolo, bensì il funzionamento del “macchinario vita”

La poesia di Matteo Pelliti, a partire dagli esordi avvenuti nel 2007 con Versi ciclabili, e in maniera più definita nella raccolta Dal corpo abitato del 2015, ha sempre rivolto lo sguardo sulle cose vicine, spesso soffermandosi sul paesaggio domestico, sui personaggi noti della scena familiare e amicale, salvo poi costringersi ad una repentina deviazione, […]

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Giuseppe Grattacaso
A proposito de "La Belle Époque”

La vita è un romanzo?

Il bel film di Nicolas Bedos con Fanny Ardant e Daniel Auteil suggerisce un imperativo allo spettatore: bisogna che la vita diventi letteratura o, meglio ancora, che il racconto della vita ci aiuti a non abbandonare i sogni

La Belle Époque (nel film di di Nicolas Bedos ora nelle sale italiane) è il bistrot dove si sono conosciuti Victor e Marianne. In locali come quello si è formata e ha sostato l’atmosfera incantata e agitata che animò gli anni Settanta del secolo scorso. Non movida ma movimento, semmai ancora con l’idea di cambiare […]

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Giuseppe Grattacaso
A proposito di “Lontano dagli occhi”

Stranezze di vita

Il nuovo romanzo di Paolo Di Paolo parte dalle vicende di tre donne alle prese con la maternità. Proprio intorno al rapporto tra genitori e figli di coagula un nodo vitale fatto di domande e misteri. A dimostrazione che la vita è un sortilegio da scoprire sempre

Il nuovo romanzo di Paolo Di Paolo (Lontano dagli occhi, Feltrinelli, 189 pagine, 16 Euro) “mastica domande”, proprio come uno dei personaggi che animano le tre storie che lo compongono, quel Gaetano appena diventato padre, che vorrebbe e non vorrebbe sentirsi investito da una responsabilità che ha cercato fino all’ultimo di nascondere a se stesso. […]

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Giuseppe Grattacaso
A proposito di "O caro pensiero”

Poesia del pensiero

La nuova raccolta poetica di Renato Minore da un lato segue il filo conduttore dell'ispirazione leopardiana (serve sempre un pensiero che la sostenga) e dall'altra si mostra come una variante lirica del raccontare in prosa

Il titolo del nuovo libro di poesie di Renato Minore, O caro pensiero (Aragno editore), rimanda senza che se ne possa dubitare a Leopardi, per quel vocativo che risulta così singolarmente ottocentesco, per il “caro”, che è aggettivo caro appunto al recanatese, e soprattutto per il riferimento al pensiero, modalità e strumento letterario associabile all’intera […]

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