Mario Di Calo
Visto al Teatro Bellini di Napoli

Ruccello all’Opera

Torna in scena "Le cinque rose di Jennifer" di Annibale Ruccello con Daniele Russo diretto dal fratello Gabriele. Il dramma della diversità perde la dimensione piccolo borghese originale per approdare a una magniloquenza quasi operistica

La prima volta che conobbi Jennifer fu nel lontano 1980 credo, al ‘Na Babele Theatre, spazio oramai scomparso, situato nei Quartieri Spagnoli, penso quello fosse un pre-debutto, prima che lo spettacolo – scritto, diretto e interpretato da un giovanissimo Annibale Ruccello – approdasse alla Biennale di Venezia, allora diretta da Maurizio Scaparro. Fu un’occasione importante […]

continua »
Chiara Ragosta
Inizia il festival CastellinAria

Segnali di teatro

SI intitola significativamente “Segnali di fumo” la seconda edizione della rassegna di teatro contemporaneo ideato e organizzato al Castello Cantelmo di Alvito (Frosinone) dalla Compagnia Habitas

In seguito al successo riscosso l’anno scorso e dopo essere arrivato finalista al Premio TOC (Teatro di Origine Certificata), riconoscimento per le strutture impegnate nel settore spettacolo promosso dal Tavolo Etico del Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea (C.Re.S.Co), CastellinAria – Festival di Teatro Pop, torna al Castello Cantelmo di Alvito (Frosinone) da domani al […]

continua »
Asia Vitullo
Visto al Teatro Sanzio di Urbino

Don Chisciotte sogna

Alessio Boni rinnova il mito di Don Chisciotte trasformandolo in un cavaliere sognatore che decide di andare - finalmente - incontro alla vita prima di lasciasi rapire dalla morte. Ne è nato uno spettacolo di grande suggestione

Buio. Sul palcoscenico si distinguono figure in abiti funebri con lumini accesi tra le mani. Nella lieve luce emanata da quelle candele si scorge un uomo al centro della scena, adagiato su di un letto. La languida voce di un personaggio con le sue preghiere estreme risuona in tutto il teatro, avvolgendolo nel terrore e […]

continua »
Mario Di Calo
Visto al Teatro Eliseo di Roma

Il carillon di Molière

Arturo Cirillo ripropone "La scuola delle mogli" di Molière facendone un gioco ripetitivo e perverso: quasi un'ossessione manieristica, nella quale la borghesia seicentesca si trasforma in un mondo popolato di fantasmi

La scuola delle mogli è una commedia di Molière andata in scena per la prima volta nel 1662, un impeccabile gioiello che il Settecento ci ha tramandato, e che giunge fino a noi sui nostri palcoscenici grazie alla sensibilità e alla accuratezza di Arturo Cirillo che lo ha ridotto e messo in scena per conto […]

continua »
Paolo Petroni
Visto al Teatro India di Roma

Ritorno a Martone

Dopo 36 anni, "Tango glaciale" di Mario Martone ancora emoziona con la sua capacità di cogliere le ansie di una generazione inquieta. A dimostrazione che, anche sulla lunga distanza, la creatività si mantiene viva

A trentasei anni dal suo debutto è tornato sulle scene Tango glaciale, il lavoro che pose Mario Martone e il collettivo di artisti Falso Movimento all’attenzione nazionale e non solo. Ora è “reloaded (1982-2018)” direi in fedele versione nel riallestimento a cura di Raffaele Di Florio e Anna Redi con la supervisione di Martone stesso. […]

continua »
Angela Scarparo
Ancora su "La rivolta degli oggetti"

L’anima degli oggetti

Il ritorno de La Gaia Scienza con uno dei suoi spettacoli di culto di quarant'anni fa non ha un sapore nostalgico ma indica un trapasso: il segno indelebile di un ricambio. Evocato (anche) dalla trasformazione degli oggetti

Se ha ragione Maurizio Calvesi quando, recensendo una retrospettiva di Pino Pascali, nel 1970, dice che «Non si fa arte solo per una finalità estetica ma, soprattutto, per accelerare il ricambio dei processi mentali, per alimentare una nuova logica che non sappiamo quale possa essere ma che, intanto, mentre è in gestazione sembra ghiotta di […]

continua »
Mario Di Calo
Visto al Teatro Eliseo di Roma

Favola Scarpetta

Luciano Melchionna (regista) e Lello Arena (protagonista) aggiornano "Miseria e nobiltà" di Eduardo Scarpetta. Un capolavoro comico trasportato in era grillina, con qui "brutti sporchi e cattivi" degni di reddito di cittadinanza

Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta è un capolavoro assoluto del teatro: scritta a cavallo fra Ottocento e Novecento, ha un meccanismo a orologeria di comicità e/o riflessione antropologica. Risolta brillantemente da Scarpetta in uno scontro paradossale fra la povertà all’ennesima potenza ed una ricchezza arrogante, sbruffona, ignorante accumulata chissà come, in una commedia dai […]

continua »
Luca Zipoli
Visto al Teatro Quirino di Roma

Al cuore di Williams

Mariangela D'Abbraccio è Blanche Du Bois in una nuova edizione (formata da Pier Luigi Pizzi) del capolavoro tempestoso di Tennessee Williams. Un tuffo nella tradizione e nel crollo del sogno americano

«È un’opera poetica e umana, divertente e strappacuore: indimenticabile». Così ha definito il capolavoro di Tennessee Williams uno dei massimi registi americani, Francis Ford Coppola. Un tram che si chiama Desiderio (“A streetcar named Desire”), appare in effetti come un dramma inafferrabile, al tempo stesso piacevole e inquietante, ben calato nell’epoca che rappresenta (l’America degli […]

continua »
Riccardo Bravi
Torna il festival più importante d'Europa

Silenzio, c’è Avignone

In vista della grande kermesse teatrale (che inizia venerdì prossimo) il direttore Olivier Py ha spiegato: «Il teatro è il cammino più breve che porta dall’estetica all’etica. E viceversa». Un luogo dove si parla (anche) con il silenzio

«Se mi si domandasse oggigiorno qual è la funzione da attribuire al teatro, io direi che è il cammino più breve che porta dall’estetica all’etica. E aggiungerei che si tratta, altresì, del più breve cammino che porta dall’etica all’estetica. Per fare atto di coscienza politica, il teatro non deve far altro che aprire le sue […]

continua »
Nicola Fano
Visto al Piccolo Eliseo di Roma

Operazione corruzione

Rosario Lisma, con il pretesto di raccontare una compagnia alle prese con uno spettacolo sulle BR, punta il dito sulla corruzione teatrale italiana. Che è figlia legittima di un Paese spolpato da lobby, poteri e false mode. Come il nostro teatro, appunto

Una compagnia di quattro teatranti poco trendy sta provando uno spettacolo “impegnato” sulle brigate rosse e la stagione del terrorismo italiano degli anni Settanta. Dubbi, paure, ripensamenti dei quattro attori (uno di loro è anche autore e regista) si riverberano sulle prove, mettendo a dura prova l’unità, anche stilistica, della compagnia. Unico legame indissolubile è […]

continua »