30
novembre
2022

commenti

Nicola Fano
Verso le elezioni

Draghi e Shakespeare

"Giulio Cesare" di Shakespeare può essere un ottimo strumento per capire il senso della nostra penosa campagna elettorale. Tra promesse impossibili e regalie di Stato. Ma in quella tragedia c'è anche la parabola della popolarità di Mario Draghi

Giulio Cesare di Shakespeare è una specie di miniera di meraviglie: espone al pubblico considerazioni e situazioni che spesso tornano d’attualità quando meno te lo aspetti. Shakespeare scrisse questa tragedia romana (che spesso ricalca perfettamente la vita di Cesare di Plutarco) nel 1599 e fece di Bruto – il protagonista – quasi una palestra di […]

continua »
Nicola Fano
L'aggressione di Chautauqua

Il pugnalatore

Proviamo a entrare nella testa di Hadi Matar, l'individuo che ha cercato di uccidere Salman Rushdie. Per tentare di capire quale cortocircuito tra valori e regole, realtà e finzione ha mandato all'aria il nostro mondo

Vorrei essere nella testa di Hadi Matar – 24 anni, nato in California, residente a Fairview, in New Jersey – che ha pugnalato Salman Rushdie. Vorrei essere nella sua testa per capire quale sia stato il percorso logico, razionale (ritengo ci sia sempre una ragione in quel che un individuo sceglie di fare) che lo […]

continua »
Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Le scatole di Trump

L'ex presidente Trump ha rubato dei documenti alla Casa Bianca e non li ha mai restituiti. Perché? E, soprattutto, perché l'Fbi ha perquisito la sua villa in Florida per recuperarli? Una nuova ombra nera si stende su uno dei personaggi più inquietanti di questi anni

Mentre a Washington la Commissione parlamentare che indaga sui fatti del 6 gennaio ha sospeso le sue sedute che riprenderanno a settembre, gli uomini dell’FBI alle 18,52 di ieri hanno fatto irruzione in Florida nella residenza di Donald Trump Mar a Lago, mentre l’ex presidente si trovava a New York. Che cosa cercavano con tale […]

continua »
Giuliano Compagno
Elegia per un antidivo

Metodo Giannini

Omaggio agli ottant'anni di Giancarlo Giannini, un grande attore al quale riesce il sortilegio di chiamarsi fuori dal personaggio che sta recitando. Merito di una "filosofica" estraneità alla vita e di uno sguardo personalissimo

Nel borgo di Pitelli, sul finire degli anni Settanta, ebbe inizio l’opera di trasformazione di alcuni orti interni in tre terrazzamenti. Ci vollero alcuni mesi finché il 28 marzo 1977, appena scoccato mezzogiorno, gli operai presero a festeggiare il termine dei lavori con abbondanti trofie al pesto spezzino e un bianco offerto dai fratelli Barite. […]

continua »
Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

Abominio americano

La decisione della Corte Suprema degli Usa in materia di aborto non cancella solo i diritti, tenta anche di cancellare la realtà e la storia. Con un provvedimento razzista. Tutto il peggio, in un solo atto. Con la firma avvelenata di Trump

Se nel 2017, quando uscì la serie distopica The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella) da un libro di Margaret Atwood, mi avessero chiesto se i suoi temi potevano essere riferiti agli Stati Uniti, avrei semplicemente sorriso. Quella serie, che, come altre con accenti simili, lascia intravedere la possibilità di un futuro catastrofico, racconta infatti di […]

continua »
Flavio Fusi
Cronache infedeli

Le delusioni di Izet

Ci voleva una lunga guerra – terribile come è stata quella di Bosnia – per mandare in frantumi il sogno di fratellanza poetica di Izet Sarajlic. Trenta anni dopo, un’altra guerra toglie la maschera all’impero travestito da liberatore.

C’è un ennesimo tradimento in questa guerra scatenata dal despota russo contro i deboli e gli indifesi. Un trascorso tradimento – che non sarà l’ultimo – lo ha raccontato all’ingresso del nostro secolo il poeta bosniaco Izet Sarajlic, scampato alla tragedia di Sarajevo, orfano di amici, compagni, fratelli, amate presenze. A pagina 57 dello straordinario […]

continua »
Flavio Fusi
Cronache infedeli

Arriba Colombia!

Il candidato della sinistra, Gustavo Petro, un misurato, rassicurante economista sessantenne, è il nuovo presidente della Colombia. La sua elezione, in sé, è una rivoluzione destinata a sconvolgere gli equilibri di una storica roccaforte del conservatorismo latino-americano

Chissà cosa scriverebbe oggi Gabriel Garcia Marquez della sua Colombia condannata a cento anni di solitudine, che in queste ore riempie le piazze di bandiere, di canti, di striscioni colorati, di allegria e speranza. Contro venti e maree, contro minacce e intimidazioni, contro la stanchezza di un rito stracco da sempre uguale a se stesso, […]

continua »
Sabino Caronia
Considerazioni sulla guerra

Compagni d’armi

Come ha osservato Liliana Segre, «sembra che la storia non insegni mai nulla agli esseri umani». Così dopo la Shoah e a quarant’anni dal conflitto tra Argentina e Regno Unito, la guerra in Ucraina ritorna a far piangere i morti, uomini che si combattono, volti incancellabili, vittime ignote che (citando Manzoni), Dio conosce

Nel diluvio quotidiano di informazioni della nostra tv nazionale mi ha colpito l’intervista a una donna ucraina cui la guerra ha portato via il misero campicello che era l’unica fonte di sostentamento per lei e per la vecchia madre invalida. Mi sono ricordato di Brothers in Arms, il brano di Mark Knopfler, già frontman dei Dire Straits, che apre ogni suo […]

continua »
Davide Cerullo
Arte urbana

I bambini di Jorit

A Scampia è stata inaugurata una bella opera di street art di Jorit che raffigura Fabrizio De André. Ma forse sarebbe stato meglio dipingere qualcosa per i bambini: è al loro immaginario che ci si deve rivolgere, in questo quartiere...

È ormai globalmente riconosciuto come l’impatto visivo degli elementi che circondano un bambino nei primi anni di vita sia estremamente importante nello sviluppo delle sue idee, delle sue abilità e anche delle sue stesse emozioni. È consapevolezza acquisita che quello che i piccoli vedono è da loro assunto come unico parametro di scoperta e quindi […]

continua »
Gianni Cerasuolo
Fa male lo sport

Le dediche di Clerici

Ricordo (molto personale) di Gianni Clerici, uno scrittore raffinato che ha fatto del mondo del tennis un romanzo di Bassani. Il ritratto di un aristocratico visto della redazione del suo giornale (che aveva finito per essere un po' la sua casa...)

Anche per me aveva trovato un soprannome, un vezzeggiativo dei suoi: mi chiamava “Giannino”. Quanti Wimbledon e quanti Roland Garros ho fatto con lui. Io a Roma e lui a Londra, a Parigi, io a Roma e lui a Melbourne, Open d’Australia, io a Roma e lui a New York, Us Open. Ho invidiato molto […]

continua »