28
giugno
2022

commenti

Gianni Cerasuolo
Viaggio a Pozzuoli/1

Terra dell’incertezza

Il bradisismo, l'attività vulcanica costante, l'edilizia selvaggia: che cosa vuol dire vivere in un luogo instabile? A Pozzuoli la scienza deve inseguire la natura: alle volte studiare e prevedere non basta. Solo chi vive in questo enigma ci fa l'abitudine

A Pozzuoli la terra trema e si gonfia come un soufflé. La paura è tornata. Il fenomeno millenario che si chiama bradisismo, cioè il movimento lento del suolo, continua a scombussolare le viscere dei Campi Flegrei, l’area vulcanica che lambisce a occidente Napoli e che contiene zone densamente urbanizzate come Pozzuoli, Bacoli e Monte di […]

continua »
Giuliano Compagno
A proposito del successo di “Ennio”

Ennio ad honorem

L'encomio tranquillo di un artista della tenacia e della genialità: questo è il (bellissimo) documentario di Giuseppe Tornatore su Ennio Morricone. La descrizione di una parabola umana e artistica unica, ma che segna il conflitto tra arte e passioni nel Novecento

I piccoli pregiudizi che “tieni” e che non ritrovi dopo aver visto Ennio di Giuseppe Tornatore. Il primo atteneva alla regia e al rischio di un film autocelebrativo e agiografico; il secondo, ancor più venefico, riguardava la figura artistica di Ennio Morricone, al quale è spettato un ruolo ingrato, almeno in Italia: di ottenere un […]

continua »
Anna Camaiti Hostert
Cartolina dall'America

L’etica di Biden

Costantemente criticato da tutti - ai limiti dell'ingiuria - per i suoi modi "rallentati", Biden è il bersaglio preferito di chi si proclama "né con Putin né con la Nato". Eppure, il presidente incarna il sentimento comune, quasi un populista che però non trascura l'etica pubblica

Da più parti ormai piovono critiche sulla testa di Joe Biden e sulla sua presidenza, anche già da prima della guerra in Ucraina. La maggior parte di esse trovano riscontro nell’età avanzata tanto che da più parti si è perfino ventilata l’ipotesi che potrebbe lasciare addirittura la presidenza. I motivi di queste critiche sono molti […]

continua »
Nicola Fano
Il senso di una crisi

Multilateralismo!

L'ideologia del dubbio, qui da noi, ha smesso di contestare la verità (troppo difficile): si esercita predicando il multilateralismo. E negando i valori. Leggete Mo Yan, Yu Hua, Anatolij Kuznecov e Antonio Scurati per capire di che cosa si parla

La guerra, qui da noi in salotto, ha fatto un salto significativo: la discussione è passata dalla verità ai valori. Buona parte dei dubbiosi hanno dovuto ammettere l’attendibilità delle informazioni raccolte in prima persona da chi è sul fronte ucraino e quindi – per costoro – il tema sul tavolo è diventato l’esigenza di un […]

continua »
Giacomo Battiato
Il senso di una crisi

Icaro impiccato

La guerra del signor Putin e quella dei signori Hitler e Mussolini. Poi le bombe su Milano, i morti sull'Adige, Caporetto, l'Onu e un Icaro di legno scolpito da Marino Marini: appunti sul tempo presente di un grande scrittore e regista

“Pani – Bobbe – Pum – Tina!” Queste, a detta di mia madre, sono state le prime parole (insieme, è ovvio, a “mam-ma”) che ho pronunciato nella mia vita: “Areoplani – Bombe – Pum – Cantina”. Ero a Milano, era il ’44, avevo otto, nove mesi. I bombardamenti avvenivano per lo più di notte. Gli […]

continua »
Massimo Rocca
Il senso di una crisi

La guerra di Omero

Achille, Aiace, Nestore e Tersite: ritorno a Iliade e Odissea di Omero per cercare di capire quel che succede intorno all'invasione dell'Ucraina. Soprattutto negli inutili dibattiti che ha prodotto qui da noi

La famosa domanda, perché la guerra?, nel carteggio Einstein/Freud ha, da parte del fondatore della psicoanalisi, la risposta sulla pulsione di morte. A un livello leggermente superiore, che cogliamo perfettamente oggi, grazie al fenomeno dei social che moltiplicano in modo frattale le reazioni consentendoci una immediatezza una volta impossibile, io credo che la guerra funzioni […]

continua »
Alessandro Macchi
Il senso di una crisi

Il vento di Kiev

Memorie di guerra (e di libertà negata a Kiev come altrove), mentre ancora una volta l'Europa conosce rabbia e violenza. Sembra quasi che la storia non riesca mai a essere buona maestra

C’è vento, un vento ora tiepido ora decisamente fresco. A Licosa, borgo del Comune di Castellabate, salgo a piedi fino al palazzotto antico del “Casino del Barone”, già luogo di caccia e del ben vivere ma da tempo abbandonato. È il mese di marzo 2022 quella della invasione russa dell’Ucraina. Sono salito quassù inquieto e […]

continua »
Nicola Bottiglieri
Il senso di una crisi

Ucraina, quanti errori!

Questa terribile guerra che si trascina nel sangue e nella violenza ci dice che abbiamo commesso molti errori. Per esempio, non aver capito la natura dell'invasione russa né la forza della resistenza dell'Ucraina. E non aver incluso Mosca nel processo europeo...

Se la pandemia da Coronavirus ci ha obbligato a riflettere sulla natura della “globalizzazione” e a cambiare stili di vita, programmazione economica, modo di viaggiare ecc., la guerra in Ucraina ci ha rivelato quanto siamo indietro nel capire quello che succede davanti la porta di casa. Elencherò una serie di errori che hanno portato a […]

continua »
Gianni Marsilli
La corsa all'Eliseo

Sinistra, adieu!

Domenica prossima si vota in Francia: probabilmente, al secondo turno Macron sarà riconfermato, ma la vera notizia è un'altra... i vecchi partiti della sinistra sono scomparsi. Al loro posto s'è insediato un tribuno sterile, inutile e populista, Jean-Luc Melenchon

Chissà, forse il ricordo personale rende meglio l’idea di una dotta ma incolore analisi politica, che oramai dura il tempo di un mattino e poi via al macero, ché i parametri son già cambiati. E allora vai con l’abusato ma efficace “je me souviens” alla maniera di George Perec, se mi è umilmente concesso. Mi […]

continua »
Nicola Fano
Il senso di una crisi

Putin e Čechov

La Russia europea e la Russia asiatica, il primato della tradizione e quello del mercato: rileggere Čechov in tempi di guerra può essere utile a capire se in Putin prevalga l’«anima Ljuba» (l'attaccamento al passato) o l’anima «Lopachin» (il ghigno che accompagna le bombe)

«Spetta a chi ha legato il sonaglio al collo della tigre il compito di toglierlo»: quando ho letto, nei resoconti della videoconferenza tra Xi Jinping e Joe Biden in margine all’invasione russa dell’Ucraina, questa limpida metafora usata dal presidente cinese, ho pensato a Čechov. In un suo racconto abbastanza celebre, Tre anni, Čechov immagina – […]

continua »