La scomparsa di un maestro del teatro
Ricordo di Giancarlo Cauteruccio, artista visionario che ha segnato gli anni migliori della sperimentazione teatrale italiana. Dall'Eneide fino a Beckett; dalla tecnologia alla parola
Che il nostro incontro sia stato scritto o messo in scena, non lo saprò mai. Era estate, metà anni Ottanta, al tempo in cui la videoarte era assurta ad argomento inevitabile da dissezionare nei festival e nei seminari, laddove dei critici improvvisati (fatto salvo Vittorio Fagone) vagavano tra concetti inesistenti che, dopo qualche rimbalzo, cadevano […]
continua »
Al Castello dell'Acciaiolo di Scandicci
Al Nutida Festival, Diego Tortelli, con Cristian Cucco e Thomas Van de Ven, ha presentato la coreografia “Bodies on Glass”, ispirata alla musica di Philip Glass
Non è casuale che Philip Glass abbia sempre disdegnato la definizione di “minimalista”. La trovava fatuamente inevitabile, diretta conseguenza di quella sua opera di compositore che amava scrivere:“ musica con strutture ripetitive”. Sarà una coincidenza che Glass fosse in procinto di debuttare con 600 lines (immediatamente censita come minimalista) nel 1967, anno in cui Gilles […]
continua »
Al Teatro Trianon Viviani di Napoli
Fulvio Cauteruccio porta in scena il celebre racconto di Pirandello "La patente". Ma non è solo un drammatico ricamo sulla jella
Un’intuizione banale: leggere la novella pirandelliana ancor prima di partire per Napoli, dove la sera stessa al teatro Trianon Viviani, per l’annuale “Campania Teatro Festival” diretto da Ruggero Cappuccio, sarebbe andato in scena Rosario Chiarchiaro, maschera di Fulvio Cauteruccio, rivelata e celata in compagnia di due eccellenti Spalle: Flavia Pezzo e Massimo Bevilacqua. Sfogliando una […]
continua »
A proposito di “n-Ego"
Eleonora Danco, al cinema, moltiplica per mille la sua propensione a raccogliere emozioni libere. Per questo, nei suoi film la poesia delle parole conta più della trama
Tra N-Capace e n-Ego sono trascorsi dieci anni, durante i quali Eleonora Danco ha continuato a calcare i palcoscenici italiani e, forse, è riuscita a godere di una pausa creativa che le consentisse di portare a compimento la seconda opera di una annunciata trilogia, di cui naturalmente non conosco l’esito. Provo molta ammirazione per questa […]
continua »
Alla Sala Umberto di Roma
Lo spettacolo su Enzo Jannacci costruito da Max Paiella e Simone Colombari (con la regia di Lorenzo Gioielli) è un grande omaggio a un genio. Da non dimenticare
Enzo Jannacci nasce “avviticchiato, prevalentemente a Milano”, nel giugno del 1945, almeno è ciò che annuncia nel cominciare la prima puntata Rai L‘importante è esagerare. E subito si attribuisce l’indole di “uomo in fuga”. Da chi, non lo sappiamo; da cosa, posso immaginarlo. Cosa avrà voluto dire? “Niente! Io non voglio dire mai niente!” Ovviamente […]
continua »
Ancora su "Finalement"
Come districarsi tra una vecchiaia distratta e il paradiso dell'infanzia? una riflessione in margine al nuovo, struggente film di Claude Lelouch
Seguo le orme lasciate da Ida Meneghello, che ha qui già scritto, con la sua abituale maestria, su Finalement, film grazie a cui Claude Lelouch ha fatto in tempo a lasciare un tocco magistrale della sua carriera artistica, che ebbe inizio dal documentarismo per poi impegnarsi in una filmografia che sarà snobbata dalla critica francese […]
continua »
Ritratto di un'icona del Novecento
Brigitte Bardot compie novant'anni. Una vita vissuta a cercare di mascherare il proprio mito. La sua bellezza è diventata il simbolo della sua libertà
Brigitte accostò le labbra al microfono e cominciò col dire che Jicky se n’era andato con la medesima discrezione che usava nella vita, perché non voleva mai essere di disturbo a nessuno. I tanti amici, convenuti per salutarlo, non sapevano dove guardare, perché gli occhi della donna stavano cercando da qualche parte, fuori di lì, […]
continua »
L’addio a un’icona del ’900
La bellezza senza paragoni di cui l’attore francese si trovò dotato ha contribuito alla sua leggenda che risuona in queste ore, dopo la sua morte. Ma sarebbe sbagliato ridurre il suo talento, a iniziare da “Plein soleil” di René Clément che colpì Luchino Visconti
Se quelli erano segnali, direi che non vi sia stata intermittenza, ieri, alla notizia della morte di Alain Delon. Non un incendio ma un’infinità di piccoli fuochi che non sembravano spegnersi, protetti com’erano dalle mani di migliaia di persone. Ciascuna, a commento del suo lutto, ricordava una scena, uno sguardo, una pausa e, soprattutto, un […]
continua »
Suggestioni Olimpiche
In vista delle Olimpiadi parigine, la memoria va subito a un'atleta bella e atipica: Colette Besson, che vinse i 400 di corsa a Mexico City nel 1968. Il suo era un altro modo di concepire lo sport...
«Complimenti signorina per la sua vittoria, per il modo in cui l’ha ottenuta, per il modo in cui l’ha vissuta». Questo breve messaggio manoscritto, timbrato 21 ottobre 1968, portava la firma di Georges Pompidou, proprio in quei giorni sottoposto a un attacco personale e politico orchestrato da elementi gaullisti vicini ai servizi segreti. L’anno seguente […]
continua »
In margine al Festival Nutida
Incontro con Francesco Giomi, musicista che sperimenta l'elettronica e l'improvvisazione, e Beatrice Ciattini, danzatrice: «Nessuno sa effettivamente cosa accadrà in scena il minuto dopo...»
Con la direzione artistica di Cristina Bozzolini e di Saverio Cona, il Giardino del Pomario del Castello dell’Acciaiolo di Scandicci sta ospitando Nutida, Festival internazionale di Danza che per la V edizione rinnova il suo intenso connubio tra ricerca e qualità. Mi è spettata la buona sorte di seguire due spettacoli di grande impatto estetico […]
continua »